Il rialzo dei tassi governativi in Giappone non è come quello degli altri bond governativi mondiali: è più pericoloso e vediamo perché.
Avete visto cosa sta succedendo ai rendimenti dei titoli di Stato globali oggi? Non guardate, non è un bello spettacolo.
L’epicentro è in Giappone, dove i rendimenti dei bond stanno salendo verso l’alto. È un fenomeno in corso da anni ormai, ma ultimamente ha preso velocità. Cinque anni fa, il benchmark del debito governativo decennale giapponese rendeva zero. Oggi è balzato a un soffio dal 2,4%, (più esattamente 2,35%), il livello più alto in quasi trent’anni.
La situazione peggiora man mano che ci si sposta sulle scadenze più lunghe. Il titolo a 30 anni del Giappone è salito di quasi 30 punti base solo oggi, toccando un massimo storico a 3,92%. Quello a 40 anni ha superato il 4,20% per la prima volta. Tutto questo a causa della richiesta del Primo Ministro di elezioni anticipate e di quello che il mercato percepisce come un taglio delle tasse sui prodotti alimentari privo di coperture, che potrebbe far aumentare il deficit pubblico del Giappone e causare una maggiore emissione di titoli in futuro. In ogni caso, poiché il Giappone funge ancora in qualche modo da «ancora» per i livelli di debito globali, ogni volta che i loro rendimenti salgono, salgono anche quelli di tutti gli altri. Quindi, se stamattina vi svegliate e vi chiedete perché il rendimento del Treasury USA a 10 anni era quasi al 4,3%, questa turbolenza sui bond giapponesi è una parte importante della risposta [...]
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