L’azione che nessuno guardava ha fatto +1.142%

Redazione Money Premium

12 Maggio 2026 - 07:54

Nel marzo del 2025, questa azienda capitalizzava appena 5 miliardi di dollari. Oggi, 14 mesi dopo, chi aveva investito nel titolo siede su un guadagno del 1.142 per cento e vale oltre 80 miliardi.

L’azione che nessuno guardava ha fatto +1.142%

Mentre i grandi titoli tecnologici come Nvidia Corp. continuano a dominare le cronache finanziarie, molti investitori italiani si chiedono se sia davvero troppo tardi per salire sul treno dell’intelligenza artificiale.

La risposta è no, e la storia di questo titolo lo dimostra. Nel marzo del 2025, questa azienda capitalizzava appena 5 miliardi di dollari e quasi nessuno ne parlava. Oggi, appena 14 mesi dopo, chi aveva investito nel titolo siede su un guadagno del 1.142 per cento e vale oltre 80 miliardi.

Il vero collo di bottiglia dell’AI non è più soltanto il silicio dei chip, ma l’energia. Ogni modello di intelligenza artificiale avanzata, ogni applicazione enterprise, ogni server farm che gira ventiquattr’ore su ventiquattro consuma quantità enormi di elettricità.

Un settore in crescita

Secondo stime recenti, negli Stati Uniti sono in costruzione o in progetto quasi 3.000 nuovi data center, oltre ai 4.000 già operativi. Un singolo impianto di grandi dimensioni può richiedere tanta energia quanta ne serve a una città come New Orleans nel suo picco giornaliero. Le utility tradizionali non riescono a tenere il passo: le richieste di allacciamento alla rete sono in coda da anni e i lavori di potenziamento della trasmissione richiedono tempi biblici.

Per gli operatori di data center – da Google a Meta Platforms passando per Microsoft e OpenAI – aspettare non è un’opzione. Servono soluzioni immediate, autonome, scalabili e soprattutto disponibili qui e ora, senza dipendere dalla rete elettrica pubblica.

I risultati di Bloom Energy Corp.

È esattamente qui che entra in gioco Bloom Energy Corp.. L’azienda produce il cosiddetto Bloom Energy Server, un sistema modulare e trasportabile che converte gas naturale o altri combustibili in elettricità direttamente sul sito, bypassando completamente i vincoli della rete. Non si tratta di una tecnologia sperimentale: è già collaudata, efficiente e soprattutto già scelta da grandi player del settore tech.

I risultati del primo trimestre 2026 hanno confermato tutto: ricavi in crescita del 130,4 per cento anno su anno a 751 milioni di dollari, battendo le stime di 211 milioni. Il solo ricavo da prodotti è balzato del 208,4 per cento. L’utile per azione è arrivato a 44 centesimi contro i 13 attesi dagli analisti, un sorpasso del 238,5 per cento.

La guidance per l’intero anno è stata alzata a un range tra i 3 miliardi e 4 e i 3 miliardi e 800 milioni di dollari, quasi il doppio rispetto alle previsioni precedenti. Questi numeri non sono solo statistica: sono la dimostrazione concreta che il mercato sta premiando chi ha saputo identificare per tempo il passaggio dall’hype dei chip all’infrastruttura fisica che li fa funzionare.

Conviene investire in questo titolo?

L’azienda sta passando da fase di crescita elevata a fase di scala con margini in espansione e redditività sostenibile. Le stime medie degli analisti indicano ricavi intorno ai 3,7 miliardi per il 2026 e oltre i 6 miliardi nel 2027, con utili in forte accelerazione. I driver principali restano le grandi commesse per data center AI, come l’espansione con Oracle fino a 2,45 GW, oltre all’ingresso più solido nei settori industriale, semiconduttori e utility.

Il titolo ha reagito con forza: da inizio 2026 ha guadagnato oltre il 200% in alcuni periodi, toccando massimi intorno ai 300 dollari e stabilizzandosi recentemente intorno ai 261 dollari (chiusura 8 maggio 2026), con capitalizzazione di mercato tra 62 e 74 miliardi. Il consensus degli analisti resta Moderate Buy, con target price medi tra 190 e 240 dollari circa, anche se alcuni broker più ottimisti (Morgan Stanley, RBC, Susquehanna) hanno alzato i target fino a 310-335 dollari dopo i risultati di aprile. Altri analisti sottolineano però che la valutazione attuale è elevata (oltre 150 volte l’EBITDA stimato 2026) e incorpora già molta crescita futura.

Le prospettive di crescita per Bloom Energy nel 2026-2027 sono tra le più robuste del settore energia/tech, con transizione verso profitti sostenuti e scala operativa. Chi ha un orizzonte lungo e alta tolleranza al rischio può trovarci un’opportunità interessante, ma serve disciplina: non inseguire i massimi, segui l’esecuzione trimestrale e mantieni sempre la diversificazione.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.