Sebbene l’aumento della disoccupazione negli USA sia un motivo di preoccupazione, diversi fattori suggeriscono che potrebbe trattarsi di un falso allarme.
L’ipotesi di un fallimento della Federal Reserve nel tentativo di un “soft landing” potrebbe aprire scenari peggiori. Allo stesso modo, la distorsione dei dati dovuta a eventi straordinari come l’uragano Beryl, combinata con le prospettive di crescita economica positiva e la riduzione dell’inflazione, indica che l’economia USA potrebbe non essere in procinto di entrare in una recessione profonda. Quindi, ha senso preoccuparsi così tanto dei dati sul mercato del lavoro di luglio?
La Fed ha agito correttamente?
La prospettiva di un taglio dei tassi da parte della Fed sembra aver calmato i venti inflazionistici e mantenuto un ritmo positivo di crescita per l’economia USA.
Le previsioni sul Pil per il 2024 e il 2025 restano positive, indicando che non si può teoricamente parlare di recessione. Il concetto di “recessione tecnica” si applica solo con due trimestri consecutivi di crescita negativa, ma al momento, l’economia mostra segni di contrazione dell’inflazione. I dati recenti indicano che l’inflazione sta rallentando, con il tasso di crescita dei prezzi al consumo che è sceso al 3% a giugno 2024, rispetto al 3,4% di maggio.
Cosa significa quest’ultima impennata nel tasso di disoccupazione USA?
Il tasso di disoccupazione negli USA è salito al 4,3% a luglio 2024, rispetto al 4,1% del mese precedente. Questo aumento ha destato preoccupazione, alimentando timori di un “hard landing”.
La “regola di Sahm”, utilizzata per identificare le recessioni imminenti, sembra essere la causa del pessimismo che sta divorando i mercati finanziari in queste ultime settimane. Tuttavia, Claudia Sahm, ha suggerito che il recente aumento della disoccupazione potrebbe essere un “falso positivo”, influenzato dalle insolite interruzioni post-pandemia.
Secondo molti, seppur sia un’ipotesi smentita dal Bureau of Labor Statistics, l’aumento del dato sulla disoccupazione è stato influenzato dall’impatto dell’uragano Beryl. L’uragano ha portato a temporanei licenziamenti e interruzioni lavorative che potrebbero aver distorto i dati di luglio.
Cosa è accaduto in borsa e cosa aspettarsi adesso?
A primo impatto, il VIX, noto anche come “indice della paura”, è aumentato ai livelli osservati durante il fallimento di Lehman Brothers e la pandemia di COVID-19. Nonostante ciò, nella seconda metà della settimana si è assistito a un ridimensionamento positivo per i mercati, con un accenno di ripresa a «V» per molti titoli azionari. Nel complesso, comunque, l’indice S&P500 continua a insistere sui propri minimi.
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In molti si domandano cosa possa frenare la caduta dei mercati per aprire le porte alla continuazione del trend rialzista degli ultimi anni; per questo le borse seguono con forte interesse i prossimi dati economici del Paese, come l’S&P Global Composite PMI Output Index di queso lunedì.
VIX, S&P500, 1D
Grafico lineare arancione dell'S&P500 e lineare bianco del VIX. Fonte:baha.com