Kissinger: «È stato un errore offrire all’Ucraina l’adesione alla NATO»

Enrica Perucchietti

31 Maggio 2023 - 08:00

Il machiavellico ex segretario di Stato, Henry Kissinger, ha ribadito in una intervista al Wall Street Journal che, secondo lui, è stato un errore offrire all’Ucraina l’adesione alla NATO.

Kissinger: «È stato un errore offrire all’Ucraina l’adesione alla NATO»

«Penso che l’offerta di inserire l’Ucraina nella NATO sia stato un grave errore e abbia portato a questa guerra. Ma le sue dimensioni e la sua natura sono una peculiarità russa, e abbiamo fatto assolutamente bene a resisterle».

L’ex segretario di Stato americano, Henry Kissinger, che ha il 27 maggio scorso ha compiuto 100 anni ed è appena rientrato dalla riunione a Lisbona del Gruppo Blderberg, ha ribadito in una intervista al Wall Street Journal che, secondo lui, è stato un errore offrire all’Ucraina l’adesione alla NATO.

L’astuto Machiavelli d’America crede, tuttavia, che l’amministrazione Biden abbia fatto «molte cose» nel modo giusto e ha ribadito il suo sostegno all’Ucraina. Non solo, ha anche specificato quanto segue: «Dal mio punto di vista, la guerra in Ucraina è vinta, in termini di preclusione di un attacco russo alle nazioni alleate in Europa. È altamente improbabile che accada di nuovo».

L’ex premio Nobel per la Pace ha però evidenziato che ci sono «altri pericoli che possono sorgere dalla Russia. Mentre stiamo ponendo fine alla guerra, dovremmo tenere presente che la Russia ha esercitato una grande influenza sulla regione per centinaia di anni, presa nella sua stessa ambivalenza tra ammirazione e sentimenti di inferiorità o di pericolo provenienti dall’Europa».

Quell’ambivalenza, suggerisce, era alla base di questa guerra, motivo per cui l’offerta di inserire l’Ucraina nell’alleanza atlantica sarebbe stata una scelta sbagliata. Kissinger ha insistito sulla necessità che i termini della fine della guerra includessero la restituzione all’Ucraina di tutto il territorio con la controversa eccezione della Crimea: «Per la Russia, la perdita di Sebastopoli, che nella storia non è sempre stata ucraina, sarebbe un tale crollo che la coesione dello Stato sarebbe in pericolo. E penso che non sia auspicabile per il mondo dopo l’Ucraina».

L’ex segretario di Stato non lascia dubbi sul fatto che crede in una Pax Americana e nella necessità di «difendere le aree del mondo essenziali per la sopravvivenza americana e democratica», sebbene capacità di «eseguirlo politicamente», dice, «è diminuita drasticamente, e questo è il nostro problema principale ora».