«Una congrega dei più ricchi, dei più economicamente e politicamente potenti e influenti uomini nel mondo occidentale, che si incontrano segretamente per pianificare eventi che poi sembrano accadere per caso».
Così il Times nel 1977 descriveva il Club Bilderberg. Il Gruppo è una sorta di NATO economica: lo possiamo considerare come il CDA delle oligarchie mondialiste che incarna lo spirito più sfrenato del neoliberismo e della globalizzazione.
Bilderberg, CFR, Commissione Trilaterale e ora il Forum di Davos, sono cenacoli ristretti in cui i membri delle élite, una vera e propria combriccola di oligarchi, si ritrovano per decidere le sorti del pianeta a porte chiuse.
Quello che i membri del Bilderberg vogliono è creare un potere economico mondiale superiore a quello politico dei singoli governi nazionali e in qualità di organizzatori e gestori di questo potere, sognano di governare il futuro del mondo (prendendo decisioni a porte chiuse). Per far questo ci vuole ovviamente il “braccio armato” dei mass media che agisca da cassa di risonanza delle loro decisioni come se queste accadessero poi per caso e in maniera democratica.
La “lista dei desideri” dei membri che questo think tank condivide con la Commissione Trilaterale e il CFR è la creazione di un governo unico mondiale, passando attraverso un’economia globalizzata, un ampiamento del controllo tecnologico, il transumanesimo e la quarta rivoluzione industriale, tanto cara a Klaus Schwab.
La 69° edizione del Club Bilderberg
Per questo, l’intelligenza artificiale e la transizione energetica sono entrate ufficialmente nell’agenda della 69° edizione del Club Bilderberg. L’influente meeting quest’anno si è tenuto, come sempre a porte chiuse, a Lisbona. In agenda, tra i vari temi, il conflitto russo-ucraino, contenimento della Cina, sfide fiscali, India, politica industriale e commercio, Nato, trattati internazionali, e la tenuta della leadership statunitense.
Come sempre, vi ha partecipato una nutrita rappresentanza dell’élite globale: circa 130 personalità provenienti dal mondo della politica, della finanza, del commercio internazionale, dell’industria, da 23 Paesi.
Tra i nomi di spicco internazionali, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, il ceo di Microsoft Satya Nadella, il premier olandese Mark Rutte, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, Henry Kissinger.
Tra gli italiani presenti troviamo Marco Alverà, ex ad di Snam, Lilli Gruber, giornalista e conduttrice La7, Giuliano Da Empoli, professore all’università Science Po, insieme a Paolo Gentiloni, commissario Ue agli Affari economici.