Quanto guadagna José Mourinho? Stipendio e patrimonio dello Special One

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27 Maggio 2026 - 17:44

José Mourinho è uno dei più famosi, oltre che discussi, allenatori di calcio al mondo: il suo ritorno al Real Madrid è sicuramente la notizia più incredibile del 2026

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Quanto guadagna José Mourinho? Una domanda questa che almeno una volta si saranno fatti tutti gli appassionati, visto che stiamo parlando di uno degli allenatori più vincenti - ma anche più discussi - della storia del calcio. Nell’estate del 2021 José Mourinho è diventato l’allenatore della Roma, con il mister lusitano che durante la sua esperienza capitolina è riuscito a vincere la Conference League - unico trofeo che mancava nella bacheca della sua straordinaria carriera - oltre al raggiungimento della finale di Europa League.

A gennaio 2024 però è arrivato l’esonero per Mourinho, con la proprietà della Roma che ha deciso di sollevarlo dal suo incarico prima della scadenza naturale del contratto. Pochi mesi dopo è stata ufficializzata la nuova squadra di Mourinho, il Fenerbahce, con il mister che ha firmato con il club turco un ricco contratto di due anni. Un idillio durato, però, solo un anno e terminato dopo la cocente eliminazione nei preliminari di Champions League contro il Benfica. Proprio quel Benfica che, per uno strano scherzo - o forse no - del destino, lo ha poi accolto in panchina per un ritorno in patria atteso 25 anni.

Ma il colpo di scena più clamoroso è arrivato in questo 2026: dopo una sola stagione a Lisbona, lo Special One è pronto a tornare al Real Madrid, il club con cui aveva trionfato fra il 2010 e il 2013. Un ritorno fortissimamente voluto da Florentino Pérez, la cui ufficialità - come vedremo - resta per ora congelata dalle elezioni che agitano la Casa Blanca. Scopriamo, allora, nel dettaglio lo stipendio che percepirà José Mourinho a Madrid, il patrimonio complessivo e la biografia dell’allenatore portoghese.

Quanto guadagnerà José Mourinho al Real Madrid? Lo stipendio

Salvo clamorosi colpi di scena, José Mourinho tornerà al Real Madrid. Dopo una stagione complicatissima - con il trionfo del Barcellona nel Clasico e uno spogliatoio spaccato che ha bruciato Xabi Alonso e Álvaro Arbeloa - la società ha deciso di puntare sull’usato sicuro. Il portoghese era il primo nome del presidente Florentino Pérez, mentre il Benfica si è già rassegnato a perderlo e punta su Marco Silva del Fulham.

Ma quanto guadagnerà Mourinho? Secondo la stampa spagnola firmerà un contratto biennale fino a giugno 2028, con opzione di rinnovo fino al 2029, per un ingaggio da circa 10 milioni di euro netti a stagione: cifra inferiore alla sua prima avventura madrilena, ma che lo inserisce nella top 10 mondiale dei tecnici più pagati, pur lontano da Simeone.

A congelare l’annuncio, atteso inizialmente per il 25 maggio, sono le elezioni alla presidenza: a Pérez si oppone l’imprenditore 37enne Enrique Riquelme, presidente e azionista al 75% di Cox Energy. Sono le prime elezioni con più candidati dai tempi di Ramón Calderón (2006). Il verdetto è atteso attorno al 7 giugno: se vince Pérez, l’ufficialità arriva subito; in caso contrario il ritorno può saltare. Pesa anche la clausola col Benfica: scaduta il 26 maggio quella da 7 milioni, ora l’addio ne costa 15, pari al suo stipendio lordo.

Il patrimonio di Jose Mourinho e gli stipendi passati

Tante vittorie con i club finora allenati ma anche lauti guadagni per José Mourinho, grazie anche alla sinergia con il potente procuratore Jorge Mendes. Dopo gli inizi all’União Leiria dove si è fatto conoscere e l’esplosione al Porto, il tecnico portoghese è sempre stato uno dei meglio pagati nel settore.

Quando nel 2004 arrivò al Chelsea da fresco vincitore della Champions con il Porto, l’allenatore portoghese firmò per un contratto da 5 milioni a stagione. Grazie ai successi, lo stipendio aumentò prima a 6 milioni e poi a 7,5 milioni.

Passato nel 2008 all’Inter, Mourinho strappò all’allora patron Moratti un contratto da 9 milioni, diventati poi 12 milioni l’anno successivo grazie lo storico Triplete. Quando nel 2010 si è trasferito al Real Madrid, divenne l’allenatore più pagato al mondo con uno stipendio da 15,3 milioni a stagione.

Tornato nel 2013 al Chelsea per 14 milioni a stagione, il suo esonero però costò ai Blues il pagamento di una buonuscita complessiva di 23 milioni di sterline, compresi gli indennizzi per lo staff fedele al tecnico di Setubal.

Poi, nel 2016, c’è stato il passaggio al Manchester United per uno stipendio da quasi 20 milioni a stagione.

Oltre allo stipendio c’è da dire però che José Mourinho nelle stagioni ha potuto godere anche di entrate extra. Dai contratti con gli sponsor Adidas, Heineken e Hublot infatti sono arrivati altri 9 milioni annui.

Durante il Mondiale 2018 in Russia, per il suo commento delle partite Russia Today ha staccato un assegno da 2 milioni.

Ma, arrivando più vicini ai giorni nostri, in Italia lo Special One è tornato ad essere celebrato per aver portato alla Roma il primo trofeo internazionale della storia moderna: la Conference League vinta nel 2022.

E, in totale, con la Roma aveva firmato un contratto importante di 3 stagioni a 7 milioni netti all’anno più bonus, con il Tottenham che nel primo anno (2021/2022) si era accollato ulteriori 9 milioni, ovvero la differenza tra la paga dei giallorossi e quella restante con i londinesi.

In precedenza, infatti, lo Special One al Tottenham, con cui aveva sottoscritto un contratto fino a giugno 2023, percepiva uno stipendio annuo di 15 milioni di sterline che in euro fanno quasi 17,5 milioni.

Così, anche alla Roma, Mourinho ha continuato a incassare per un anno la cifra faraonica garantita dagli Spurs, che comunque era inferiore a quella che veniva percepita dal mister quando era al Manchester United.

Viste queste cifre, Josè Mourinho può essere considerato come uno degli allenatori più ricchi e pagati al mondo, tanto che in rete si parla di un patrimonio da quasi 120 milioni di euro.

La biografia e i successi di José Mourinho

Ma io non sono un pirla…”. Così il 3 giugno del 2008 José Mourinho si presentava alla stampa italiana rispondendo a una domanda trabocchetto di un giornalista inglese. Anche in Italia si capì subito che quello arrivato all’Inter non era un allenatore qualsiasi, ma uno Special One.

Nato a Setubal il 26 gennaio del 1963, Mourinho appartiene a quella categoria di allenatori che sono riusciti ad avere successo nonostante non siano stati dei calciatori professionisti, un po’ come Arrigo Sacchi e Rafa Benitez.

Figlio di Felix Mourinho, prima portiere e poi allenatore di recente scomparso, José inizia una carriera nel calcio come difensore senza riuscire però a sfondare. A 24 anni ecco quindi la scelta di appendere gli scarpini al chiodo, iniziando a studiare da allenatore dopo essersi anche laureato all’ISEF di Lisbona come insegnante di educazione fisica.

Proprio in quegli anni, sposa nel 1989 Matilde Faria dalla quale ha avuto due figli: Matilde Faria Mourinho Félix (1996) e José Mário Faria Mourinho Félix (2000), calciatore anche lui con il ruolo di portiere come il nonno paterno.

Cattolico, vicino al Partito Socialdemocratico portoghese e poliglotta (parla portoghese, inglese, italiano, francese, spagnolo e catalano), nella sua carriera di allenatore di club è riuscito a vincere praticamente tutto, compreso lo storico Triplete con l’Inter nella stagione 2009/2010.

Ecco il palmarès di José Mourinho con i principali trofei vinti:

  • Champions League: Porto 2004, Inter 2010
  • Coppa UEFA/Europa League: Porto 2003, Manchester United 2017
  • Campionato portoghese: Porto 2003, 2004
  • Coppa del Portogallo: Porto 2003
  • Campionato inglese: Chelsea 2004, 2006, 2015
  • FA Cup: Chelsea 2007;
  • Coppa di Lega inglese: Chelsea 2005, 2007, 2015; Manchester United 2017
  • Campionato italiano: Inter 2009, 2010
  • Coppa Italia: Inter 2010
  • Campionato spagnolo: Real Madrid 2012
  • Coppa del Re: Real Madrid 2011
  • Conference League: Roma 2022

Una striscia di successi impressionante che però non gli hanno evitato diversi esoneri nelle sue ultime esperienze in panchina. Dopo la rescissione consensuale nel dicembre 2015 con il Chelsea, è arrivata prima la separazione con il Manchester United, poi gli addii con Tottenham, Roma e, da poco, Fenerbahce.