L’Italia e le speranze sul Pnrr: dall’energia all’occupazione, cosa può cambiare?

Violetta Silvestri

7 Febbraio 2023 - 12:35

Il Pnrr è sempre di più la pietra miliare della ripresa economica: sarà davvero in grado di cambiare il Paese? Il Governo Meloni lavora per incentivare il piano. Energia e occupazione, sarà svolta?

L’Italia e le speranze sul Pnrr: dall’energia all’occupazione, cosa può cambiare?

Pnrr sempre sotto i riflettori: quali novità dal Governo Meloni e quali nuove prospettive per l’economia italiana?

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta sempre di più una pietra miliare di quella crescita sulla quale il Paese deve puntare necessariamente per un rilancio solido, innovativo e in grado di superare le endemiche criticità quali il peso enorme del debito.

Lo hanno ribadito anche Lagarde, parlando in generale dell’intera Eurozona, e Visco di Bankitalia facendo un focus sulla nostra nazione: il Pnrr è fondamentale per superare le crisi multiple che affliggono Italia ed Europa dalla pandemia in poi.

Intanto, ci sono novità sul piano: energia e occupazione sotto i riflettori. Cosa sta per cambiare in Italia con gli sviluppi del Pnrr?

Pnrr: così l’Italia punta all’indipendenza energetica

La cabina di regia del Pnrr che il Governo Meloni ha riunito due giorni fa, con la presenza anche delle partecipate Eni, Enel, Snam e Terna, ha segnato una nuova tappa: l’inserimento di un capitolo relativo al RepowerEu - il piano Ue per le sfide energetiche del blocco - nel piano nazionale, in modo da accelerare la transizione energetica e le sue sfide.

C’è tempo fino al 30 aprile per apportare tali aggiornamenti, secondo “l’accordo politico raggiunto tra il Parlamento europeo e il Consiglio sul finanziamento di REPowerEU e sulla possibilità per gli Stati membri di introdurre capitoli REPowerEU nei loro piani per la ripresa e la resilienza”, come si legge in comunicati ufficiali della Commissione di settimane fa.

Nello specifico: “gli Stati membri saranno in grado di avviare riforme e investimenti, eliminando gradualmente le importazioni di combustibili fossili russi e fornendo energia pulita, economica e sicura alle famiglie e alle imprese in tutta Europa.”

Secondo Giorgia Meloni, “il nuovo piano consentirà all’Italia di dare un forte contributo alla realizzazione del ‘Piano Mattei’ al fine di consolidare il processo di diversificazione delle forniture verso una totale eliminazione del gas russo e per far diventare l’Italia hub energetico del Mediterraneo per tutta l’Europa in un proficuo rapporto di cooperazione soprattutto con i paesi africani.”

I dettagli sui nuovi capitoli del Pnrr riservati alle politiche del REPowerEu verranno svelati in seguito. Il passaggio comunque è importante perché faciliterà la transizione energetica, attraverso il finanziamento di investimenti e riforme con i soldi del Recovery Fund e che si concentreranno, come la stessa Meloni ha sottolineato su 3 pilastri: aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, la riduzione dei consumi.

Il tutto, per arrivare a un obiettivo: avere energia sufficiente senza ricorrere alla Russia e a prezzi ragionevoli.

Rivoluzione dell’occupazione con il Pnrr: alcune stime

Non solo svolta green: il Pnrr sarà cruciale anche per il mondo del lavoro. Lo ha ribadito uno studio Bankitalia. Domanda aggiuntiva di 375.000 occupati, di cui il 79% nel privato, con una occupazione in più di almeno 95.600 unità nel settore costruzioni nell’anno 2025, considerato il picco, si paleseranno grazie alla spinta del piano.

Un’opportunità importante, quindi, per il Paese. Diversi i settori coinvolti: nella ricerca e sviluppo si stimano 16.600 nuovi occupati soprattutto nel 2024, nell’ambito produzione di computer, elettronica e ottica 12.700 lavoratori in più nell’anno 2025, nella programmazione informatica potrebbero aggiungersi 27.700 nuovi occupati nel 2024, nella gestione del personale oltre 30.000 lavoratori, 19.000 unità saranno richieste per le attività di supporto e 13.900 nella produzione di macchinari.

Attenzione però: la mancanza di competenze potrebbe essere un ostacolo al Pnrr, soprattutto considerando la richiesta di figure specializzate in tempi brevi. Per la Banca d’Italia, quindi, sarà importante investire sin da subito nella formazione dei disoccupati e in politiche migratori mirate.

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