Manovra 2020: svelato il gettito atteso dalla Plastic Tax

È in arrivo la tassa sulla plastica: 1 euro al chilo per salvaguardare l’ambiente. Proviamo a capirne di più.

Manovra 2020: svelato il gettito atteso dalla Plastic Tax

Già ribattezzata la tassa delle discordia, la Plastic Tax è un provvedimento che ha trovato spazio nella legge di bilancio e che dovrebbe colpire i prodotti in plastica.

Nonostante nelle intenzioni dovrebbe aiutare a tutelare l’ambiente riducendo la quantità di rifiuti in plastica, è accusata da più parti di essere solo un mezzo per fare cassa.

Cosa è la Plastic Tax

Si tratta di una novità, ha precisato il ministro dell’ambiente Sergio Costa, introdotta nella bozza della manovra economica come ’’tassa di scopo e non per fare cassa".

Nel testo del disegno di legge “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022” presentato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, all’articolo 79 è prevista l’istituzione della cosiddetta “Imposta sul consumo dei manufatti sul consumo dei manufatti in plastica con singolo impiego e incentivi per le aziende produttrici di manufatti in plastica biodegradabile e compostabile".

L’articolo, composto da 19 commi, prevede un obolo di 1 euro per chilogrammo di materia plastica “contenuta nei manufatti con singolo impiego (MACSI) […] che hanno o sono destinati ad avere funzione di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari”.

Plastic Tax nel solco della direttiva Ue

Si tratta di un provvedimento sostanzialmente in linea con la direttiva europea su determinati prodotti in plastica monouso. Secondo il provvedimento adottato dal Consiglio Ue, piatti, posate, cannucce, aste per palloncini e bastoncini cotonati in plastica monouso saranno vietati entro il 2021.

La direttiva inoltre prevede che le bottiglie in plastica presentino una componente riciclata al 25% entro il 2025 ed al 30% al 2030.

Plastic Tax: previsti crediti di imposta per le aziende

Ovviamente la Plastic Tax ha scatenato le proteste del settore. Per ovviare all’aggravio dei costi per le industrie operanti in questo comparto, il provvedimento che istituisce la Plastic Tax prevede incentivi (tra cui un credito d’imposta del 10% sulle spese sostenute nel 2020) per le aziende che decideranno di produrre materiali biodegradabili e compostabili.

Plastic Tax: l’impatto sulle famiglie e sulle casse statali

Federcosumatori e il Codacons stimano, rispettivamente, un aggravio delle spese per una famiglia media rispettivamente fissato a 138 ed a 165 euro.

“La plastic tax colpisce due terzi della spesa a tavola delle famiglie e rischia di penalizzare a cascata l’intera filiera agroalimentare dove si concentra il 76% degli imballaggi in plastica”, evidenzia la Coldiretti.

Per quanto riguarda invece il gettito, il governo stima un introito incrementale nei primi due anni, un miliardo nel 2020 e 1,8 miliardi nel 2021, e di 1,72 miliardi di euro l’anno a partire dal 2023.

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1 commento

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Cristina Ciccarelli • 1 mese fa

La tari invece che tassa è? È una tassa sul consumo che genera rifiuti di ogni tipo e la quantità dei rifiuti dipende molto daglle abitudini, dal numero degli occupanti e nondaimetri quadri di una casa....una persona può vivere in 200 mq, erauna tassasulla proprietà ma correlata al consumo perché era ibrida. Nata nel 2014 con una confusione degna di una babilonia in cerca di soldi cioè per far fare cassa ai comuni pieni di debiti infatti ci sono molte truffe di vecchia data sui rifiuti e tasse correlate, qualcuno parla di errore di calcolo ma secondo me sono errori voluti con la speranza di trovare silenzio difronte anche a questi abusi amministrativi e contabili. La tari aveva un altro nome ma gli intenti sono rimasti gli stessi. La quota fissa e la quota variabile sono due tasse completamente diverse, la prima si rivolge ai mq mentre la seconda si rivolge agli o alle occupanti che devono essere scritte-i negli uffici anagrafe di ogni comune. È una tassa correlata alla residenza. Lo slogan ’più inquini più paghi’ era giusto ma era solo uno slogan.

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