Titoli di Stato: domanda da record per il nuovo BTP indicizzato

Ieri nel collocamento del nuovo BTP€i il Ministero dell’Economia ha registrato una domanda da record. Vediamo perché.

Titoli di Stato: domanda da record per il nuovo BTP indicizzato

Ieri il Tesoro ha collocato la prima tranche del nuovo BTP€i, il titolo indicizzato all’inflazione di Eurolandia, a 10 anni. Il nuovo titolo ha scadenza 15 maggio 2030 e tasso annuo reale 0,40%, pagato in due cedole semestrali.

L’importo emesso è stato pari a 4 miliardi di euro e, con un collocamento a 99,632, il rendimento lordo annuo reale si è attestato allo 0,436%.

Il collocamento è stato effettuato mediante sindacato costituito da cinque lead managers, Banca IMI, BNP Paribas, JP Morgan., NatWest Markets e Société Générale e dai restanti Specialisti in titoli di Stato italiani in qualità di co-lead managers.

BTP indicizzato: domanda da record

All’operazione hanno partecipato 165 investitori per una domanda complessiva di oltre 22 miliardi di euro. Circa il 52% dell’emissione è stato assegnato a fund manager, mentre le banche si sono aggiudicate il 26,5% dell’ammontare complessivo.

Una quota rilevante, di poco superiore al 14,5%, è stata collocata presso investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo (a fondi pensione e assicurazioni è stato assegnato circa il 4,5%, mentre a banche centrali e istituzioni governative circa il 10%). La quota sottoscritta da hedge funds è stata pari a circa il 7%.

BTP indicizzato: i dettagli sulla composizione della domanda

Particolarmente rilevante la quota di investitori esteri, pari a circa il 75%. Tra questi, la quota più rilevante è stata sottoscritta da quelli residenti nel Regno Unito (30%). Il resto del collocamento è stato distribuito in larga parte in Europa continentale (circa il 35%), ed in particolare in Francia (12,5%) e in Germania/Austria/Svizzera (7%).

Al di fuori dell’Europa, gli investitori nord-americani (USA e Canada) si sono aggiudicati circa il 6% dell’emissione, mentre il restante 4% dell’ammontare complessivamente emesso è stato collocato prevalentemente in Medio Oriente.

BTP indicizzato: i fattori che hanno spinto la domanda

Nonostante una giornata particolarmente pesante per i mercati finanziari e un tasso di inflazione sui 10 anni stimato di poco sopra il punto percentuale (che non rende particolarmente appetibile un titolo legato all’andamento dei prezzi), il boom registrato dalla domanda per il nuovo BTP indicizzato all’inflazione europea ha stupito gli operatori.

La causa va cercata nel fatto che, rilevano dalle sale operative, sono pochi quest’anno gli Stati che hanno emesso titoli di questo tipo.

Di conseguenza, gli operatori che tradizionalmente acquistano questi titoli hanno dovuto mettersi in fila per acquistare un titolo con un rendimento più basso rispetto a quanto preventivato: se l’indicazione di rendimento in un primo momento era stata fissata a 27 punti base rispetto al titolo precedente (in scadenza nel 2028), alla fine è stata ridotta a 23 punti.

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