Cos’è l’IREP? Ecco la nuova imposta sul reddito dei professionisti

L’IREP - imposta sul reddito dei professionisti - è fra le nuove proposte di legge per la riforma fiscale in arrivo nel 2019. Ecco di cosa si tratta.

Cos'è l'IREP? Ecco la nuova imposta sul reddito dei professionisti

Tra le proposte di riforma fiscale per il 2019 arriva anche l’IREP, ovvero l’imposta sul reddito dei professionisti.

Come anticipato dal Sole24Ore nei giorni scorsi, la proposta di legge M5S-Lega sulle semplificazioni fiscali contiene molte norme di (reale?) semplificazione fiscale, tra cui quelle relative allo snellimento dei processi di gestione della fattura elettronica, quelli relativi all’ennesima riforma delle scadenze fiscali annuali sino ad arrivare alla rimodulazione delle aliquote Irpef ed alla flat tax.

Una delle proposte di cui si parla con maggiore insistenza in questi giorni è quella dell’IREP, acronimo di imposta sul reddito dei professionisti. Vediamo di cosa si tratta.

Cos’è l’IREP, la nuova imposta sul reddito dei professionisti che il Governo Lega-M5S vuole introdurre dal 2019?

Tra le proposte di legge di riforma fiscale per il 2019, il Governo M5S Lega ha inserito anche l’IREP.

IREP è l’acronimo di imposta sul reddito dei professionisti; si tratterebbe di una nuova imposta nel panorama fiscale dei professionisti italiani. In estrema sintesi, si tratterebbe di assoggettare a tassazione del 24% la parte di redditi prodotti dal professionista ma non prelevati.

Si tratta dell’ennesima proposta di flat tax, tuttavia molto lontana dalle reali attese dei contribuenti.

IREP, le evidenti criticità della nuova imposta sul reddito dei professionisti proposta dal Governo Lega-M5S

Ovviamente nessuno vuole giudicare una norma ancor prima che questa veda la luce...

Tuttavia, la maggioranza parlamentare sembra davvero muoversi in modo molto disorganico in materia di fisco. Si pensi al tema dell’imposta sul reddito ad aliquota unica, sia per le famiglie che per le imprese. In campagna elettorale la Lega parlava di flat tax da subito ed al 15%.

Nelle ultime settimane, invece, si sono alternate le seguenti proposte: flat tax al 23%, flat tax a due o tre aliquote (che quindi non è una flat tax...), rimodulazione delle aliquote centrali dell’Irpef (27 e 38 per cento) e riduzione di un punto dell’aliquota Irpef minima. Tutte proposte che potrebbero essere vantaggiose, per carità. Ma comunque molto molto lontane dalle promesse elettorali.

Adesso si parla di IREP. Ma quest’imposta non sarebbe altro che un’estensione dell’IRI, l’imposta sul reddito dell’imprenditore, già varata dal Governo a guida PD e poi sorprendentemente rinviata nella sua fase applicativa.

L’IRI riguarda ditte individuali e società di persone in contabilità ordinaria; l’IREP si rivolgerebbe, invece, ai professionisti, che in stragrande maggioranza operano in contabilità semplificata. E questo ovviamente è un fattore che sembra ridurre di molto l’appetibilità della proposta in oggetto.

Riduzione imposte e tasse per i professionisti: a che punto è la nuova flat tax (ovvero l’estensione del regime forfettario già esistente)

Molto più interessante appare, invece, il tema della nuova flat tax per i professionisti.

Al momento si parla fondamentalmente di un’estensione del regime forfettario già esistente.

Martedì sera Matteo Salvini, ospite di Floris alla trasmissione TV “Di Martedì” su La7, ha parlato di un’estensione del regime forfettario alle seguenti condizioni:

  • tassazione al 15% per coloro che maturano ricavi non superiori ad euro 65.000,00;
  • tassazione al 20% per coloro che producono un reddito fiscale non superiore ad euro 100.000,00.

Visto così potrebbe apparire un discorso conveniente erga omnes, ovvero per tutti coloro che si trovano nelle fasce di ricavi/reddito sopra evidenziate. Tuttavia non è così.

Occorre valutare, infatti, il coefficiente di redditività che verrà ad applicarsi (sempre il 78%?), quali altri eventuali nuovi requisiti verranno richiesti e - ovviamente - la situazione soggettiva del contribuente (livello di costi normalmente sostenuti per lo svolgimento dell’attività). Quindi si tratta di più fattori; per una valutazione completa si dovrà tuttavia attendere il 20 ottobre, data di inizio dell’iter di discussione della prossima Legge di Bilancio 2019.

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