Investire in carte Pokémon e non solo, la guida completa

Simone Micocci

28/07/2026

Guida agli investimenti in carte Pokémon: i Broker Brothers ci spiegano cosa è meglio fare e quali sono gli errori da non commettere.

Investire in carte Pokémon e non solo, la guida completa

Non più solamente una passione per collezionisti: intorno alle carte collezionabili (TCG) si è ormai sviluppato un vero e proprio mercato, nel quale trovano spazio prodotti Pokémon, Magic, Yu-Gi-Oh!, One Piece e Disney Lorcana, oltre ad altri giochi che stanno conquistando una platea sempre più ampia.

Anche il linguaggio utilizzato è sempre più simile a quello dei mercati finanziari, tanto che si parla di speculazione, rialzi e ribassi, liquidità, diversificazione e persino di beni rifugio.

Ma fino a che punto le carte collezionabili possono essere considerate un investimento? E quali sono le regole da seguire per evitare di acquistare sull’onda dell’entusiasmo, pagando un prodotto molto più di quanto valga realmente?

A rispondere sono Federico e Mauro, conosciuti sui social come i Broker Brothers e protagonisti della nuova puntata di Money Talks - Z-ocial.

Nel corso dell’intervista spiegano come funziona questo mercato, toccando tutti quei temi che chi vuole approcciare a una nuova forma di investimento deve assolutamente sapere.

Dalla conversazione nasce quindi una guida completa per orientarsi tra carte moderne e vintage, prodotti Pokémon e giochi emergenti, valutando opportunità e rischi di un settore che oggi vive una fase di grande popolarità, ma che in realtà ha alle spalle una storia lunga diversi decenni, segnata da momenti di forte crescita e periodi di minore interesse.

Come funziona il mercato delle carte collezionabili

Come anticipato, il mercato delle carte collezionabili ruota intorno a giochi come Pokémon, Magic, Yu-Gi-Oh!, One Piece e Disney Lorcana, dove ogni titolo ha una propria comunità di appassionati mentre le dinamiche che incidono sull’andamento dei prezzi sono spesso simili.

L’interesse verso una carta o un prodotto può infatti cambiare in base all’uscita di nuove espansioni, alla disponibilità sul mercato e agli eventi che coinvolgono un determinato personaggio; si alternano così momenti di grande hype a periodi di minore attenzione, con valori che possono salire o scendere anche rapidamente.

A incidere possono essere anche alcuni fatti inaspettati che coinvolgono personaggi famosi. Mauro racconta, ad esempio, di aver venduto in una sola sera quattro carte di Pikachu che erano rimaste invendute per mesi, dopo che Jannik Sinner si era fatto fotografare con quella carta.

Per chi vuole investire, quindi, la prima regola è conoscere il gioco e seguirne le tendenze. E attenzione, perché comprare solamente perché un prodotto è diventato improvvisamente popolare può essere rischioso, soprattutto quando l’aumento dei prezzi è legato a un entusiasmo destinato a durare poco.

Investimento o collezionismo?

Chi acquista carte da gioco può farlo semplicemente per passione oppure nella speranza che il prodotto aumenti di valore. Secondo i Broker Brothers, però, non esiste una netta divisione tra questi due diversi tipi di approccio:

Una cosa non esclude l’altra: possono tranquillamente coesistere, poi uno può prediligere l’una rispetto all’altra.

Un collezionista può quindi scegliere carte legate ai propri personaggi preferiti e, allo stesso tempo, tenere conto della loro possibile rivalutazione. Allo stesso modo, chi compra con finalità di investimento può comunque essere appassionato del gioco e apprezzare i prodotti che conserva.

A cambiare è soprattutto il criterio con cui si effettua l’acquisto. Il collezionista può essere disposto a pagare di più per una carta che desidera, mentre l’investitore deve valutare con maggiore attenzione altri fattori come prezzo, domanda e possibilità di rivendita.

I due approcci possono convivere, purché sia chiaro fin dall’inizio quale sia l’obiettivo principale.

Come si determina il valore di una carta

Il valore di una carta dipende da diversi fattori, che devono essere valutati insieme. I Broker Brothers indicano innanzitutto le condizioni, considerate decisive soprattutto quando si acquista in quanto anche un difetto molto piccolo può incidere sul prezzo e sulla possibilità di ottenere una buona valutazione in fase di grading.

Contano poi la rarità, l’edizione e appunto il personaggio raffigurato. Non tutti i Pokémon, ad esempio, hanno lo stesso richiamo sul mercato: personaggi come Pikachu e Charizard sono conosciuti anche da chi non segue direttamente il settore e, proprio per questo, hanno generalmente una domanda più ampia.

Un altro elemento da considerare è il momento in cui si compra o si vende, ma non vanno sottovalutati anche la piattaforma utilizzata e al pubblico a cui ci si rivolge. Alcuni mercati, infatti, possono essere più interessati al vintage, mentre altri premiano maggiormente le carte moderne.

Il prezzo, quindi, non dipende solamente dalla rarità: ad esempio, una carta può essere difficile da trovare, ma al tempo stesso avere comunque poco mercato se il personaggio non è richiesto o se la domanda del momento è bassa.

Quanto conta il grading e quando conviene

Quando si parla di collezionismo non si può non soffermarsi sul grading, ossia la certificazione delle condizioni di una carta e può incidere in modo decisivo sul suo valore.

Come ci spiegano i Broker Brothers, la differenza tra una carta valutata PSA 9 e una PSA 10 può essere enorme, soprattutto sul mercato americano, dove i collezionisti attribuiscono grande importanza alla perfezione:

Un difetto millimetrico fa da discriminante tra un voto e quello precedente, ma in controvalore economico è pauroso.

A occhio nudo, due carte con voti diversi possono sembrare quasi identiche. Eppure, in alcuni casi, una PSA 10 può valere molte volte più della stessa carta certificata con un voto inferiore.

A tal proposito, per chi si avvicina al settore con l’obiettivo di rivendere, gli intervistati consigliano generalmente di acquistare carte già gradate, in modo che se ne conoscano subito condizioni e valore indicativo del prodotto, riducendo il rischio di pagare una carta grezza che potrebbe poi ottenere una valutazione deludente.

Comprare carte non certificate per farle gradare può comunque avere senso quando il prezzo di partenza è basso e si riescono a trovare più copie in ottime condizioni.

Carte singole o prodotti sigillati: cosa conviene comprare?

Ma su cosa iniziare a investire? La scelta tra carte singole e prodotti sigillati dipende soprattutto dal budget, come pure dalla conoscenza del mercato e dal livello di rischio che si è disposti ad accettare.

Le carte singole, infatti, possono offrire rendimenti elevati, soprattutto quando si riesce ad anticipare un trend o ad acquistare un prodotto sottovalutato. Allo stesso tempo, però, sono più esposte alle mode e richiedono una valutazione attenta prima dell’acquisto, specialmente per quel che riguarda le loro condizioni.

I box sigillati vengono invece considerati una soluzione generalmente più semplice. Secondo i Broker Brothers, alcune espansioni particolarmente richieste e i prodotti legati a personaggi molto popolari possono rivalutarsi nel tempo, soprattutto quando diventano difficili da trovare. Anche in questo caso però non basta acquistare qualsiasi prodotto e conservarlo: serve informarsi e riuscire ad anticipare il successo che avrà.

Resta poi il dubbio se aprire il prodotto o lasciarlo sigillato. Per gli intervistati entrambe le scelte sono legittime: chi acquista per investimento tenderà a conservarlo intatto, mentre chi privilegia il divertimento potrà decidere di aprirlo.

Per questo motivo la soluzione ideale, quando il budget lo consente, è acquistare due copie: una da aprire e una da conservare.

Meglio puntare su Pokémon o diversificare?

Pokémon è il marchio più conosciuto, ma non è l’unico su cui può avere senso investire. Nell’intervista vengono citati anche Magic, Yu-Gi-Oh!, One Piece, Dragon Ball e Disney Lorcana, ciascuno con una propria comunità e dinamiche differenti.

Secondo i Broker Brothers, però, diversificare non significa acquistare prodotti a caso, in quanto la regola principale resta quella di muoversi solamente nei settori che si conoscono davvero.

Se conosco Pokémon compro Pokémon, se conosco i trend di One Piece vado a comprare One Piece.

Per chi inizia, meglio quindi concentrarsi su uno o due marchi, studiarne l’andamento e allargare il proprio portafoglio solamente dopo aver acquisito maggiore esperienza.

Con quanto budget si può iniziare

Secondo i Broker Brothers, oggi partire con poche centinaia di euro è molto più difficile rispetto al passato. Con un budget limitato si possono acquistare una o due carte, ma costruire una selezione più equilibrata richiede generalmente qualche migliaio di euro.

Ormai penso che anche 4.000-5.000 euro servano per fare una cosa decente.

Questo non significa che sia impossibile iniziare con meno. Con 500 euro, ad esempio, gli intervistati suggeriscono un approccio più speculativo, puntando su prodotti meno costosi e su mercati in crescita, come One Piece, anziché cercare a tutti i costi una carta Pokémon già molto richiesta.

Con 10.000 euro, invece, sarebbe possibile distribuire il budget tra box, prodotti Bandai e carte vintage già gradate, cercando occasioni sul mercato estero o collezioni vendute a un prezzo inferiore rispetto al loro valore complessivo.

La regola più importante resta però quella di fissare un limite di spesa e rispettarlo: come per ogni tipo di investimento, anche chi lo fa in carte non deve mai compromettere le proprie finanze personali, soprattutto in un mercato nel quale i prezzi possono cambiare rapidamente.

Carte vintage, un bene rifiugio

Nel mercato delle carte collezionabili, vintage e moderno seguono logiche differenti. Le carte più recenti possono aumentare di valore rapidamente quando intercettano un trend, ma sono anche maggiormente esposte alle mode e ai cambiamenti della domanda.

Il vintage, invece, viene considerato dai Broker Brothers più stabile e adatto a chi cerca prodotti capaci di mantenere valore nel tempo. “Il vintage non perde mai il fascino”.

Proprio per questo, alcune carte storiche vengono paragonate a veri e propri beni rifugio: crescono generalmente in modo meno esplosivo rispetto ai prodotti del momento, ma risultano meno dipendenti dall’hype.

Nell’intervista viene utilizzato anche un paragone con il mercato azionario: la carta vintage sarebbe simile a una blue chip, mentre una carta moderna legata a un trend avrebbe caratteristiche più vicine a una penny stock.

Gli errori e i rischi da evitare

Uno degli errori più comuni è acquistare una carta soltanto perché tutti ne parlano. Quando un prodotto è già al centro dell’attenzione, infatti, il prezzo potrebbe essere stato spinto troppo in alto dalla domanda, aumentando il rischio di comprare nel momento peggiore.

Anche i Broker Brothers raccontano di aver commesso acquisti sbagliati, interpretando male una tendenza o puntando su prodotti che non hanno avuto il successo sperato. Per ridurre il rischio è quindi fondamentale conoscere ciò che si compra, fissando un budget e non lasciandosi trascinare dalla paura di perdere un’occasione.

Un altro pericolo riguarda le carte false, soprattutto quando si acquistano prodotti costosi da venditori poco conosciuti. Un prezzo molto più basso rispetto a quello di mercato deve quindi essere considerato un segnale d’allarme, non necessariamente un affare.

Investire in carte collezionabili conviene davvero?

Come visto prima, le carte collezionabili possono aumentare di valore e, in alcuni casi, garantire guadagni importanti. Tuttavia, dall’intervista emerge chiaramente che non si tratta di soldi facili.

Serve individuare il momento giusto per acquistare o vendere. Serve avere pazienza:

Per investire devi saper cogliere il momento.

È bene, quindi, iniziare gradualmente, acquistando ciò che si conosce e senza inseguire ogni nuova tendenza. Collezionismo e investimento d’altronde possono convivere, purché la passione non faccia perdere di vista il valore reale di ciò che si sta comprando.