Investimenti: ultime tendenze degli italiani sul risparmio

Investimenti: le ultime tendenze degli italiani sul risparmio rivelate da Consob. Dati e dettagli

Investimenti: ultime tendenze degli italiani sul risparmio

Investimenti: quali sono le ultime tendenze degli italiani sul risparmio? Il rapporto Consob presentato oggi mostra dati e inclinazioni su come si comportano i cittadini del nostro Paese quando si tratta di gestire i propri soldi.

Il quadro che emerge dalle indagini non è molto incoraggiante per il settore finanziario. Le famiglie italiane, infatti, registrano una certa difficoltà e diffidenza nei confronti di operatori e strumenti per la gestione del risparmio.

La Consob prova a dare delle risposte alle domande su qual è l’attuale livello degli investimenti in Italia e quali sono le tendenze in tema di risparmio.

Investimenti: le ultime tendenze italiane sul risparmio. I dati

Il report mostra innanzitutto che, rispetto all’anno precedente, la percentuale di italiani che riesce a risparmiare in modo regolare cala seppur di poco. Sono, infatti, il 31% - a fronte del 33% del 2018 - le famiglie in grado utilizzare una parte delle entrate per operazioni di investimento.

Coloro che risparmiano senza continuità, invece, rappresentano il 37%. Una fetta di popolazione infine, che si attesta intorno al 26%, è tagliata fuori da qualsiasi possibilità di investimento. Queste famiglie, infatti, sono quelle che utilizzano l’intera entrata economica per le spese quotidiane e mensili.

Il tasso di risparmio, comunque, si attesta su un - seppur lieve - trend in salita dal 2014 e registra un 10%. La cifra, però, resta inferiore alla media europea.

Gli effetti sulla propensione agli investimenti non sono positivi. Risparmiare poco, infatti, significa innanzitutto non considerare strumenti finanziari specifici per tenere da parte e magari far fruttare i propri soldi.

Il dato del 2018 sulle attività di investimento lordo delle famiglie italiane ha subito una diminuzione del 3,1%.

Ad incidere in modo rilevante su questi numeri, oltre alla difficoltà a risparmiare, c’è sicuramente il basso livello di fiducia verso gli operatori addetti alla tutela dei soldi.

Soltanto il 20% di chi decide di investire, infatti, si affida ad un consulente. I restanti preferiscono il fai-da-te o il consiglio di parenti ed amici.

Tra le diverse opportunità di scelta su dove investire, gli italiani prediligono fondi comuni e titoli di Stato italiani per il 26% e il 18% dei casi.

Da cosa dipende la sfiducia italiana verso le attività finanziarie?

Lo studio Consob offre interessanti informazioni sulla relazione tra sfiducia degli italiani verso gli investimenti e conoscenza in materia finanziaria.

Il 30% degli intervistati, infatti, ignora il significato di conto correnti, azioni, Bitcoin, obbligazioni e fondi comuni. Per il 21% dei cittadini campione, inoltre, sfuggono anche le nozioni più basilari quali inflazione, diversificazione e rapporto rischio-rendimento.

Manca, dunque, una educazione finanziaria a 360° in Italia. Se i più giovani, infatti, dimostrano di capire meglio tematiche riguardanti l’economia e il mondo degli investimenti, a restare indietro sono la maggior parte degli adulti.

Un gap generazionale e di conoscenza che potrebbe avere conseguenze sempre più negative sul settore finanza.

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1 commento

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Cristina Ciccarelli • 1 settimana fa

Trovo continue conferme, purtroppo è così.

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