Investimenti: questa la relazione tra costi e sovraperformance

Negli investimenti, la variabile costi non è spesso tenuta in debita considerazione. Con MIFID II la situazione è destinata a cambiare.

Investimenti: questa la relazione tra costi e sovraperformance

L’estate 2019 si annuncia particolarmente “calda” per intermediari e consulenti che, in linea con quanto previsto da MIFID II (la direttiva che mira a sviluppare un mercato unico dei servizi finanziari in Europa), dovranno fornire un rendiconto dettagliato e in valore assoluto (non più solo in termini percentuali) dei costi applicati ai risparmiatori italiani.

Si tratta di uno novità particolarmente importante che garantisce agli investitori un parametro oggettivo per valutare la qualità del servizio ricevuto in termini di costi-benefici.

“Si tratta di una vera e propria rivoluzione poiché proprio la variabile del costo è fondamentale nel determinare la capacità di un investimento di produrre nel futuro extra-rendimento, consentendo ai risparmiatori di effettuare delle scelte più consapevoli tra gestione attiva e passiva”, ha rilevato Simone Rosti, Responsabile per l’Italia di Vanguard.

Investimenti: I costi? Sono l’unico elemento che può essere controllato

Il costo rappresenta l’unico elemento certo che può essere controllato ex ante quando si effettua un investimento e non la sua performance.

Dalle ricerche emerge come nel lungo periodo al correlazione tra costi dei fondi e la loro capacità di generare extra-performance sia negativa.

Negli ultimi 15 anni, il numero delle gestioni attive e passive che hanno generato sottoperformance rispetto al mercato risulta di gran lunga superiore a quello delle gestioni che invece hanno generato delle sovraperformance e quindi, investendo in fondi a basso costo, gli investitori hanno minori possibilità di generare delle sottoperformance, e viceversa.

“Un basso impatto dei costi degli investimenti può essere un valido elemento per prevederne la loro capacità di generare delle sovraperformance rispetto al mercato, piuttosto che le loro performance passate”, riporta uno studio di Vanguard.

Questo anche alla luce del fatto che l’analisti delle performance passate non offre indicazioni utili. “Gli studi –continua Vanguard - rivelano come la persistenza della capacità dei singoli gestori di generare una sovraperformance sia veramente bassa”.

Investimenti: i costi riducono le performance

Se nella vita reale più si paga per qualcosa e migliore è la qualità del prodotto che ci si aspetta di ottenere, per quanto riguarda gli investimenti, continua Rosti, “la situazione è diversa perché non vi è motivo di ritenere che pagando di più si avrà una performance superiore”.

“Ogni euro che si paga in commissioni di gestione o di negoziazione è semplicemente un euro in meno di rendimento potenziale. Ed esattamente come per i rendimenti, gli effetti dei costi si assommano nel tempo, a tutto svantaggio del raggiungimento degli obiettivi di investimento”.

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