Investimenti di pancia: come le emozioni guidano le decisioni sul risparmio

Vincenzo Imperatore

29 Maggio 2024 - 07:00

Mai sottovalutare il sentiment quando si fa un investimento. Un buon consulente lo dovrebbe sapere.

Investimenti di pancia: come le emozioni guidano le decisioni sul risparmio

Quando abbiamo iniziato questo viaggio nel mondo della psicologia economica, abbiamo citato l’accademico Andrea Beltratti che commentava i primi 20 anni della finanza comportamentale.
Alcuni suoi commenti si sono rivelati profetici.

Le parole di Beltratti sottolineavano il ruolo degli atteggiamenti, anche emotivi, degli investitori nell’andamento dei mercati. In altre parole, ragioniamo più di pancia che di testa quando prendiamo decisioni sui nostri risparmi. Ad esempio, un investitore potrebbe decidere di acquistare azioni di una società solo perché ha un buon presentimento, ignorando analisi finanziarie dettagliate che indicano il contrario. Il giornalista Walter Riolfi ha avallato le teorie di Beltratti, osservando che la cultura del dubbio non appartiene agli investitori di Borsa, e se ti assale il dubbio, finisci per non prendere decisioni.

A causa di un ottimismo baldanzoso, spesso il sentiment prevale sui dati macroeconomici. Riolfi ha osservato che i dati macroeconomici avrebbero dovuto indurre un ripensamento rispetto all’ottimismo dominante, ma una tesi fondata sulla baldanza, come abbiamo visto nelle settimane precedenti, non si fa mettere in crisi dai dati. Questo atteggiamento positivo ha portato a crescite notevoli dei mercati, nonostante dati economici non esaltanti. Per esempio, anche se i dati sulle vendite al dettaglio mostrano una diminuzione, gli investitori possono continuare a comprare azioni spinti dall’ottimismo generale.

Questo dimostra come la psicologia degli investitori possa prevalere sui fattori fondamentali nel breve termine. Ad esempio, se gli investitori vedono un leggero aumento nei posti di lavoro, potrebbero ignorare altri dati negativi, convincendosi che la ripresa economica è più forte di quanto effettivamente sia.
Nulla di sorprendente: abbiamo mostrato più volte i meccanismi che rendono infalsificabili le tesi credute e condivise. In sintesi, nel breve termine, è la psicologia degli investitori a influenzare i movimenti di Borsa, più dei fattori fondamentali.
Vorrei lasciarvi con un dubbio. Anche se la psicologia spiega l’andamento dei mercati nel breve termine, non sarà che essa abbia ragione per caso mentre i dati macroeconomici abbiano torto “a ragione”?
Vorrei concludere con un passo tratto dal romanzo di Italo Calvino, Il Cavaliere Inesistente:
Bradamante, che tira all’arco con Rambaldo, dice:

– Colpisci il segno ma sempre per caso.
– Per caso? Se non sbaglio una freccia!
– Anche t’andassero bene cento frecce, sarebbe sempre per caso!
– Cosa mai allora non è per caso? Chi riesce a riuscire non per caso?

A seguito di questo scambio di battute tra Bradamante e Rambaldo, interviene Agilulfo, il Cavaliere Inesistente, che incarna la razionalità dei mercati, perfetta ed inesistente. Non ha emozioni, pura perfezione della ragione:
Lentamente Agilulfo s’avvicinò, prese l’arco, si scrollò indietro il mantello, puntò i piedi uno avanti uno indietro, e mosse avanti braccia e arco. I suoi movimenti non erano quelli dei muscoli e dei nervi che cercano d’approssimarsi ad una mira: egli metteva al loro posto delle forze in un ordine voluto, fermava la punta della freccia nella linea invisibile del bersaglio, muoveva l’arco quel tanto e non di più, e scoccava. La freccia non poteva che andare a segno.
Bradamante gridò: – Questo sì è un tiro!

Questo esempio letterario ci ricorda che, mentre gli investitori possono agire con emozioni e intuizioni, i mercati ideali, come Agilulfo, agiscono con pura razionalità. Ma nella realtà, è la psicologia degli investitori che spesso guida le loro decisioni, influenzando l’andamento dei mercati. Ad esempio, anche in presenza di evidenti segnali di recessione, gli investitori possono continuare a comprare azioni se il sentiment generale rimane positivo, dimostrando come il pensiero di pancia possa prevalere su un’analisi razionale.