Manca ormai davvero poco alla pubblicazione degli utili di Intesa SanPaolo, banca italiana guidata dal CEO Carlo Messina, relativi al quarto trimestre e all’intero anno 2025.
Diverse le previsioni che sono state annunciate nei giorni scorsi, non solo per la traiettoria degli utili, ma anche per le azioni ISP, quotate sull’indice Ftse Mib di Piazza Affari. Il grande giorno è stato fissato per la giornata di oggi, lunedì prossimo, 2 febbraio 2026. Sarà infatti Intesa SanPaolo ad aprire la stagione delle trimestrali delle banche italiane (vedi il calendario) diffondendo i conti e i risultati di bilancio dell’intero anno 2025.
Non solo. Messina alzerà il velo anche sull’attesissimo nuovo piano industriale, che darà indicazioni sulla strategia che la prima banca italiana deciderà di adottare, presentando i nuovi target finanziari. L’attenzione degli investitori è alta anche per gli annunci sui dividendi che l’istituto si impegnerà a distribuire ai propri azionisti nei prossimi anni. Diverse le novità che approderanno sui mercati. Occhio alle previsioni per gli utili non solo del quarto trimestre del 2025, ma dell’intero 2025, del 2026 e del 2027 e fino al 2029, in vista della presentazione del Business Plan 2026-2029. In evidenza anche i rating e i target price sulle azioni che sono stati recentemente aggiornati dagli analisti.
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Le previsioni di Barclays per gli utili di Intesa SanPaolo relativi al quarto trimestre 2025
Per quanto riguarda le previsioni per gli utili di Intesa SanPaolo relativi al quarto trimestre 2025 che saranno annunciati oggi, lunedì 2 febbraio 2026, le attese degli analisti di Barclays sono di un utile netto su base adjusted di 1,674 miliardi, in calo su base trimestrale del 30% e in flessione su base annua del 7%.
Resiliente il margine netto di interesse, stimato in rialzo su base trimestrale dell’1%, a 3,702 miliardi., ma in calo del 3% su base annua.
In totale, considerando anche altri proventi, le previsioni per i ricavi complessivi sono di 6,316 miliardi, in crescita del 2% su base trimestrale e dell’1% su base annua. Inclusi i proventi della divisione assicurativa, i ricavi sono attesi a 6,748 miliardi, in aumento del 2% su base trimestrale e in rialzo dell’1% su base annua.
Gli accantonamenti per far fronte alle perdite sui crediti sono calcolati invece dagli analisti di Barclays a 920 milioni, un valore che su base trimestrale schizza del 194% e che su base annua aumenta del 10%.
I costi del quarto trimestre del 2025 sono attesi a 3,533 miliardi, in rialzo del 30% su base trimestrale e in calo dell’1% su base annua.
Grande trepidazione per il nuovo piano di Intesa SanPaolo al 2029
Per quanto riguarda il nuovo piano industriale che la banca guidata da Carlo Messina presenterà nella stessa data in cui renderà noti i numeri relativi al quarto trimestre e all’intero 2025, stime sul suo contenuto sono state stilate dagli analisti di Equita SIM, che hanno scritto in una nota di ritenere che il Business Plan 2026-29 si focalizzerà sull’ “ ulteriore sviluppo del Wealth Management ” e sulle “efficienze”.
Nello specifico, per quanto concerne gli obiettivi di crescita del Wealth Management, la SIM prevede per Intesa SanPaolo “una strategia integrata focalizzata su un’ulteriore accelerazione del contributo da attività a minore assorbimento di capitale come asset management, private banking e assicurazione ”.
Si prevede per i prossimi anni fino al 2029, sulla base del piano che sarà annunciato lunedì prossimo dalla banca, anche “un avanzamento del percorso di trasformazione digitale”, a seguito del lancio di Isybank e della piattaforma Isytech nel piano precedente.
Equita stima di fatto “ nuove iniziative e progetti basati sull’intelligenza artificiale e sul continuo sviluppo dell’infrastruttura tecnologica, che permetteranno di offrire prodotti più personalizzati, incrementare il cross-selling e fornire soluzioni più rapide e integrate in tutte le divisioni”.
E ancora, secondo gli analisti, Intesa SanPaolo continuerà a concentrarsi “sull’efficienza, supportata da continui investimenti in digitalizzazione e dai costi di integrazione previsti nel quarto trimestre del 2025, il cui impatto positivo a P&L dovrebbe progressivamente manifestarsi nei prossimi anni”.
Sorpresa dividendi in arrivo con nuovo piano?
Non sono escluse sorprese dal fronte dei dividendi. La SIM mette infatti in conto una “ revisione della politica di distribuzione , dove non escludiamo un payout più elevato rispetto all’attuale 70% pur mantenendo flessibilità su eventuali piani di buyback ”.
Sempre in vista del nuovo piano, un articolo de Il Sole 24 Ore ha anticipato che, per Intesa SanPaolo, “il motore di sviluppo restano le commissioni, anche per bilanciare margini di interesse il cui picco (a causa dei tagli dei tassi varati dalla BCE), è oramai alle spalle. Spazio dunque a un’accelerazione sul fronte del wealth management e nel private banking, facendo leva sulle fabbriche prodotto - da Eurizon a Fideuram -. e su una crescente integrazione con la rete”.
Messo in evidenza il fatto che la banca beneficia oggi di un cost/income pari al 38,9%, tra i migliori in Europa, così come in evidenza è la restituzione da parte della banca agli azionisti di 22 miliardi di euro tra il 2021 e il 2025. Le previsioni di Equita SIM sono di un piano che potrebbe promettere più di 35 miliardi di euro tra il 2025 e il 2029.
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I target su utili, ricavi & Co. del Business Plan di Intesa SanPaolo. Le previsioni di Equita al 2029
L’outlook di Equita SIM al 2029, sulla base del piano che sarà annunciato lunedì prossimo 2 febbraio dall’istituto guidato da Carlo Messina, punta a:
- Margine netto di interesse (NII) atteso a €16,5 miliardi (CAGR, ovvero un tasso di crescita annuo composto di circa il 3%), leggermente sopra il consensus (€16,4 miliardi).
- Ricavi complessivi per €30,8 miliardi (CAGR +3%), rispetto al consensus €30,5 miliardi.
- Utile operativo: €19,3 miliardi (CAGR +5%) rispetto al consensus di €19 miliardi.
- LLPs (accantonamenti su crediti): €1,4 miliardi, pari a 31 punti base.
- Utile netto: €11,6 miliardi (CAGR +6%, ROTE 21%) rispetto al consensus €11,3 miliardi.
- Lato dividendi, le previsioni sono di un dividendo per azione (DPS) superiore a €0,50 (CAGR +8%), ipotizzando un payout al 70%.
Le stime al 2029 elaborate da Equita SIM vanno paragonate alle previsioni per i numeri del 2025, che puntano a un utile netto, per l’intero anno, superiore a €9,1 miliardi, un livello che la stessa Equita ritiene in linea con la guidance della società. (livello che dovrebbe balzare a 11,6 miliardi nel 2029, secondo l’outlook di Equita sul piano).
Per quanto riguarda i dividendi, Equita stima una remunerazione complessiva (dividendo + buyback) cash del periodo 2025-29 superiore ai €35 miliardi, dunque pari al 35% della capitalizzazione di mercato.
Per quanto concerne la valutazione del titolo ISP, la SIM ha ricordato che le azioni trattano attualmente con un P/E adj. atteso per il 2027 pari a 9,7 volte, offrendo un dividend yield superiore al 7,5%.
La nota di Equita contenente le previsioni relative al piano è stata pubblicata mercoledì, 28 gennaio 2026. Gli analisti hanno ribadito di avere una visione positiva sul titolo ISP, con target price a quota 7,10 euro, rispetto al valore attuale, di poco inferiore oggi ai 6 euro.
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Utili, NII & Co. Le previsioni di Barclays e Bloomberg per il 2025, 2026, 2027
Tornando alle previsioni per i risultati di Intesa SanPaolo dell’intero anno 2025 che la banca pubblicherà a giorni, insieme ai numeri relativi al quarto trimestre del 2025, le previsioni formulate sulla base del consensus di Bloomberg e di Barclays puntano alle seguenti cifre, associate alle rispettive voci di bilancio:
- Utile netto pari a 9,154 miliardi.
- Utile netto adj a 9,284 miliardi.
- Accantonamenti per perdite sui crediti a 1,370 miliardi.
- Ricavi operativi: 27,180 miliardi.
- NII a 14,814 miliardi.
- Costi operativi a 11,489 miliardi.
Nella nota di Barclays sono presenti anche le previsioni per il 2026 e 2027:
- Utile netto atteso a 9,732 miliardi nel 2026 e a 10,158 miliardi nel 2027.
- Utile netto adjusted atteso a 9,682 miliardi nel 2026 e a 10,108 miliardi nel 2027.
- Accantonamenti a 1,467 miliardi nel 2026 e a 1,667 miliardi nel 2027.
- Ricavi operativi a 28,153 miliardi attesi per il 2026 e a 28,915 miliardi previsti per il 2027.
- Costi operativi a 11,636 miliardi nel 2026 e a 11,565 miliardi nel 2027.
Le previsioni sulle principali voci di bilancio del 2025-2026-2027 elaborate da Barclays
Previsioni su utile netto, margine netto di interesse, ricavi, costi e accantonamenti per il periodo 2025-2027 di Intesa SanPaolo elaborati da Barclays sulla base di dati di Bloomberg e dei dati della banca. (Fonte: dati societari, Bloomberg, Barclays Research).
Azioni Intesa SanPaolo, i rating Buy continuano a prevalere. I target price
Spostando l’attenzione alle azioni di Intesa SanPaolo, le previsioni degli analisti sono più che soddisfacenti.
Il consensus dei 21 analisti che hanno avviato una copertura sulle azioni ISP è decisamente fiducioso: 15 sono i rating “Buy”, 4 i rating “Hold”, e solo 2 i “Sell”.
In media, il target price per il titolo è pari a 6,4305 euro.
Ampia la forchetta dei target price attesi, che vanno da un minimo di 4,5 euro a un massimo di 7,2 euro.
Tra i giudizi più recenti quelli degli analisti di BofA, che hanno confermato il rating neutral, parlando di “un momento strategico chiave” per Intesa SanPaolo.
UBS, dal canto suo, ha ribadito il giudizio “Buy”, così come JP Morgan ha confermato la view positiva sul titolo.
Goldman Sachs ha invece un rating Neutral.
Azioni Intesa SanPaolo, lo scenario migliore e quello peggiore secondo Barclays
Nella nota dedicata agli utili delle banche italiane, Barclays ha presentato anche lo scenario migliore e lo scenario peggiore per le azioni ISP, a fronte di un target price a 6,60 euro, in media, rispetto ai 6 euro a cui le azioni hanno chiuso la sessione del 15 gennaio scorso e a cui oscillano tuttora, a fronte di una valutazione pari a “Overweight”.
Il best case scenario punta a un balzo delle azioni di Intesa SanPaolo fino a 8,60 euro: outlook che potrebbe concretizzarsi, hanno spiegato da Barclays, nel caso in cui la banca guidata da Carlo Messina riuscisse a garantire una remunerazione agli azionisti più alta delle attese o se mostrasse un’abilità maggiore in termini di crescita dei ricavi.
Nello scenario peggiore, dunque nel worst case scenario, le azioni di Intesa Sanpaolo potrebbero scivolare fino a 4,50 euro.
Un tale dietrofront secondo gli esperti rischierebbe di essere alimentato da una ulteriore pressione sul margine netto di interesse, legata all’evoluzione dei tassi di interesse, ovvero al rischio che la BCE tagli il costo del denaro più di quanto messo ora in conto.
Lo scenario migliore e lo scenario peggiore per le azioni di Intesa SanPaolo (Barclays)
Barclays ha assegnato alle azioni Intesa Sanpaolo un rating Overweight e un target price a quota 6,60 euro, prevedendo un rialzo del titolo fino a 8,60 euro nel best case scenario e un calo fino a 4,5 euro nel worst case scenario (Fonte Barclays Research).