Vaccino Covid: intere città del Messico lo rifiutano

Marco Ciotola

2 Marzo 2021 - 23:04

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Intere città messicane rifiutano i vaccini contro la Covid-19, malgrado gli appelli del presidente Obrador. La vicenda

Vaccino Covid: intere città del Messico lo rifiutano

Che la percentuale di persone contrarie a sottoporsi ai vaccini anti-Covid non sia bassa è notizia ben nota, ma la situazione che si sta verificando in Messico segna sicuramente un estremo.

Qui infatti intere città si dicono pronte a rifiutare il vaccino, malgrado gli appelli del presidente messicano Manuel López Obrador, che punta all’obiettivo di vaccinare al più presto tutti i messicani e parla di “politica sanitaria nazionale di responsabilità e giustizia sociale”:

“I vaccini inizieranno ad arrivare a poco a poco. Abbiamo lanciato il nostro piano di vaccinazione che non si fermerà, e andremo avanti con l’obiettivo di vaccinare tutte le persone, secondo le priorità prestabilite”.

Vaccino Covid: intere città del Messico lo rifiutano

Sono passati solo pochi giorni dal rientro di Obrador alle attività pubbliche dopo che ha contratto il Covid-19. Il presidente ha passato momenti difficili durante la malattia, e anche per questo dovrebbero pesare non poco le sue parole sul vaccino.

Ma forti segnali di una parte di Messico contraria ai vaccini arrivano da più di una città. A partire da Aldama, un piccolo centro di circa 7.000 abitanti situato negli altopiani centrali dello stato del Chiapas, a sud del Messico.

Qui la cittadinanza si mostra più che mai compatta nel rifiutare di sottoporsi alla somministrazione, qualunque sia il piano e qualunque sia la provenienza del vaccino.

In particolare, è la CNN a riportare le dichiarazioni di diversi cittadini, che si dicono pronti a rifiutare la somministrazione e di non sentirne affatto il bisogno:

“Perché dovrei vaccinarmi? Non sono malata e non accetterei mai di essere costretta a vaccinarmi”,

dichiara una residente di Aldama.

Stessa situazione sembra presentarsi nella ben più vasta città di San Juan Cancuc, di circa 24mila abitanti. Qui è stato addirittura il sindaco, José López López, a farsi portavoce di tutti i cittadini inviando una lettera alle autorità sanitarie statali, per informarle della decisione del suo comune di rifiutare qualsiasi vaccino:

“Il nostro comune ha tenuto una riunione a fine gennaio in cui gli anziani della città hanno deciso che la campagna di vaccinazione non sarà consentita [...] Siamo consapevoli dei benefici, ma pensiamo anche ai possibili effetti negativi del vaccino.”

Va specificato che si tratta nella maggior parte dei casi delle comunità indigene nell’area del Chiapas, dove la percentuale di contagi si è rivelata sempre estremamente bassa.

In ogni caso il presidente Obrador - pur mostrandosi un sostenitore dei vaccini - ha evidenziato che questi ultimi non sono obbligatori nel Paese e mai lo saranno:

“Fare il vaccino rappresenta una scelta volontaria. Come ho già detto, non imporremo nulla con la forza, ma dobbiamo fare il possibile per convincere, persuadere, informare, orientare e sensibilizzare”.

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