Inpgi 2026. Iscrizione, scadenze, aliquote e contributi per i giornalisti

Emanuele Di Baldo

4 Agosto 2026 - 16:28

Dopo il passaggio all’INPS dei dipendenti, l’Inpgi resta la cassa dei giornalisti autonomi: ecco iscrizione, aliquote, contributi minimi e scadenze 2026.

Inpgi 2026. Iscrizione, scadenze, aliquote e contributi per i giornalisti

L’Inpgi, l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani “Giovanni Amendola”, è la cassa previdenziale storica della categoria. Dal 1° luglio 2022, però, il suo perimetro è cambiato radicalmente: la gestione previdenziale dei giornalisti dipendenti è confluita nell’Inps, mentre l’Inpgi continua a occuparsi in via esclusiva dei giornalisti che lavorano in forma autonoma (liberi professionisti e collaboratori coordinati e continuativi). A questi ultimi vanno versati i contributi obbligatori. Grazie al portale online, gli iscritti possono accedere alla propria area riservata, controllare la posizione contributiva e richiedere prestazioni e trattamenti previdenziali.

Ecco, allora, chi deve iscriversi oggi, aliquote e contributi minimi 2026, scadenze e contatti utili.

Cos’è l’Inpgi e cosa è cambiato dal 2022

Per anni l’Inpgi ha svolto, nei confronti dei giornalisti, tutte le funzioni che per gli altri lavoratori sono in capo all’Inps: era all’Inpgi che i giornalisti versavano i contributi (direttamente o tramite il datore di lavoro), era l’Inpgi a erogare le pensioni, la disoccupazione e gli ammortizzatori sociali. Si trattava dell’unico ente che amministrava una forma sostitutiva dell’Assicurazione generale obbligatoria in regime di diritto privato.

Questo assetto è terminato. La legge di Bilancio 2022 (legge n. 234/2021, art. 1, commi 103-118) ha stabilito che, a partire dal 1° luglio 2022, le funzioni previdenziali svolte fino ad allora dall’Inpgi in regime sostitutivo per i giornalisti titolari di un rapporto di lavoro subordinato (professionisti, pubblicisti e praticanti) siano trasferite all’Inps, che è subentrato in tutti i rapporti attivi e passivi. Da quella data i giornalisti dipendenti sono iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD) e il loro regime pensionistico è progressivamente armonizzato a quello degli altri lavoratori del settore privato. La decisione è maturata a fronte del persistente squilibrio finanziario della gestione, causato dalla lunga crisi dell’editoria: sempre meno assunzioni stabili, più lavoro precario e un numero crescente di iscritti in pensione o in prepensionamento.

Attenzione, però: chi aveva già maturato i requisiti pensionistici entro il 30 giugno 2022 può continuare ad accedere alla pensione, in qualsiasi momento, con le regole vigenti nella gestione Inpgi.

Dopo la riforma, dunque, l’Inpgi non è scomparso: continua a esistere e a gestire l’unica sua area rimasta, quella dei giornalisti che esercitano attività autonoma. In pratica, la vecchia Gestione separata Inpgi (nota come “Inpgi 2”) è oggi il cuore dell’Istituto. È a questa gestione che si riferisce tutto ciò che segue.

Chi deve iscriversi all’Inpgi oggi

Dal 1° luglio 2022 l’Inpgi assicura la tutela previdenziale nei confronti dei soli giornalisti professionisti e pubblicisti che esercitano attività autonoma di libera professione senza vincolo di subordinazione, oppure che svolgono attività giornalistica nella forma della collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.). Questi soggetti risultano iscritti alla Gestione dell’Inpgi e sono destinatari di un calcolo interamente contributivo.

L’iscrizione è quindi obbligatoria per chi, iscritto all’Ordine, svolge attività giornalistica in forma autonoma, anche se occasionale o realizzata con la formula della cessione del diritto d’autore. Rientrano nell’obbligo:

  • i giornalisti con Partita IVA che svolgono libera professione giornalistica;
  • i giornalisti che lavorano con ritenuta d’acconto per prestazioni occasionali di natura giornalistica;
  • i giornalisti che percepiscono compensi tramite contratto di cessione dei diritti d’autore;
  • i giornalisti con contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.);
  • chi partecipa a società semplici o associazioni tra professionisti per l’esercizio dell’attività giornalistica.

L’obbligo scatta anche quando l’attività autonoma è affiancata a un lavoro subordinato o a un impiego in un settore del tutto diverso: in questo caso i contributi alla Gestione Inpgi sono calcolati unicamente sul reddito professionale giornalistico percepito in libera professione.

Su questo punto il Ministero del Lavoro (nota del 5 agosto 1999, n. 82661) ha chiarito senza equivoci che qualunque prestazione di lavoro autonomo resa da un giornalista - anche se sporadica e produttiva di modesto reddito - comporta l’obbligo di iscrizione e di versamento dei contributi. Non hanno invece l’obbligo di iscriversi i giornalisti che, pur iscritti all’Ordine, hanno scelto una strada professionale differente (è il caso, frequente, dell’avvocato che è anche pubblicista) e che quindi non svolgono attività giornalistica né subordinata né autonoma. Chi lavora esclusivamente come dipendente non fa più capo all’Inpgi ma all’Inps.

Come iscriversi: requisiti, termini e documenti

L’obbligo di iscrizione alla Gestione previdenziale dell’Inpgi (di cui al D.lgs. 103/96) ricorre quando si realizzano congiuntamente due condizioni:

  • l’iscrizione all’Albo dei giornalisti (elenco professionisti, elenco pubblicisti e/o registro praticanti);
  • lo svolgimento di attività autonoma di libera professione di natura giornalistica, senza vincolo di subordinazione.

I due requisiti devono essere concorrenti e non alternativi. L’iscrizione deve intervenire entro 30 giorni dal momento in cui entrambe le condizioni si verificano.

Per perfezionare l’iscrizione il giornalista può presentare anche un’autocertificazione (ai sensi del DPR 445/2000), senza necessità di autentica, allegando la sola fotocopia di un documento d’identità. La documentazione da fornire riguarda:

  • il certificato rilasciato dall’Ordine professionale dei giornalisti, comprovante l’iscrizione nell’Elenco professionisti, nell’Elenco pubblicisti o nel Registro praticanti;
  • il certificato di nascita;
  • il certificato di residenza;
  • il certificato di stato di famiglia;
  • la comunicazione del codice fiscale;
  • l’indirizzo di residenza e domicilio, dove ricevere tutte le comunicazioni ufficiali dell’Inpgi.

Area riservata iscritti Inpgi: come accedere

Dal 17 ottobre 2022 l’accesso all’area riservata del portale Inpgi non avviene più tramite codice iscritto e password, ma esclusivamente con le credenziali digitali SPID o Carta d’identità elettronica (CIE), in linea con lo standard di accesso ai servizi della Pubblica amministrazione.

Per entrare basta collegarsi al sito ufficiale dell’Inpgi e autenticarsi con SPID o CIE. Dall’area riservata l’iscritto può controllare la propria posizione contributiva, presentare la comunicazione reddituale, consultare le certificazioni reddituali, richiedere prestazioni e gestire i pagamenti.

Aliquote e contributi 2026 dei liberi professionisti

I giornalisti che esercitano la professione in forma autonoma versano alla Gestione Inpgi due componenti contributive, calcolate sui soli redditi derivanti da attività di natura giornalistica. Le misure per il 2026 sono fissate dalla circolare Inpgi n. 3 del 5 febbraio 2026.

Il contributo soggettivo, a carico del giornalista, è calcolato sul reddito netto imponibile ed è così articolato:

  • 12% sul reddito netto imponibile fino a 24.336 euro;
  • 14% sulla parte di reddito che eccede i 24.336 euro.

Il contributo integrativo è pari al 4% del reddito lordo (il fatturato). Si tratta della cosiddetta rivalsa Inpgi: il committente – azienda editoriale, agenzia di stampa, società con ufficio stampa, ente pubblico o altro professionista – deve corrisponderlo al giornalista al momento del pagamento del compenso, evidenziandolo in fattura o in ricevuta (D.lgs. 103/96). Il giornalista ha diritto a esigerlo e deve richiederlo:

  • in caso di possesso di Partita IVA;
  • in caso di collaborazioni occasionali retribuite con ritenuta d’acconto;
  • in caso di collaborazioni regolate da contratto di cessione dei diritti d’autore.

Se il committente non versa la rivalsa del 4%, il giornalista è comunque tenuto a versarla di tasca propria, perché la legge pone il pagamento di tutti i contributi a esclusivo carico dell’assicurato. Va sottolineato un aspetto rilevante introdotto negli ultimi anni: l’1% del contributo integrativo viene accreditato sul montante pensionistico del giornalista, incrementandone la pensione futura, mentre la parte restante alimenta la gestione.

I redditi derivanti da attività diverse da quella giornalistica non costituiscono base imponibile per il calcolo dei contributi dovuti all’Inpgi: se, ad esempio, un pubblicista affianca all’attività giornalistica un altro lavoro (poniamo, un impiego con contratto co.co.co. in un call center), sui redditi di questa seconda attività versa i contributi alla Gestione separata Inps, non all’Inpgi.

Contributi minimi 2026 e anzianità contributiva

A prescindere dal reddito prodotto, chi svolge attività autonoma è tenuto a versare un contributo minimo annuo. Sulla base dell’adeguamento Istat (indice +1,4% da comunicato del 16 gennaio 2026) e delle esigenze di copertura della maternità, la circolare Inpgi n. 3/2026 ha rideterminato i contributi minimi per il 2026, distinguendo tre fasce. Ogni importo comprende quota soggettiva, quota integrativa e contributo di maternità.

FasciaReddito minimo di rif.Contributo soggettivoContributo integrativoMaternitàTotale annuo
Ordinaria (oltre 5 anni di anzianità) 2.543,87 € 305,26 € 101,75 € 23,70 € 430,71 €
Ridotta (meno di 5 anni di anzianità) 1.271,94 € 152,63 € 50,88 € 23,70 € 227,21 €
Ridotta (giornalisti pensionati) 2.543,87 € 152,63 € 101,75 € 23,70 € 278,08 €

La contribuzione ridotta per i giovani professionisti spetta ai giornalisti con un’anzianità di iscrizione all’Ordine fino a cinque anni: il contributo minimo è ridotto del 50%. L’anzianità va valutata alla data del 31 luglio, prendendo a riferimento la data di iscrizione all’Albo (elenco professionisti, registro praticanti o elenco pubblicisti).

Il versamento del solo contributo minimo, in assenza di ulteriori versamenti a saldo, dà diritto all’accredito di una sola mensilità di anzianità assicurativa. Per maturare l’intera annualità (12 mesi) occorre che il contributo soggettivo versato sia almeno pari al 12% del reddito minimale di riferimento (6% per i pensionati), fissato per il 2026 in 18.808 euro: sotto tale soglia, l’accredito è riconosciuto in misura proporzionale ai contributi effettivamente versati.

Aliquote e contributi 2026 dei co.co.co.

Per i giornalisti che svolgono attività nella forma della collaborazione coordinata e continuativa, la circolare Inpgi n. 2 del 5 febbraio 2026 conferma per il 2026 le seguenti aliquote.

Per i collaboratori non assicurati contemporaneamente presso altre forme obbligatorie di previdenza, l’aliquota complessiva è pari al 28% (26% per l’IVS più 2% per le prestazioni temporanee), così ripartita:

  • 18,67% a carico del committente;
  • 9,33% a carico del giornalista.

Per i collaboratori titolari di altra posizione assicurativa o pensionati, l’aliquota scende al 17% (interamente IVS), ripartita tra 11,33% a carico del committente e 5,67% a carico del giornalista. L’aliquota ridotta si applica solo in presenza di un’effettiva e contestuale iscrizione ad altra gestione obbligatoria o di un trattamento pensionistico: la sola presenza di più rapporti co.co.co. o di attività libero-professionale in Inpgi non basta a ridurla.

A differenza dei liberi professionisti, per i co.co.co. gli adempimenti contributivi sono interamente a carico del committente, che versa entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento del compenso. Chi opera esclusivamente come co.co.co. non deve versare il contributo minimo, ma deve comunque presentare all’Inpgi la Dichiarazione di attività per comunicare le modalità di svolgimento della professione.

Massimale, maternità e infortuni: ecco cosa sapere

Sia per i liberi professionisti sia per i co.co.co. il massimale annuo imponibile per il 2026 è fissato a 122.295 euro (legge n. 335/1995, art. 2, comma 18). Il contributo soggettivo è dovuto fino a tale soglia: oltre, non è più dovuto. Il contributo integrativo del 4%, invece, non è soggetto ad alcun massimale ed è dovuto sull’intero reddito lordo, anche per la parte che eccede i 122.295 euro.

Nei contributi minimi è già compreso il contributo di maternità, pari a 23,70 euro annui per il 2026, che finanzia le prestazioni a tutela della genitorialità degli iscritti.

Per i soli rapporti di collaborazione coordinata e continuativa è confermato per il 2026 il premio assicurativo contro gli infortuni, nella misura fissa e non frazionabile di 6,00 euro mensili per ciascun collaboratore soggetto all’obbligo, interamente a carico del committente.

Scadenze 2026 e modalità di pagamento

La circolare Inpgi n. 4 dell’8 maggio 2026 fissa il calendario dei versamenti per l’anno in corso. I contributi minimi 2026 dei giornalisti autonomi vanno versati in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026. In alternativa è possibile la rateazione in tre quote mensili:

  • 31 maggio per la 1ª rata;
  • 30 giugno per la 2ª rata;
  • 31 luglio per la 3ª rata.

Per i nuovi iscritti, il versamento va effettuato entro 30 giorni dalla data di iscrizione. I contributi calcolati sul reddito eccedente il minimale vanno versati entro il 31 ottobre, con possibilità di rateazione in tre rate.

Il pagamento avviene tramite Modello F24-Accise (reperibile sul sito dell’Inpgi e su quello dell’Agenzia delle Entrate), obbligatoriamente intestato al giornalista, oppure con bonifico bancario sul conto Inpgi acceso presso il Banco BPM (IBAN IT60D0503411701000000002907), indicando nella causale nome, cognome e data di nascita dell’iscritto.

Comunicazione dei redditi e sanzioni

Ogni anno i giornalisti che svolgono attività autonoma devono presentare all’Inpgi la comunicazione obbligatoria dei redditi percepiti per attività giornalistica autonoma nell’anno precedente, esclusivamente in via telematica tramite il modello RED disponibile nell’area riservata. Per i redditi percepiti nel 2025 la comunicazione va trasmessa entro il 30 settembre 2026. È sulla base di questa dichiarazione che l’Istituto determina il saldo contributivo dovuto e fornisce i codici per la compilazione del Modello F24-Accise.

Sono previste specifiche sanzioni sia per l’omessa o tardiva comunicazione dei redditi, sia per l’omesso o ritardato versamento dei contributi. In caso di ritardo nella comunicazione, ad esempio, la sanzione è pari al 5% entro 30 giorni dalla scadenza, sale al 10% tra il 31° e il 60° giorno e al 15% tra il 61° e il 90° giorno.

Va infine ricordato che i contributi Inpgi si prescrivono in cinque anni dalla data di scadenza del pagamento, salvo sospensioni straordinarie: per effetto della sospensione legata all’emergenza Covid-19 (311 giorni complessivi tra il 23 febbraio 2020 e il 30 giugno 2021), i termini di alcune annualità pregresse risultano posticipati.

Contribuzione volontaria e liquidazione una tantum

I giornalisti che cessano l’attività ma vogliono mantenere la copertura previdenziale possono aderire alla contribuzione volontaria, per continuare ad accumulare gli anni necessari a maturare il diritto a pensione. Per i liberi professionisti l’importo è pari al contributo soggettivo versato nell’ultimo anno; per attribuire dodici mesi di anzianità, la contribuzione volontaria annua non può essere inferiore a 2.256,96 euro (188,08 euro mensili) per il 2026. Per i co.co.co. l’importo è calcolato applicando l’aliquota IVS del 26% all’importo medio dei compensi dell’anno precedente, con un minimo di 407,51 euro mensili.

Per i giornalisti che raggiungono l’età pensionabile senza maturare il diritto alla pensione Inpgi è prevista la liquidazione una tantum (art. 28 del Regolamento): il rimborso dei contributi versati, maggiorati degli interessi legali. Vi si accede a condizione di aver raggiunto l’età per la pensione di vecchiaia senza un montante sufficiente, di non aver ricongiunto i contributi presso altre gestioni e di avere un montante contributivo entro la soglia annualmente fissata dall’Istituto.

Contatti e recapiti Inpgi

Gli iscritti possono contattare l’Istituto tramite centralino, email/PEC o di persona presso la sede. I principali recapiti sono i seguenti:

Sede Inpgi Via Nizza, 35 – 00198 Roma
Centralino 06-85781
Iscrizione Committenti e Giornalisti Tel. 06-8578.441-337-318
Accertamento contributi Tel. 06-8578.441-396-342-265-318
Riscossione contributi e recupero crediti Tel. 06-8578.292-285-533-233-318
Servizio contributi e prestazioni Email: [email protected] – PEC: [email protected]
Trattamenti pensionistici Tel. 06-8578.372-298-251-408
Maternità, malattia e infortuni co.co.co. Tel. 06-8578.460-541-251