Infrastrutture e Spazio: così l’India decolla come potenza globale

Federico Giuliani

11 Agosto 2025 - 06:46

L’India vuole diventare una vera e propria potenza globale. Per farlo Delhi sta puntando sulle infrastrutture e sul settore spaziale

Infrastrutture e Spazio: così l’India decolla come potenza globale

Il momento è propizio. Del resto il contesto internazionale è favorevole, ci sono enormi praterie geopolitiche da conquistare e la leadership politica del Paese non è mai stata così solida. L’India è chiamata al definitivo salto di qualità, e cioè al passaggio da potenza regionale a vera e propria potenza globale.

Il primo ministro Narendra Modi ha provato in tutti i modi ad accelerare la tendenza stimolando i consumi interni e attirando nuovi investimenti dall’estero. Ci sono stati segnali incoraggianti. Nel trimestre conclusosi a marzo, per esempio, l’economia indiana ha registrato un’espansione a un tasso annuo superiore alle aspettative, pari al 7,4%, nonostante la crescente incertezza economica globale.

E nell’anno fiscale 2024-25, e cioè da aprile 2024 al marzo 2025, il pil reale (a prezzi costanti) è aumentato del 6,5 %. Numeri confortanti che devono tuttavia essere bilanciati con problemi quali: l’enorme diseguaglianza di reddito; il gap tra grandi città e ’’periferie’’; la presenza di latenti tensioni sociali; la carenza di adeguate infrastrutture.

I piani di Delhi

L’India intende aggiungere circa 1.000 miliardi di dollari al suo pil ogni 12-18 mesi nel prossimo decennio, puntando a un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 9% del pil nominale dal 2025 al 2047. In termini nominali, ha evidenziato Cnbc news, quella di Delhi diventerà un’economia da 30.000 miliardi di dollari entro il 2047, con un tasso di crescita medio del pil nominale del 9-10% annuo.

Anche il rapporto tra risparmio lordo e pil dell’India dovrebbe migliorare, raggiungendo il 48% entro il 2036-37 in uno scenario di tendenza lineare, sostenendo una forte crescita trainata dagli investimenti. L’urbanizzazione e lo sviluppo infrastrutturale, che dovrebbero espandere i mercati e attrarre investimenti, saranno il motore centrale della crescita economica di Delhi fino al 2035, rendendo le città i principali motori dell’ascesa economica del Paese.

Il tasso di urbanizzazione nazionale, che dovrebbe superare il 50% nel prossimo decennio dall’attuale 36%, sarà trainato dall’ascesa di megalopoli, megaregioni e megacorridoi. Si prevede che queste aree urbane contribuiranno a quasi il 70% del pil indiano entro il 2036. Per sostenere questa trasformazione urbana, l’India investirà oltre 290 miliardi di dollari all’anno in infrastrutture fino al 2030.

Un elefante in orbita

Detto delle infrastrutture, il secondo pilastro della crescita indiana coincide con lo Spazio. Nikkei Asian Review ha scritto che a maggio Delhi contava 172 imprese private specializzate nel settore spaziale, seconde solo agli Stati Uniti (825). Ebbene, questo settore è trainato da un’ondata di startup, molte delle quali lanciate da imprenditori, tra cui ex ingegneri e altri professionisti dell’Organizzazione Indiana per la Ricerca Spaziale (ISRO).

Con un record crescente di lanci satellitari di successo, la nazione dell’Asia meridionale sta contribuendo a rimodellare l’industria spaziale globale e a intensificare la concorrenza internazionale. Le aziende spaziali indiane stanno raccogliendo fondi con maggiore frequenza rispetto alle loro controparti nel Regno Unito e in Giappone. Dal 2023, hanno raccolto un totale di 240 milioni di dollari, avvicinandosi ai 340 milioni di dollari raccolti dalle aziende giapponesi.

L’attività di raccolta fondi in India ha acquisito slancio dallo scorso anno, a seguito delle misure governative volte ad allentare le restrizioni sugli afflussi di capitali esteri. Il futuro è dunque tutto da scrivere. E Modi non può più commettere errori.

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