Perché anche le grandi testate generaliste puntano su spettacolo e personaggi famosi
“Troppi dati, inizia direttamente con un’intervista, un esempio concreto, qualcosa che catturi l’attenzione del lettore”. Il primo insegnamento che ho avuto e praticato in un corso di giornalismo, seguito non molti anni fa, si basò su questo principio essenziale.
Nel giornalismo contemporaneo il termine infotainment indica la progressiva fusione tra informazione e intrattenimento, un linguaggio ibrido in cui la notizia non è più solo trasmissione di fatti, ma racconto, emozione, identificazione. Nato per rendere i contenuti più accessibili e competitivi nell’economia dell’attenzione, l’infotainment sposta il baricentro dall’evento al personaggio, dal dato all’esperienza personale. In questo contesto, l’intervista a volti noti dello spettacolo, dello sport o della cultura pop diventa uno strumento narrativo potente: catalizza clic, fidelizza il lettore e umanizza temi anche lontani dall’attualità stretta.
C’è stato un tempo in cui la distinzione era netta: da una parte i quotidiani, dall’altra la televisione. I primi chiamati a informare, contestualizzare, verificare; la seconda a intrattenere, semplificare, personalizzare. Oggi quella linea è diventata sempre più sottile, fino quasi a scomparire. Anche le maggiori testate giornalistiche online, comprese quelle con una lunga tradizione di autorevolezza, stanno progressivamente assumendo le forme ed i linguaggi dei salotti televisivi, amplificando interviste, dichiarazioni e confessioni di personaggi dello spettacolo, influencer, celebrity e protagonisti della cultura pop. La homepage si popola di titoli su attori, cantanti, conduttori, sportivi, spesso costruiti intorno a una frase emotiva, a una polemica, a un dettaglio personale. La notizia, più che informare, deve catturare, trattenere, generare clic. [...]
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