Addio a Ted Turner, fondatore della CNN e pioniere dell’informazione televisiva

Redazione Imprese

6 Maggio 2026 - 17:00

L’uomo che ha rivoluzionato il giornalismo con un canale di notizie attivo 24 ore su 24 lascia un’eredità miliardaria nel mondo dei media, della filantropia e dell’ambientalismo.

Addio a Ted Turner, fondatore della CNN e pioniere dell’informazione televisiva

Ted Turner, fondatore della CNN e filantropo tra i più noti al mondo, è morto mercoledì 6 maggio 2026 all’età di 87 anni, secondo quanto comunicato dalla Turner Enterprises. Soprannominato “The Mouth of the South” per il suo stile diretto e senza filtri, l’imprenditore nato a Cincinnati e poi trapiantato ad Atlanta ha costruito un impero mediatico che comprendeva la prima superstation via cavo, canali di successo dedicati a film e cartoni animati, e persino squadre di baseball professionistico come gli Atlanta Braves.

L’intuizione che ha cambiato il giornalismo: la nascita della CNN

Prima di lanciare la Cable News Network, Turner aveva rilevato nel 1970 un canale locale di Atlanta sull’orlo del fallimento, il Channel 17, poi ribattezzato WTBS e infine TBS, ovvero Turner Broadcasting System. Fu però il 1° giugno 1980 la data destinata a riscrivere la storia della comunicazione: la CNN prese vita come prima rete al mondo a trasmettere notizie in maniera continuativa, 24 ore al giorno, sette giorni su sette.

Giudicata all’epoca “una scommessa folle”, in meno di un decennio raggiunse quasi sessanta milioni di telespettatori solo negli Stati Uniti e oltre dieci milioni in novanta Paesi. La copertura della Guerra del Golfo del 1991 consacrò definitivamente la rete come punto di riferimento dell’informazione globale.

Mark Thompson, Presidente e CEO di CNN Worldwide, ha reso omaggio al fondatore con parole nette: “Ted era un leader profondamente coinvolto e impegnato, intrepido, coraggioso e sempre disposto a scommettere sul proprio istinto. Era e sarà sempre lo spirito guida della CNN. Ted è il gigante sulle cui spalle siamo tutti in piedi.

Un patrimonio miliardario tra media, ranch e filantropia

La parabola finanziaria di Turner è stata alquanto peculiare. Nel 1996 vendette la Turner Broadcasting a Time Warner per 7,3 miliardi di dollari in azioni, ma la successiva fusione tra Time Warner e AOL fece crollare il valore del suo portafoglio, costando a Turner circa 8 miliardi di dollari della sua allora fortuna di 10 miliardi.

Nonostante il colpo, rimase ben lontano dall’impoverimento. Con circa due milioni di acri di terreni personali e ranch distribuiti in tutto il Paese, Turner è stato per anni il secondo maggior proprietario terriero privato del Nord America. Sui suoi ranch allevava decine di migliaia di bisonti e nel 2002 fondò la catena di ristoranti Ted’s Montana Grill.

Altrettanto imponente la sua opera filantropica: nel 1997 donò un miliardo di dollari alle Nazioni Unite, la più grande donazione mai effettuata da un privato nella storia della beneficenza fino a quel momento.

Gli ultimi anni di malattia e un’eredità intatta

Nel 2018, poco prima di compiere 80 anni, Turner aveva reso pubblica la diagnosi di demenza a corpi di Lewy, un disturbo cerebrale progressivo. All’inizio del 2025 era stato ricoverato per una forma lieve di polmonite, dalla quale si era ripreso in una struttura di riabilitazione.

Turner si era sposato tre volte, tutti i matrimoni conclusi con il divorzio: le sue compagne furono Judy Nye, Jane Shirley Smith e l’attrice Jane Fonda. Lascia cinque figli, quattordici nipoti e due pronipoti.

Oltre al mondo dei media, Turner sarà ricordato come navigatore di fama internazionale (vinse la America’s Cup nel 1977) e come ambientalista convinto, impegnato nella reintroduzione dei bisonti nell’ovest americano e nella lotta per la riduzione delle armi nucleari. Una vita da protagonista assoluto, in ogni campo in cui mise piede.

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