Gli eventi climatici estremi sempre più frequenti influiscono sul mercato immobiliare. Ecco le 5 città italiane in cui cambieranno i prezzi delle case
Il clima è profondamente cambiato negli ultimi 10 anni. Le temperature medie stanno toccando i record storici e gli eventi estremi sono diventati la costante anche in zone che fino a pochi decenni fa consideravamo “immuni” da alluvioni, tempeste, bombe d’acqua e uragani.
Oggi il problema è diventato non “se” ci sarà un evento estremo, ma “quando” e “con che frequenza”. Una situazione che ha un impatto diretto sul mercato immobiliare e che ha trasformato il rischio climatico in un prezzo che influisce direttamente sul valore degli edifici.
Perché il clima influisce sul mercato immobiliare
Il 2026 rischia di passare alla storia perché i fenomeni climatici potrebbero influenzare in maniera decisiva tre dei criteri fondanti del settore immobiliare: l’assicurazione, il credito e la liquidità.
Con il rischio di danni più elevati, i premi delle assicurazioni aumentano e le condizioni (limiti, franchigie, ecc…) cambiano. Allo stesso tempo se l’istituto bancario percepisce maggiori pericoli cambierà le sue valutazioni e stabilirà nuovi criteri per rilasciare eventuali mutui.
Un immobile “a rischio” eventi catastrofici, infine, vale meno e si vende con maggiori difficoltà.
E purtroppo, come stiamo per vedere, la questione non riguarda più soltanto le zone tradizionalmente ritenute pericolose come quelle costiere e quelle sismiche, ma anche molte grandi città italiane.
Le città italiane in cui le case rischiano di perdere valore
Il nostro Paese ha un rischio climatico distribuito in maniera poco uniforme che incide sul valore immobiliare in modo diverso da territorio a territorio.
Tra le città in cui si prevedono le maggiori oscillazioni c’è Venezia, dove i prezzi immobiliari potrebbero muoversi in due direzioni: le case ristrutturate e dotate di moderni sistemi di protezione dal mare manterranno il loro valore. Quelle più vecchie e meno protette potrebbero registrare crolli notevoli.
Anche a Milano c’è enorme incertezza. Negli ultimi anni le sempre più numerose bombe d’acqua hanno messo in crisi i sistemi di drenaggio urbano e le lunghe ondate di calore hanno trasformato la qualità energetica di una casa in una importante variabile economica. Le case meno isolate o troppo dispendiose a livello energetico potrebbero diventare estremamente difficili da rivendere a prezzi accettabili.
Il problema di Roma, invece è la vulnerabilità generale. Dopo i fenomeni atmosferici più impattanti, uno degli aspetti che influisce di più sulla percezione del valore è la velocità con cui vengono ripristinati i servizi, la mobilità e le reti di comunicazione. E la Capitale, da questo punto di vista, non brilla per efficienza, anche per la sua disomogeneità strutturale.
Grandi preoccupazioni ci sono anche a Napoli dove l’esposizione al mare e la fragilità territoriale rischiano di segmentare notevolmente il mercato immobiliare. Le case più vicine alla costa e non ristrutturate e protette rischiano di veder crollare il proprio valore mentre quelle con adattamenti documentati potrebbero seguire la strada opposta e diventare estremamente care.
L’ultima città in cui il mercato immobiliare potrebbe risultare stravolto a fine 2026 è Genova. La posizione geografica del capoluogo ligure, tra mare e montagne, lo rende particolarmente esposto alle precipitazioni. E i periti assicurativi e bancari iniziano a tenerne conto sempre più spesso.
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