Da inizio anno sono state già 250 le case abbandonate vendute al prezzo di una cena. Cresce sempre più. l’interesse per questa tipologia di immobili.
Da alcuni anni si è diffuso un nuovo modo per tentare di rilanciare l’assetto urbano delle città: dare nuova vita agli immobili sfitti e abbandonati affidandoli o vendendoli a prezzi simbolici. L’idea è quella di proporre queste abitazioni a costi molto modici, con la speranza che i nuovi proprietari possano avviare importanti lavori di ristrutturazione e riportare alla vita edifici che altrimenti rischierebbero di restare inutilizzati, creando anche problemi di sicurezza.
Anche in Italia sono diversi i comuni che da tempo portano avanti progetti di rigenerazione urbana vendendo case abbandonate al prezzo simbolico di un euro. Da nord a sud sono numerose le amministrazioni che hanno aderito a questa iniziativa, spesso con risultati interessanti sia dal punto di vista della riqualificazione urbana sia da quello turistico.
Boom di vendita di case abbandonate in Bielorussia
Ma anche all’estero questo tipo di iniziativa sta ottenendo un discreto successo. Uno dei Paesi in cui il 2026 è iniziato con grande slancio sotto questo profilo è la Bielorussia, dove si registra una forte domanda per l’acquisto di immobili abbandonati. Soltanto nel primo trimestre del 2026 sono state vendute quasi 250 case private inutilizzate al prezzo simbolico di una cena al ristorante, circa 12 euro.
Secondo i dati diffusi dall’agenzia catastale nazionale, nei primi tre mesi dell’anno lo Stato ha individuato 431 immobili abbandonati. Di questi, 262 sono stati acquistati direttamente senza passare da un’asta pubblica, mentre altri 169 sono stati venduti tramite procedure di gara. Complessivamente, 248 abitazioni hanno trovato acquirenti per una cifra simbolica intorno ai 12 euro.
Le aree in cui si concentra il maggior numero di vendite sono quelle della capitale Minsk, dove sono stati ceduti 118 immobili. Seguono poi la regione di Grodno con 107 case vendute, quella di Mogilev con 64, Brest con 61, Vitebsk con 60 e infine Gomel con 21 immobili.
L’interesse per questo tipo di abitazioni è in costante crescita nel Paese perché molti le considerano una soluzione ideale sia come casa per le vacanze sia per trasferirsi lontano dai centri urbani, magari in zone di campagna. Naturalmente il prezzo delle abitazioni è estremamente basso perché si tratta di edifici che necessitano di lavori di ristrutturazione spesso molto impegnativi. Una volta sistemati, però, questi immobili possono diventare abitazioni principali oppure essere messi a reddito tramite affitti o attività turistiche.
L’economia del paese resta fragile
L’iniziativa può sembrare allettante, ma va considerato che l’economia della Bielorussia non attraversa un periodo particolarmente favorevole. Il Paese vive infatti una fase di fragilità economica, segnata da un forte isolamento internazionale dovuto alla stretta dipendenza dalla Russia. Sebbene il PIL abbia mostrato timidi segnali di ripresa nel 2024 dopo la contrazione del 4,7% registrata nel 2022, l’economia resta sotto pressione a causa delle sanzioni occidentali.
L’inflazione continua a essere elevata e la dipendenza energetica da Mosca pesa notevolmente: la Bielorussia importa gran parte del gas e del petrolio proprio dalla Russia, oltre a fare affidamento sul sostegno finanziario russo per il rifinanziamento del debito pubblico.
Anche dal punto di vista territoriale il Paese appare molto eterogeneo. Da una parte esistono città moderne, pulite e relativamente sicure; dall’altra sopravvivono realtà rurali molto arretrate, spesso legate a tradizioni agricole e caratterizzate da un costo della vita molto basso ma anche da infrastrutture limitate.
Infine, resta delicata anche la situazione politica interna. Negli ultimi anni è proseguita una dura repressione nei confronti di qualsiasi forma di dissenso, con un aumento dei prigionieri politici tra il 2024 e il 2025 e con una libertà di espressione sempre più limitata.
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