Nella dodicesima puntata di Money Talks, il podcast di Money.it, Stefano Galiani parla di ascensore sociale e dell’eccellenza delle università italiane.
“C’è ancora l’ascensore sociale in Italia?” Questa è la domanda che abbiamo posto a Stefano Galiani durante la dodicesima puntata del podcast Money Talks.
Nel corso dell’intervista si è parlato di finanza personale, investimenti, gestione del rischio ed educazione finanziaria. Temi che Galiani conosce particolarmente bene: prima di intraprendere la carriera accademica, ha lavorato per anni tra Londra e Wall Street, occupandosi di trading, gestione del rischio e finanza quantitativa.
L’esperienza maturata nei mercati internazionali gli permette oggi di osservare con uno sguardo critico anche temi che vanno oltre la finanza, come il valore dell’istruzione, le opportunità offerte dall’università e la mobilità sociale.
Chi è Stefano Galiani
Stefano Galiani, figura di spicco nella finanza quantitativa e nell’intelligenza artificiale applicata ai mercati, è professore universitario alla Sapienza di Roma, dove unisce l’econometria avanzata ai modelli di Generative AI per il rischio finanziario. Inoltre, è ex portfolio manager a Wall Street, con oltre vent’anni di esperienza nei mercati finanziari internazionali, nei ruoli di vertice di giganti come Morgan Stanley, Merrill Lynch e HSBC, dove ha guidato il trading di derivati e la gestione di hedge fund.
Oggi si occupa di insegnamento e divulgazione, con particolare attenzione ai temi della finanza personale, della gestione del rischio e dell’educazione finanziaria.
Questo legame diretto tra la ricerca accademica e il vissuto a Wall Street lo rende una delle voci più autorevoli del settore.
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Esiste ancora l’ascensore sociale in Italia?
Stefano Galiani, essendo lui stesso professore universitario, parla con cognizione di causa. E, alla domanda se esista ancora l’ascensore sociale nel nostro Paese, risponde senza esitazioni: “Assolutamente sì. Pensate che ancora, in Italia, possiamo permetterci un grado di istruzione universitaria veramente buono”.
Secondo l’ex portfolio manager, l’Italia tende spesso a sottovalutare i propri punti di forza, soprattutto nel campo dell’istruzione pubblica:
Noi pensiamo sempre di essere un passo indietro, invece secondo me [l’Italia] è un grande Paese perché ancora l’università pubblica consente a persone come me, come te, come anche ai nostri ascoltatori di poter cambiare la propria vita. Se uno mette impegno e sforzo nello studiare e si laurea con un buon voto di laurea, ha ancora l’opportunità di creare le condizioni per avere una carriera soddisfacente e avere un buon tenore di vita.
Un giudizio che assume particolare valore perché arriva da chi ha conosciuto da vicino sia il sistema universitario italiano sia quello statunitense, e può metterli a confronto. Galiani insegna infatti anche in università americane e, durante la sua esperienza nelle grandi banche d’investimento, ha partecipato ai processi di selezione dei candidati provenienti dagli atenei più prestigiosi degli Stati Uniti.
Proprio per questo motivo, respinge l’idea che una laurea ottenuta in un’università italiana sia necessariamente inferiore rispetto a una conseguita in istituzioni più blasonate, come quelle dell’Ivy League americana. “Non è detto che lo studente che viene da Harvard sia migliore dello studente della Sapienza”, ha affermato durante il podcast.
Anzi, secondo Galiani, gli studenti provenienti da percorsi “meno prestigiosi” spesso sviluppano una maggiore capacità di adattamento e una forte determinazione, qualità molto apprezzate nel mondo del lavoro, perché queste università “ti allenano al fatto che nella vita non si hanno mai risposte facili, bisogna un po’ barcaminarsi in un labirinto che è più o meno complesso”.
Il messaggio finale non lascia spazio a dubbi: l’istruzione continua a essere uno degli strumenti più efficaci per migliorare la propria condizione economica e professionale. In un’epoca in cui si parla spesso della crisi dell’ascensore sociale, Galiani ricorda di non sottovalutare il valore della formazione e delle opportunità offerte dall’università italiana, una delle eccellenze del nostro Paese.