Si sta rivelando un giugno ricco di emissioni sovrane e corporate quello che sta andando in scena in questi giorni.
Da un lato c’è che arrivano di continuo sempre nuovi strumenti di investimento con i rispettivi carichi di pregi e difetti. Dall’altro c’è che i risparmi potenzialmente disponibili non mancano, ma in genere domina la preferenza per la liquidità e/o l’incertezza sul come muoversi.
Ritornando all’offerta, c’è che la scorsa settimana l’americana Goldman & Sachs (G&S), banca d’affari di prim’ordine mondiale, ha lanciato una dual tranche. Come accade spesso in questi casi, i macro impianti dei due prestiti obbligazionari sono molto simili, mentre divergono nelle valute e nei tassi nominali annui.
È il caso di questa doppia emissione, con un bond denominato in dollari USA e l’altro in euro, e con differenti strutture dei tassi nominali annui. Soffermiamoci sul 2° bond: bene, in 1 caso il rendimento totale di questo bond in euro è del 51% con taglio minimo € 100. Scopriamo qual è la casistica che garantirebbe questo ritorno complessivo.
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La struttura dei rendimenti di questo bond bancario parte forte del 6% fisso i primi 2 anni
L’obbligazione della banca americana denominata in euro
La dual tranche è stata emessa giovedì 5 giugno e la data di scadenza massima è fissata tra 15 anni, ossia al 05/06/2040. Durata massima perché si tratta di emissioni del tipo Callable, in cui l’emittente si riserva la facoltà di richiamare e rimborsare il prestito anzitempo ed estinguerlo.
L’opzione call è prevista a partire dal 2027 fino al 2039, ad ogni data di stacco cedola, il cui esercizio ridurrebbe nei fatti la vita utile del titolo. Tanto a scadenza quanto all’eventuale call, G&S ripagherebbe l’investitore con il 100% del valore nominale sottoscritto, oltre alla cedola di periodo.
Il bond in euro ha matricola ISIN XS2982308285 e l’ammontare emesso è di 80 mln di €. Tuttavia, G&S si è riservato il diritto di diminuirlo qualora parte dei titoli dovesse risultare non sottoscritta. In tal caso ne cancellerebbe il relativo importo e ne darebbe comunicazione sul portale di Borsa Italiana.
L’obbligazione è infatti negoziata sul MOT di Borsa Italiana, segmento EuroMOT, con taglio minimo di 100 euro.
Ancora, è la stessa banca ad avvisare la clientela che non vi è alcuna garanzia che si sviluppi un mercato secondario liquido. L’entità del debito è oggettivamente esiguo, e l’eventuale riduzione per mancanza di sottoscrizione renderebbe ancora più esiguo il flottante.
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La struttura dei rendimenti del bond callable in euro
La struttura dei rendimenti è del tipo step-down, cioè fissi e decrescenti, e sono l’esatto contrario delle formule step-up, cioè fissi e crescenti. Per cui questi titoli partono con payout fortissimi i primi anni, salvo poi scemare nel corso degli anni. Nello specifico del bond XS2982308285 la banca USA paga il:
- 7,00% annuo (5,18% netto) per gli anni 1-2;
- 4,25% (3,145%) per il 3° e 4° anno;
- 3,75% lordo (2,775% netto) per ogni anno del biennio successivo;
- 3,00% (netto 2,22%) per gli anni 7-8;
- 2,50% (1,85%) per gli anni 9-10;
- 2,00% lordo annuo (1,48%) dall’11° al 15° anno.
Ora, se la banca americana non dovesse mai esercitare la call da qui al termine c’è che il rendimento complessivo lordo sarebbe del 51%. Se invece sommassimo le cedole lorde annue e le dividessimo per i 15 anni di durata ne verrebbe fuori una ipotetica cedola annua ponderata del 3,4%.
In 1 caso il rendimento totale di questo bond in euro è del 51% con taglio minimo € 100
Meglio un payout fisso e costante o uno fisso e decrescente oppure uno fisso e crescente? E ancora, sarebbe auspicabile che la banca USA esercitasse la call oppure no, ovvero sarebbe meglio rivenderlo autonomamente magari lucrando sui prezzi? Impossibile rispondere data la marea di fattori in gioco e le mille preferenze e potenziali strategie operative.
Qui si può procedere per sommi capi, peraltro solo per quelli oggettivi. Ad esempio la natura callable del bond ne frenerà la corsa dei prezzi sul secondario, e questo è un dato di fatto. Ancora, G&S eserciterà la call a seconda della sua convenienza a farlo oppure no. Se fra X anni il costo del debito tornerà a salire allora ecco che avrà più convenienza a tenerlo in piedi, e ad estinguerlo nel caso inverso. Starà al cliente capire come sfruttare al meglio le potenzialità del bond.
La parte più succulenta sta nei primi anni, mentre da metà vita in poi è tutto un gioco di valutazioni. Quale sarà l’effettiva politica monetaria tra X anni, e quindi l’associato mercato dei rendimenti sul reddito fisso?
Più in generale, occhio al possibile rischio di reinvestimento e a quello di liquidità. È invece assente quello di cambio mentre il rating emittente è invece buono e pari ad A per Fitch, ad A2 per Moody’s e a BBB+ per S&P. Altri elementi da considerare sono il rischio di mercato e quello di inflazione, al pari di tutti i bond a tassi fissi (o quasi).