Imu e Tari 2022 seconda casa: quando spettano riduzioni ed esenzioni?

Rosaria Imparato - Claudia Cervi

09/06/2022

09/06/2022 - 10:42

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Imu e Tari seconda casa: quali sono le agevolazioni fiscali spettanti? Quando si ha diritto a esenzioni o riduzioni delle imposte dovute per la seconda casa?

Imu e Tari 2022 seconda casa: quando spettano riduzioni ed esenzioni?

Imu e Tari 2022 seconda casa, quali sono le agevolazioni fiscali per quest’anno e chi ha diritto alle esenzioni?

Sono vari i casi in cui i contribuenti possono accedere ai benefici fiscali, siano essi esoneri o anche solo riduzioni. Il consiglio è quello di tenersi sempre aggiornati non solo sulla normativa, ma anche controllare il regolamento sul sito del Comune di appartenenza.

Lo scopo naturalmente è quello di alleggerire la pressione fiscale: vediamo in quali casi spetta l’esenzione o la riduzione dell’imposta unica municipale e della tassa sui rifiuti sulle seconde case.

Imu 2022 seconda casa: riduzioni ed esenzioni

Sono varie le possibilità per i possessori di seconde case per poter usufruire delle agevolazioni fiscali relative all’Imu nel 2022.

In particolare, si tratta delle case vuote e disabitate, dismesse, oppure abitate per pochi mesi (ad esempio per i soli mesi estivi o invernali).

L’invito è sempre quello di controllare il regolamento applicato dal proprio Comune, ma in generale i casi in cui l’Imu sulla seconda casa viene dimezzata sono i seguenti:

  • case inagibili o inabitabili: se l’abitazione è inagibile o inabitata (e quindi inutilizzata) scatta la riduzione del 50% della base imponibile da dichiarare ai fini Imu. La dichiarazione Imu, da presentare entro il 30 giugno, dovrà contenere l’attestazione di inagibilità o inabitabilità redatta da un tecnico abilitato;
  • immobili storici e artistici: in questo caso la riduzione del 50% spetta a prescindere dall’utilizzo come altra abitazione disponibile, o dalla concessione in affitto o in comodato a terzi;
  • case affittate con canone concordato: in questo caso, se il proprietario affitta la propria seconda casa con un contratto a canone concordato, l’Imu si riduce al 75%;
  • abitazioni in comodato a figli o genitori: il requisito richiesto è che il comodante abbia una sola abitazione e risieda nello stesso Comune. L’agevolazione spetta per le abitazioni:
    • non di lusso (quindi categoria catastale diversa da A/1, A/8 e A/9);
    • concesse in comodato gratuito con contratto registrato a figli o genitori che la utilizzano come abitazione principale;
  • abitazioni di soggetti non residenti in Italia: la legge di Bilancio 2021 ha introdotto questa novità. I beneficiari sono i pensionati non residenti in Italia, che hanno diritto a pagare l’Imu al 50% e la riduzione di due terzi della Tari, se in possesso di determinati requisiti.

L’esenzione Imu per le seconde case spetta invece per la ex casa coniugale, quando cioè la casa familiare è stata assegnata dal giudice al genitore affidatario dei figli. Il genitore ha diritto all’esenzione Imu anche non essendo proprietario.

Tari 2022 seconda casa: esenzione solo per inutilizzabilità verificabile

Le case considerate disabitate hanno diritto anche all’esenzione per la tassa sui rifiuti. La ratio della normativa sulla Tari si basa sulla logica per cui, se la casa è disabitata o si trova in aree inutilizzabili, non è possibile nemmeno produrre rifiuti.

Naturalmente l’inutilizzabilità dell’immobile deve essere verificabile in modo oggettivo. Per esempio, se un locale è senza dubbio inutilizzabile in caso di mancanza di collegamenti alla rete elettrica, idrica e fognaria, oppure inagibile o inabitabile, e di conseguenza si ha diritto all’esenzione della tassa.

Al contrario, un immobile allacciato alle utenze è tassabile, anche se di fatto è inutilizzato per tutto l’anno o anche solo per pochi mesi.

Generalmente i Comuni prevedono riduzioni delle aliquote per le «abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo» (articolo 1, comma 659, legge 147/2013): si tratta tuttavia di riduzioni marginali che non tengono conto del numero effettivo degli occupanti e del periodo di soggiorno medio presso l’immobile.

Le regole per calcolare la tassa sui rifiuti possono inoltre variare in base alla localizzazione dell’immobile (mare, montagna, campagna, città) e al numero di componenti del nucleo familiare. Tuttavia il Comune applica spesso una tassazione forfettaria calcolata in base a dati presunti, che possono differire notevolmente dalla situazione di fatto: per tale ragione sono frequenti contenziosi tra fisco e contribuente.

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