IMU prima casa nella riforma fiscale?

IMU prima casa verrà reintrodotta nella riforma fiscale? Il ministro Gualtieri assicura che non ci sarà, e che la direzione in cui sta lavorando il Governo è quella della riduzione della pressione fiscale.

IMU prima casa nella riforma fiscale?

IMU prima casa, l’imposta municipale unica non farà parte della riforma fiscale a cui il Governo sta lavorando: lo ha confermato il ministro dell’Economia Gualtieri nel suo intervento al congresso ALI.

Le priorità, afferma Gualtieri, sono altre: meno tasse sul lavoro, attraverso la lotta all’evasione e all’elusione fiscale.

Non solo: nella riforma del Fisco a cui il MEF sta lavorando c’è spazio anche per le famiglie, sostenute attraverso l’assegno unico.

IMU prima casa non verrà reintrodotta nella riforma del Fisco

L’IMU sulla prima casa non farà parte della riforma del Fisco. La conferma viene dal ministro dell’Economia stesso, nel suo intervento al congresso ALI:

“non ci sarà la reintroduzione dell’Imu prima casa e nessun meccanismo che porto a un aumento delle addizionali. Contiamo anche con la diretta partecipazione del presidente del Consiglio a breve di riconvocare il tavolo della riforma fiscale e di accelerare il lavoro.”

Una buona notizia, che si inserisce senza dubbio in quella che viene definita come la priorità del Governo: la riduzione della pressione fiscale.

Giorno dopo giorno prende forma quella che, si spera, sia una riforma fiscale con meno tasse e più attenzione alla classe media e alle imprese.

IMU prima casa fuori dalla riforma, decreto per risorse a Enti locali

Dunque, l’IMU prima casa non farà parte della prossima riforma del Fisco (la prima negli ultimi 50 anni).

Ma non è l’unica novità che riguarda l’IMU: il decreto Rilancio prevede anche un taglio delle imposte patrimoniali -quindi la Tari è compresa- del 20% qualora si paghi con domiciliazione bancaria, ovvero tramite addebito sul conto corrente.

Inoltre, ricordiamo che tra le novità del decreto Rilancio c’è la cancellazione della prima rata IMU per il settore turistico. Lo scopo è quello di garantire liquidità ad alberghi e non solo, ma si tratta di un provvedimento una tantum e che si applica solo in presenza di determinati requisiti.

Per sopperire alle minori entrate agli Enti locali sono stati stanziati 3,5 miliardi di euro, che saranno ripartiti tra Comuni. Ha dichiarato il ministro Gualtieri:

“La prima tranche, del 30%, è stata erogata con grande tempestività e ora la restante parte, tutti 3,5 miliardi, entro la settimana prossima saranno erogati ai Comuni proprio per compensare le mancate entrate. Complessivamente, parlando di tutti i provvedimenti legati al Covid, si tratta di 13 miliardi di risorse per gli enti locali.”

Il prossimo decreto, infine, conterrà risorse aggiuntive per coprire tutte le mancate entrate degli Enti locali.

Argomenti:

Tasse IMU MEF Imposte

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories