Imposta patrimoniale presto al voto per gli italiani. La situazione internazionale rimane molto varia

Oliver Hearn

10/05/2026

Le patrimoniali, spesso causa di forti divisioni politiche, possono essere fonte di entrate per uno stato. La situazione a livello internazionale è varia: quali sono i paesi con una patrimoniale?

Imposta patrimoniale presto al voto per gli italiani. La situazione internazionale rimane molto varia

Mentre in Italia la proposta di una patrimoniale è al vaglio della cassazione prima di poter essere sottoposta a referendum popolare, la situazione internazionale si presenta estremamente diversificata. Francia, Spagna e Norvegia prevedono tutte forme di tassazione patrimoniale mentre altri Paesi mostrano segnali di interesse verso l’introduzione di misure analoghe.

Patrimoniale, la situazione nel mondo oggi

Diversi paesi ricorrono già a un’imposta specificamente rivolta ai patrimoni più elevati, applicata oltre una determinata soglia di ricchezza. Il caso più noto è quello della Norvegia, che impone una tassa sul patrimonio da oltre un secolo, con un’aliquota dell’1% sul patrimonio superiore a 1,76 milioni di corone, pari a circa 163.000 euro.

Un altro esempio è quello della Francia, dove una forma di imposta patrimoniale esiste dal 1989, riformata nel 2018 sotto la presidenza di Emmanuel Macron e il governo del suo primo ministro Édouard Philippe. Prima della riforma, l’ISF, l’imposta di solidarietà sul patrimonio, si applicava ai patrimoni — non soltanto immobiliari — di valore superiore a 1,3 milioni di euro. Attualmente, i proprietari di beni immobili con un valore complessivo pari ad almeno 1,3 milioni di euro sono tenuti a versare il contributo aggiuntivo. Nel 2019, la patrimoniale ha generato 2,1 miliardi di euro per lo Stato francese, con 139.149 dichiarazioni presentate. Pur essendo una cifra modesta rispetto al totale delle entrate pubbliche francesi, dimostra che l’IFI resta uno strumento fiscale e simbolico significativo.

Una misura analoga è presente nel sistema tributario della Spagna dal 1977. Si applica ai patrimoni superiori a 700.000 euro, con aliquote progressive che partono dallo 0,2% e arrivano fino al 3,5%, con lievi differenze tra le varie comunità autonome del paese. In Spagna, infatti, la tassazione patrimoniale è giuridicamente composta da due imposte distinte: un’imposta regionale sul patrimonio netto e un’imposta nazionale di solidarietà sui grandi patrimoni.

I sostenitori della patrimoniale sottolineano spesso la possibilità di ridurre l’imposizione sui redditi più bassi, colpendo al tempo stesso i contribuenti più ricchi con un prelievo di una percentuale contenuta, con aliquote che generalmente non superano il 2%.

I Paesi che valutano l’introduzione di una patrimoniale

Altri Paesi, in particolare dell’Europa occidentale, hanno mostrato segnali di apertura verso l’introduzione di un’imposta aggiuntiva basata sulla ricchezza. Nel Regno Unito, esponenti del Partito Laburista al governo e dei Verdi — oggi in costante crescita nei sondaggi e arrivato spesso al 20% dei consensi — sostengono attivamente una patrimoniale. Nel manifesto elettorale del 2024, quest’ultimo partito ha proposto un’imposta dell’1% sui patrimoni superiori a 10 milioni di sterline, pari a circa 11,5 milioni di euro.

In maniera più generale, l’aumento della pressione fiscale trova sempre maggiore spazio nei programmi elettorali dei Paesi occidentali, raccogliendo anche un sostegno significativo tra gli elettori. Per esempio, il neoeletto sindaco di New York, Zohran Mamdani — socialista e da sempre favorevole a un aumento delle tasse — è stato preferito dagli elettori della Grande Mela a discapito dei suoi avversari, vincendo con quasi il 51% dei voti espressi. Infatti, in alcune aree, perfino negli Stati Uniti, tradizionale bastione di una bassa pressione fiscale, aumenti possono trovare una certa base di consenso.

Le opposizioni alla tassazione patrimoniale

L’opposizione alle imposte patrimoniali si fonda spesso sull’effetto deterrente che tali misure possono esercitare sugli investimenti dei cittadini e sull’accrescimento del loro capitale, limitando così la crescita del PIL. I critici sostengono che misure patrimoniali possano scoraggiare l’investimento, il risparmio e l’accumulazione di capitale, con un impatto rilevante sulla crescita economica. Al di fuori del continente europeo, le patrimoniali hanno spesso incontrato scarso consenso, con la politica spesso orientata verso una pressione fiscale più bassa, nel timore che tali misure possano favorire la fuga dei capitali.

In genere, opposizioni si basano anche sull’effetto deterrente sull’imprenditorialità e la crescita, oltre a disincentivare gli investimenti internazionali nei Paesi che applicano una tassa sul patrimonio. Nel 2019, la Commissione finanze del Senato francese ha pubblicato un rapporto in cui la riforma della patrimoniale veniva duramente criticata per le disuguaglianze prodotte: il 18% dei nuclei familiari più ricchi, con patrimoni superiori a 10 milioni di euro, risulta esente, mentre il 20% dei contribuenti soggetti all’IFI dispone di un reddito inferiore a 60.000 euro.

L’introduzione di una patrimoniale pone dunque difficoltà significative e rischia di danneggiare seriamente la crescita. Pur mirando a correggere alcune disuguaglianze, rischia di crearne altre, favorendo al contempo lo spostamento dei contribuenti all’estero. Esiste poi un’opposizione più pratica all’introduzione di nuove imposte, che spiega perché storicamente molti Paesi abbiano cercato di semplificare il sistema tributario: l’introduzione di nuove misure comporta costi aggiuntivi per lo Stato.

Un futuro imprevedibile

Il futuro delle imposte patrimoniali appare ancora largamente incerto. Mentre molti Paesi europei mantengono le proprie patrimoniali e non mostrano segnali di volerle eliminare, altri guardano a questo modello come a un possibile strumento per correggere alcune disuguaglianze.

In Italia è improbabile che il dibattito possa essere risolto soltanto attraverso il confronto con i vari esempi che il mondo fornisce. Le esperienze della Francia, della Spagna e della Norvegia dimostrano che le imposte patrimoniali possono generare entrate, ma anche che la loro architettura è di un’importanza critica: le soglie, le esenzioni, i criteri di valutazione e i meccanismi di controllo determinano se tali misure siano eque o nocive per il benessere del paese e della sua economia.

Articolo pubblicato su Money.it edizione internazionale il 2024-10-09 20:41:23. Titolo originale: Wealth tax: Italian citizens could soon vote on new tax measures amidst a divided international landscape