La virologa Ilaria Capua spera nell’immunità di gregge e frena sul vaccino

Secondo la virologa Ilaria Capua il vaccino non sarà la soluzione per rallentare l’epidemia, piuttosto si dovrebbe puntare al raggiungimento dell’immunità di gregge.

La virologa Ilaria Capua spera nell'immunità di gregge e frena sul vaccino

Il vaccino potrebbe non essere la soluzione per fermare l’epidemia, secondo la nota virologa Ilaria Capua, piuttosto si dovrebbe puntura al raggiungimento dell’immunità di gregge, una soluzione tanto criticata quanto osannata da vari esperti.

Secondo la virologa infatti, l’arrivo di un antidoto realmente efficace potrebbe richiedere ancora molto tempo, e proprio per questo motivo sarebbe meglio arrivare ad un’immunità di gregge, facendo circolare il virus in modo controllato, e in modo lento, poiché, “se gira troppo velocemente, invece dell’immunità di gregge avremo le pecore morte”.

Ilaria Capua punta all’immunità di gregge

Ilaria Capua, che ha seguito da vicino l’andamento della pandemia fin dal suo esordio, precisa che al momento un vaccino per il COVID non c’è, ma soprattutto non vi è la certezza che quelli attualmente in fase di sviluppo siano davvero efficaci. I dubbi della virologa riguardano anche il numero effettivo di dosi che dovranno essere somministrate: “Non sappiamo neanche se l’efficacia possa essere raggiunta con una dose o se ce ne vorranno di più, perché alcuni coronavirus sono dei pessimi immunogeni”.

Diverse case farmaceutiche hanno già annunciato che in un primo momento riusciranno a sostenere una produzione di cento milioni di dosi, ricorda la scienziata, ed essendoci 7 miliardi di persone sul Globo, questo comporterà che almeno in un primo momento l’antidoto non sarà disponibile per tutta la popolazione. In un primo momento infatti, spiega Capua, sarà somministrato ai lavoratori degli ospedali e i trasporti essenziali, perché se si fermano si ferma tutto di nuovo, ed ovviamente per le persone più fragili”.

“Quando i vaccini saranno pronti e autorizzati, e si conosceranno le caratteristiche di efficacia e di sicurezza, dovranno essere somministrati in maniera organizzata, precisa la dottoressa, aggiungendo che anche l’Italia, come molti altri Paesi, seguirà le linee guida europee e internazionali.

Cosa fare prima dell’arrivo del vaccino?

In attesa dell’arrivo del vaccino, e di una sua distribuzione capillare, Capua spiega quali possono essere le azioni da intraprendere per limitare la diffusione del coronavirus ed evitare che la curva dei contagi vada fuori controllo con un conseguente incremento dei ricoveri che potrebbero bloccare il sistema sanitario.

Per limitare la diffusione del coronavirus in primo luogo, “bisogna arrivare all’immunità di gregge facendo girare il virus lentamente”, rispettando il distanziamento “in modo che l’indice di contagio sia basso, mantenere sotto soglia la circolazione virale ed immunizzarsi piano piano. Poi il vaccino darà il suo contributo. Quando si arriverà ad un giusto equilibrio tra persone che hanno sviluppato gli anticorpi e quantità di virus nell’aria, “il Covid appena entra in contatto con una persona viene bloccato. Fra qualche anno, diventerà, io mi auguro, il nuovo virus del raffreddore.

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