Il vero rischio sistemico sui mercati finanziari (di cui ci siamo scordati)

Tommaso Scarpellini

9 Maggio 2025 - 07:51

Il carry trade tra Giappone e USA regge su un fragile equilibrio di tassi. Se salta, potrebbe innescare un sell-off sui Treasury e riaccendere il rischio sistemico globale.

Il vero rischio sistemico sui mercati finanziari (di cui ci siamo scordati)

Esiste un equilibrio silenzioso, spesso ignorato nelle narrative di mercato, ma che potrebbe celare il prossimo shock sistemico globale: si tratta del carry trade tra Giappone e Stati Uniti.

Un rischio che i mercati hanno provato a prezzare nel 2024, salvo poi archiviarlo troppo in fretta. Eppure, questo meccanismo di equilibrio potrebbe oggi rientrare con forza al centro del radar di trader, hedge fund e banche centrali.

Il motivo? Un equilibrio monetario precario, fondato sul differenziale dei tassi d’interesse tra la Bank of Japan e la Federal Reserve, che, se spezzato, potrebbe generare turbolenze gravi sia sui mercati obbligazionari sia sui flussi di capitale globali.

Tassi fermi, ma tensione crescente

Il primo maggio la Bank of Japan ha lasciato invariato il tasso di riferimento allo 0,5%, come da attese. Una mossa di continuità in un contesto già segnato da nuove tensioni commerciali globali. Allo stesso tempo, la Fed ha confermato i tassi tra 4,25% e 4,5%, mantenendo vivo il potenziale di rendimento nel carry trade: prendere in prestito yen a costo ridottissimo e investire in Treasury USA.

Secondo la BIS, nel 2024 i prestiti in yen verso controparti estere hanno toccato i 145 trilioni di yen. Dopo la scossa di agosto, la leva del sistema si è ridotta, ma la posizione speculativa è ancora lì. E finché il differenziale di tasso resta ampio, gli incentivi al carry trade non si spengono.

Due traiettorie opposte, stesso rischio

Il punto è che le dinamiche inflazionistiche stanno invertendo i ruoli: negli Stati Uniti l’inflazione PCE è al 2,3%, in calo, verso l’obiettivo della Fed, il che lascia spazio a futuri tagli dei tassi. In Giappone, invece, l’inflazione ha finalmente superato il 2%, ma lo ha fatto in trend rialzista.

Una convergenza di questo tipo, se accelerata da uno shock esogeno, come l’introduzione di nuovi dazi da parte dell’amministrazione Trump, rischia di innescare una chiusura disordinata del carry trade. Con investitori che liquidano posizioni su Treasury, vendono dollari e ricomprano yen.

USDJPY USDJPY Grafico a candele settimanali di USDJPY. Fonte: baha.com

Il vero rischio: sell-off e deficit USA

E se si innescasse davvero un sell-off sui Treasury? In condizioni normali il mercato assorbirebbe l’urto. Ma nel 2025, con un deficit pubblico ai massimi storici, l’equilibrio è assai più fragile. Gli investitori internazionali potrebbero iniziare a pretendere rendimenti più alti per compensare il rischio valutario e monetario.

Ecco dove si cela il vero rischio sistemico: se i costi di finanziamento del debito USA aumentassero in modo significativo, il Tesoro si troverebbe nella necessità di rifinanziarsi a condizioni più onerose. In questo scenario, a saltare potrebbe non essere un settore, ma la fiducia globale nel debito sovrano americano.