Perché il CEO di Nvidia sta vendendo 120.000 azioni della società al giorno?

Flavia Provenzani

14/09/2024

Il CEO di Nvidia, Jensen Huang, sta scaricando le azioni delle società di cui è a capo, mentre gran parte degli analisti consigliano gli investitori di non vendere.

Perché il CEO di Nvidia sta vendendo 120.000 azioni della società al giorno?

Il CEO di Nvidia Jensen Huang sta vendendo centinaia di migliaia di azioni della società in suo possesso. Diventa così comprensibile domandarsi se convenga tenere in portafoglio, o addirittura comprare azioni NVDA - se l’amministratore delegato sta scaricando le suo quote in modo così prorompente.

In altre parole, il titolo dell’ormai famosissimo produttore di chip, leader mondiale nel settore dell’intelligenza artificiale, può ancora salire, aumentando così il rendimento degli investimenti dei suoi azionisti?

Il CEO di Nvidia sta vendendo migliaia di azioni

In soli due anni la capitalizzazione di Nvidia è schizzata alle stelle, passando da 358 miliardi a 2.610 miliardi di dollari, per un aumento vertiginoso del 360%.

Di recente, però, la quotazione ha iniziato a rallentare, colpa delle difficoltà legate alla violazione delle leggi antitrust e delle voci per cui la bolla dell’AI starebbe ormai per scoppiare.

Le tranche di vendita delle azioni Nvidia in mano al CEO Jensen Huang Le tranche di vendita delle azioni Nvidia in mano al CEO Jensen Huang Fonte: Bloomberg

Stando ai documenti depositati la scorsa settimana presso la SEC (operazione a cui tutti i grandi azionisti delle società ad alta capitalizzazione sono chiamati negli Stati Uniti), Huang ha venduto più di 633 milioni di dollari in tranche da 120.000 azioni al giorno nel periodo che va dal 13 giugno al 5 settembre. In totale ha scaricato quasi 5,3 milioni di azioni.

Solo nel mese di luglio il CEO ha venduto 322,7 milioni di dollari in azioni Nvidia, precedendo il primo sell-off che ha travolto i titoli del comparto tecnologico, sulla scia delle trimestrali sotto le attese e di un peggioramento dei dati macro.

La valanga di vendite di Huang fanno parte di un piano prestabilito che Huang ha presentato lo scorso marzo.

Quali prospettive per il titolo Nvidia

Il produttore di chip per AI è da settimane oggetto di forti oscillazioni sul mercato.
La scorsa settimana le tensioni geopolitiche e le questioni legali che affliggono la società hanno causato un crollo di 279 miliardi di dollari della capitalizzazione di mercato in una singola sessione di trading. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha citato in giudizio NVIDIA per problematiche di antitrust.

Eppure, secondo una pluralità di analisti il titolo NVIDIA ha ancora un forte potenziale di rialzo.

Se nella bolla delle dot-com le azioni delle società sono aumentate sull’hype senza monitorare e validare i rispettivi modelli di business, l’intelligenza artificiale oggi è diventata senza dubbio una parte integrante nella gran parte delle aziende.

Secondo le stime di Markets and Markets il settore dell’AI varrà 214,6 miliardi di dollari nel 2024 e salirà a 1.339,1 miliardi di dollari nel 2030 e Nvidia sembrerebbe avere tutto il potenziale per sfruttare al meglio il boom dell’intelligenza artificiale, con i suoi chip che sono essenziali per i modelli di AI in diversi settori verticali, tra cui il cloud computing. Questo spiega perché le sue schede grafiche H100 godono di un’alta domanda all’interno el mercato dei chip di intelligenza artificiale. Inoltre, a differenza delle azioni durante la bolla di Internet, Nvidia ha fondamentali solidi che rassicurano circa le sue prospettive rialziste, minimizzando anche i timori di una bolla.

NVIDIA ha generato profitti in modo competente poiché il suo ritorno sul capitale proprio (ROE) è pari a quasi il 120%, molto più alto del 73,2% del settore dei semiconduttori in generale. In particolare, qualsiasi ROE superiore al 100% indica che l’utile netto dell’azienda è superiore al suo capitale proprio, indice di una performance ampiamente sopra la norma.