Il titolo Netflix è crollato del 42%, ma gli utili di luglio possono cambiare tutto

Redazione Money Premium

16 Luglio 2026 - 15:32

Il titolo Netflix offre oggi un punto di ingresso potenzialmente interessante per investitori con orizzonte pluriennale, a patto di tollerare la volatilità tipica del settore streaming.

Il titolo Netflix è crollato del 42%, ma gli utili di luglio possono cambiare tutto

Il titolo Netflix (NFLX) ha subito un calo pesante negli ultimi mesi, scendendo di circa il 42% rispetto al massimo storico di circa 130,23 dollari raggiunto l’estate scorsa e registrando una flessione del 19-24% da inizio 2026, con il prezzo che si attesta intorno ai 76 dollari e una capitalizzazione di mercato di circa 310 miliardi di dollari.

Questo ribasso avviene nonostante i fondamentali continuino a mostrare solidità, con ricavi in crescita a doppia cifra, margini operativi in espansione e un business pubblicitario in forte accelerazione. Il titolo è sceso duramente, ma gli utili del secondo trimestre 2026, in uscita oggi dopo la chiusura di mercato, potrebbero rappresentare un catalizzatore capace di rivitalizzare il sentiment degli investitori.

Come è andato il primo trimestre?

Nel primo trimestre 2026 Netflix ha riportato ricavi per 12,25 miliardi di dollari, in crescita del 16% rispetto ai 10,54 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente, superando le aspettative grazie a un mix di crescita degli abbonati, aumenti di prezzo e il contributo crescente della tier pubblicitaria. Il margine operativo ha raggiunto il 32,3%, con un utile operativo di 3,96 miliardi circa (escludendo voci one-off), mentre l’EPS si è attestato a 1,23 dollari, ben al di sopra delle stime.

Il flusso di cassa libero è salito in modo marcato, sostenendo anche il riacquisto di azioni: nel solo Q1 sono state riacquistate 13,5 milioni di azioni per 1,3 miliardi di dollari, con ancora 6,8 miliardi di autorizzazione residua. La guidance per l’intero 2026 rimane invariata: ricavi compresi tra 50,7 e 51,7 miliardi di dollari (crescita del 12-14%), margine operativo target del 31,5% (in aumento rispetto al 29,5% del 2025) e ricavi pubblicitari intorno ai 3 miliardi, praticamente il doppio rispetto all’anno precedente.

Le attese del mercato

Per il secondo trimestre 2026 le attese di consenso prevedono ricavi intorno ai 12,5 miliardi di dollari (+13,5% anno su anno) e un EPS di circa 0,79 dollari (+10% rispetto ai 0,72 dollari del Q2 2025). La stessa Netflix ha fornito una guidance interna di ricavi pari a 12,574 miliardi di dollari e margine operativo del 32,6%. Gli analisti stimano un numero di abbonati paganti in crescita da circa 341,5 milioni alla fine del Q1 a circa 344,6 milioni alla fine del Q2, con la tier pubblicitaria che passa da 119 a 126,3 milioni di abbonati.

Questo segmento si sta rivelando particolarmente dinamico: nei mercati in cui è disponibile rappresenta spesso oltre il 60% delle nuove sottoscrizioni, mentre il numero di inserzionisti è salito di oltre il 70% anno su anno superando le 4.000 unità, con il programmatic advertising che supera già il 50% delle inserzioni non live.

Le cause del calo

Il calo del titolo NFLX è stato alimentato da diversi fattori. Le aspettative molto elevate costruite dopo i risultati precedenti hanno creato un’asticella alta, e la guidance conservativa fornita ad aprile ha deluso parte del mercato. Si aggiungono preoccupazioni su un possibile rallentamento della crescita degli abbonati nel breve termine (legato anche a fattori stagionali come la Coppa del Mondo 2026 e l’impatto degli aumenti di prezzo), una minore visibilità sull’engagement e l’uscita di scena di Reed Hastings come chairman.

Alcuni analisti, pur mantenendo rating Buy, hanno tagliato i target price: Bernstein lo ha portato a 100 dollari da 110, mentre Goldman Sachs lo ha ridotto a 110 da 120. Il consensus di Wall Street resta comunque fortemente positivo, con 24 Buy e 8 Hold su 32 analisti e un prezzo obiettivo medio di circa 114,42 dollari, che implica un upside potenziale del 50% circa rispetto ai livelli attuali intorno ai 76 dollari.

L’azienda resta profittevole

Nonostante le pressioni, i fondamentali di Netflix appaiono solidi. Il business pubblicitario sta compensando eventuali pressioni sugli abbonati tradizionali, permettendo di aumentare il ricavo medio per utente senza dover fare affidamento solo sugli aumenti di prezzo. Il controllo dei costi di content amortization (più pesante nella prima metà dell’anno per il timing dei lanci) e la capacità di generare flusso di cassa libero record (guidance rivista al rialzo verso i 12,5 miliardi per il 2026) offrono margini di manovra significativi.

Netflix continua inoltre a esplorare opportunità nel live sports, con discussioni in corso per espandere la partnership con la NFL e successi già registrati come il World Baseball Classic in Giappone che ha generato picchi di iscrizioni. La valutazione attuale, intorno a 25 volte gli utili trailing e 23 volte quelli forward, appare molto più ragionevole rispetto ai multipli superiori a 50 raggiunti nel 2025, rendendo il titolo attraente per chi guarda al lungo termine in un contesto di crescita dei ricavi a doppia cifra e espansione dei margini.

La trimestrale di oggi sarà quindi decisiva: un superamento delle stime sui ricavi e sull’EPS, un aggiornamento positivo sulla guidance del terzo trimestre, un’accelerazione del business ads e un commento costruttivo sull’engagement potrebbero invertire la rotta del sentiment. Al contrario, segnali di ulteriore rallentamento degli abbonati o guidance tiepida potrebbero prolungare la fase di correzione. In ogni caso, il quadro complessivo resta quello di un’azienda che continua a crescere in modo profittevole, con un motore pubblicitario sempre più potente e una disciplina finanziaria che supporta buyback aggressivi.