Il Texas lancia il suo Exchange. Nasce il rivale di NYSE e Nasdaq. Ecco cosa cambia per gli investitori europei

Redazione Money Premium

13 Luglio 2026 - 15:40

Per le imprese italiane interessate a quotarsi negli Stati Uniti, il debutto del TXSE potrebbe rappresentare un canale alternativo e più accessibile per accedere al capitale americano.

Il Texas lancia il suo Exchange. Nasce il rivale di NYSE e Nasdaq. Ecco cosa cambia per gli investitori europei

Mentre il mercato americano delle IPO vive una fase di forte ripresa, il panorama finanziario degli Stati Uniti si arricchisce di un nuovo protagonista. Il Texas Stock Exchange, noto anche come TXSE, ha ufficialmente avviato le negoziazioni il 6 luglio, con il trading live partito il 10 luglio.

Si tratta della prima borsa valori nazionale americana costruita, con sede e incorporata interamente in Texas, con quartier generale a Dallas. Un progetto ambizioso che nasce dalla volontà di rompere il duopolio storico di NYSE e Nasdaq e di portare una ventata di competizione in un settore da decenni dominato da New York.

La storia del Texas Stock Exchange

L’idea affonda le radici in un incontro informale avvenuto nell’autunno del 2022 a Houston. Il governatore del Texas Greg Abbott riunì a cena alcuni amici e imprenditori e lanciò la proposta: perché lo Stato della Stella Solitaria non dovrebbe avere una propria borsa valori? Tra i presenti c’era James H. Lee, imprenditore e investitore texano con una lunga esperienza nei mercati azionari. Fu proprio a lui che Abbott indicò come la persona più adatta a guidare il progetto.

Da quel momento James Lee, fondatore e amministratore delegato di TXSE Group, ha trasformato l’intuizione in realtà, raccogliendo capitali, ottenendo le autorizzazioni regolatorie e costruendo una piattaforma tecnologica all’avanguardia.

Il finanziamento del Texas Stock Exchange rappresenta un record assoluto: oltre 275 milioni di dollari raccolti da alcuni dei più grandi nomi della finanza globale. Tra i principali sostenitori figurano BlackRock, Citadel Securities, Charles Schwab, Fortress, JPMorgan Chase, Goldman Sachs e Bank of America. Questa base di investitori istituzionali di altissimo profilo ha permesso al TXSE di presentarsi alla SEC (la Securities and Exchange Commission) come la borsa più capitalizzata mai approvata nella storia degli Stati Uniti. L’approvazione formale è arrivata il 30 settembre 2025, aprendo la strada al lancio operativo nel 2026.

Le prime negoziazioni

Il debutto è avvenuto in modo graduale e controllato, come previsto dal piano di rollout. Il 6 luglio sono iniziate le negoziazioni su un gruppo ristretto di simboli di test, seguiti dal trading live su un primo paniere di titoli il 10 luglio. Entro la fine del mese tutti i simboli del National Market System saranno disponibili.

Le ore di negoziazione seguono lo standard americano: pre-market dalle 8:00 alle 9:30, regular trading dalle 9:30 alle 16:00 e post-market fino alle 17:00 (orario orientale). Il codice identificativo del mercato è “F” e le quotazioni sono già integrate nei feed consolidati nazionali, rendendo il TXSE immediatamente parte dell’infrastruttura di mercato americana.

Ciò che distingue il Texas Stock Exchange non è solo la sua collocazione geografica, ma la filosofia con cui si presenta al mercato. James Lee e il team hanno puntato su standard quantitativi elevati per i listing, più stringenti di quelli attuali di Nasdaq e NYSE. L’obiettivo dichiarato è filtrare le società di minore qualità, offrendo al contempo un ambiente più favorevole agli emittenti in termini di costi, trasparenza e allineamento con gli interessi degli azionisti. Il TXSE si propone come venue ideale per dual listing (società già quotate altrove che vogliono aggiungere il Texas) e per prodotti strutturati come gli ETF (Exchange Traded Products).

Già a marzo 2026 Westwood Holdings ha presentato il primo prospetto ETF con listing previsto sul nuovo exchange, mentre sono attesi movimenti anche da parte di gestori come ARK Invest di Cathie Wood.

I prossimi passi

Il calendario dei prossimi passi è ambizioso ma realistico. Nel terzo trimestre del 2026 dovrebbero arrivare i primi listing di Exchange Traded Products. Nel quarto trimestre è prevista l’apertura ai listing corporate. Le prime IPO vere e proprie, ovvero le quotazioni di società che entrano per la prima volta sul mercato pubblico, sono attese nel corso del 2027. In questo senso il TXSE si inserisce perfettamente nel contesto di “IPO Gold Rush” descritto da diverse analisi di mercato: un periodo in cui molte aziende, soprattutto nel settore tecnologico ed energetico, cercano canali alternativi per accedere al capitale.

Il sostegno politico è stato determinante. Greg Abbott ha accompagnato l’intero percorso con misure legislative mirate. Nel 2025 il Texas ha approvato norme che prevedono esenzioni fiscali per le borse valori operanti nello Stato e un divieto costituzionale di tassazione sulle transazioni azionarie. Il governatore ha più volte definito il progetto con lo slogan “Y’all Street”, contrapponendolo idealmente a Wall Street e sottolineando come il Texas offra un ambiente più favorevole al business, con minore burocrazia e maggiore libertà economica. Al momento del lancio Abbott ha scritto: «Il Texas è aperto agli affari. E oggi il Texas Stock Exchange è aperto al trading. Benvenuti a Y’all Street! Il Texas porta più competizione, più opportunità e più libertà economica sulla scena nazionale».

Una opportunità per gli investitori italiani?

Per gli investitori e le aziende internazionali, il Texas Stock Exchange rappresenta un’opportunità di diversificazione. Una venue alternativa al duopolio newyorkese può favorire una maggiore concorrenza sui costi di listing, sulle regole di governance e sulla qualità dei servizi offerti agli emittenti. Allo stesso tempo, gli standard elevati promossi da James Lee mirano a tutelare la credibilità del mercato, evitando l’ingresso di società poco solide che potrebbero danneggiare la fiducia degli investitori.

Naturalmente, il cammino verso una vera competizione con NYSE e Nasdaq sarà lungo. Storicamente ci sono voluti decenni perché il Nasdaq diventasse un player di primo piano. Il TXSE parte però con un vantaggio significativo: un capitale record, un team con decenni di esperienza maturata proprio nelle principali borse americane e il pieno sostegno di alcuni dei più grandi operatori di mercato al mondo. La tecnologia è stata sviluppata ex novo con un matching engine moderno e performante, e la sede fisica a Dallas permette di attrarre talenti da tutto il Paese.

Nelle prossime settimane e mesi il mercato osserverà con attenzione i volumi di trading, la qualità dei primi listing e le reazioni delle società che valuteranno un’approdo o un dual listing sul Texas Stock Exchange. Per il sistema finanziario americano si tratta di un esperimento concreto di pluralismo: dopo decenni di concentrazione, nasce una terza grande venue nazionale che potrebbe ridefinire gli equilibri del listing e del trading azionario.