In settimana riprendono le ultime aste di bond sovrani di agosto, un mese in cui la macchina del debito ha “sottoperformato” rispetto alle emissioni standard. Ormai siamo abituati a frotte di tranche in offerta dal Tesoro tra le aste di inizio e fine mese. Il problema per gli esperti non è il debito di uno Stato in sé, ma che lo stesso sia in grado di rifinanziarlo e, soprattutto, a quali costi. Oggi è innegabile che quei costi siano sostenuti e che incidono tanto per colpa dell’”imponibile” (il debito pubblico) che si ingrossa sempre più.
Ora, per mercoledì il Tesoro propone un BTP Short Term nuovo di zecca che paga sicuro il 3,00% annuo. Conosciamolo meglio soffermandoci su un aspetto in particolare. Perché è “sicuro” quel 3,00% e perché potrebbe esserci il “rischio” che risulti inferiore all’effettivo esitato in sede d’asta?
I tratti chiave dell’emissione del BTP Short Term
L’ISIN di riconoscimento non è stato ancora attribuito e lo svelerà il MEF direttamente in sede di lancio. Ha data emissione al 28 agosto, e coincide con quella di regolamento e godimento (giorni dietimi: zero) ma non con quella di scadenza del 30/10/’28. Ciò significa che ci sarà una cedola corta a copertura dei due mesi circa da qui a fine ottobre, quando finalmente inizieranno a maturare le quattro cedole piene. Queste partiranno dal 30/10/’26 con date di stacco al 30/04/’27 (la 1° piena), al 30/10/’27, al 30/04/’28 (la 3°) e al 30/10/’28 (l’ultima).
Quanto ai coupon, la cedola corta tra 63 giorni sarà dello 0,516393%, più o meno lo 0,451% netto. In termini nominali, 4,517 € per ogni mille euro di debito facciale sottoscritto. Invece la cedola annua lorda a regime sarà del 3,00%, l’1,50% semestrale, per un potenziale guadagno di 13,125 € netti per ogni titolo sottoscritto.
Il potenziale flottante offerto dal MEF in questa 1° tranche è racchiuso tra 2,5 e 3 mld di €, e altri 0,9 saranno appannaggio della 2° agli Specialisti.
Il calendario delle operazioni di sottoscrizione
I risparmiatori retail interessati all’obbligazione dovranno effettuare le prenotazioni entro martedì 25. Queste potranno avvenire tanto allo sportello (bancario o postale) quanto in remoto, ma sempre con l’intermediario con cui si è attivato il conto titoli. Al netto di buoni postali, conti deposito, fondi comuni di investimento, certificati di deposito bancari e polizze vita, poi il dossier titoli è sempre richiesto. In genere è oneroso e costa poche decine di euro l’anno, al netto dei c/c con servizi evoluti che magari lo ricomprendono nel canone mensile. Tuttavia, essendo c/c più avanzati nei servizi lo sono anche nei costi, mediamente più cari rispetto alla generalità dei rapporti più diffusi tra i correntisti.
Mercoledì 26 si terrà l’asta vera e propria, al termine della quale si conosceranno il prezzo e il rendimento di aggiudicazione. Saranno i due dati più attesi da migliaia di risparmiatori, per i motivi che a breve diremo. L’asta supplementare è in calendario per il 27 mentre venerdì 28 sarà giornata di regolamento per tutti gli acquirenti del BTP Tf 3,00% Oct28.
Perché l’obbligazione potrebbe esitare un rendimento maggiore del nominale?
Ora è tempo di capire perché abbiamo scritto “sicuro” il 3,00% annuo lordo. La ragione rimanda direttamente alla yield curve, che in questo scorcio di fine estate è tornata a risalire. Al tempo dell’articolo il rendimento del BTP 2Y è del 3,069 (fonte: Investing), maggiore del nominale annuo annunciato dal MEF. Non solo, ma il neo bond ha una vita fruttifera complessiva di 2,172 e non di 2,000 anni esatti. Insomma, ci sarebbero almeno un paio di motivi per pensare che l’asta possa esitare uno yield di una spanna maggiore al tasso annunciato.
Inoltre dato il trend ascendente dei rendimenti di questi giorni nessuno può escludere un ulteriore ritocco verso 3,1-3,2% sul BTP 2Y entro mercoledì. Del resto la candela daily del 24/08 alle ore 14 segnava valori low ed high a 3,034% e a 3,183% per cui non sorprenderebbe affatto uno yield esitato sopra il 3%.
Tuttavia, è bene precisare che ad oggi si tratta solo di possibili esiti, magari con elevate probabilità di realizzazione, ma nulla di più. L’unico dato che andrà preso a riferimento sarà quello ufficiale di fine asta di mercoledì 26, e potrebbe anche deludere le attese.
Il Tesoro propone un BTP Short Term nuovo di zecca che paga sicuro il 3,00% annuo
Stante quest’ordine di cose il bond “rischia” di avvicinarsi tanto al 7% di ritorno lordo complessivo in 2,172 anni. Non è tanto, ma potrebbe rivelarsi più che sufficiente a coprire tutte le tasse e spese vive del titolo più l’inflazione di periodo. In altri termini, è elevata la probabilità che il bond tuteli il potere d’acquisto del capitale da qui al termine. Solo uno scenario di ulteriore peggioramento degli yield invaliderebbe un simile payout.
Viceversa, se le tensioni di comparto dovessero rientrare nel giro di settimane, si potrebbe sperare nei movimenti dei prezzi. A febbraio scorso, low 2026 almeno ad oggi, un BTP 2Y rendeva il 2,10-2,20%. Tornasse a quei livelli i corsi salirebbero sia pure nell’ordine di pochissimi centesimi data la modesta duration. Ma per gli investitori con grossi capitali al seguito e relativamente dinamici in titoli di Stato, si configurerebbe lo scenario ideale per lucrare senza grossi rischi.