Raspberry Pi vola in Borsa grazie all’entusiasmo social per l’intelligenza artificiale. Tra fondamentali e speculazione, il titolo supera 1 miliardo di sterline di valutazione.
Il ritorno delle meme stock passa questa volta da Cambridge. Le azioni di Raspberry Pi, società britannica nota per i suoi mini computer a basso costo, hanno registrato un balzo fino al 94% in pochi giorni, riportando la capitalizzazione sopra la soglia di 1 miliardo di sterline. A innescare il rally non sono stati nuovi conti record o acquisizioni strategiche, bensì l’entusiasmo degli investitori retail che vedono nell’azienda un potenziale beneficiario dell’ondata legata all’intelligenza artificiale.
L’amministratore delegato Eben Upton ha raccontato di aver scoperto l’impennata del titolo quasi per caso, durante una vacanza negli Stati Uniti: “Ho dormito per le prime ore, quindi è stata una vera sorpresa svegliarsi con una marea di messaggi WhatsApp che chiedevano cosa stesse succedendo”. Con ironia ha aggiunto: “Ho sicuramente scelto la settimana sbagliata per viaggiare”.
Raspberry AI e l’hype sull’intelligenza artificiale
Fondata con l’obiettivo di rendere l’informatica accessibile a studenti e appassionati, Raspberry Pi produce computer compatti venduti a partire da poche sterline, utilizzati tanto per progetti domestici quanto in ambito industriale. La società si è quotata alla Borsa di Londra nel 2024, in uno dei rari debutti tecnologici recenti nel Regno Unito, diventando un simbolo di rilancio per il mercato azionario britannico.
Negli ultimi mesi, tuttavia, l’aumento dei costi globali dei chip di memoria ha inciso sui margini e costretto l’azienda ad adeguare i prezzi. Il titolo era sceso sotto il prezzo di collocamento iniziale, alimentando dubbi sulla sostenibilità della crescita. Anche la Raspberry Pi Foundation, che mantiene una quota del 47% e promuove l’educazione al coding tra i giovani, si è trovata a riflettere sul proprio ruolo in un contesto in cui l’AI promette di automatizzare parte della programmazione.
Il ruolo di OpenClaw e la spinta dei social
A cambiare improvvisamente il sentiment è stato l’interesse della comunità online. Su forum di settore come WallStreetBets, alcuni utenti hanno indicato Raspberry Pi come un’opportunità legata alla diffusione di “OpenClaw”, assistente AI personale in grado di gestire email e finanze via WhatsApp. Poiché il software richiede una macchina dedicata per funzionare in modo efficiente, molti sviluppatori hanno iniziato a utilizzare proprio i dispositivi Raspberry Pi, contribuendo ad accendere l’immaginazione degli investitori.
Il fenomeno richiama da vicino quanto accaduto tra il 2020 e il 2021 con titoli come GameStop, diventati simboli della finanza “dal basso”, spinta più dall’entusiasmo collettivo che dai fondamentali. Upton, pur mantenendo prudenza sull’etichetta di meme stock, non liquida il supporto dei piccoli investitori: “Non sono sicuro che meme stock sia inteso come un insulto”. E sottolinea come molti utenti abbiano “una profonda comprensione della nostra tecnologia”, talvolta superiore a quella degli investitori istituzionali nel coglierne le potenzialità più avanzate.
Il caso Raspberry Pi dimostra come l’AI continui a fungere da catalizzatore per i mercati, capace di riaccendere dinamiche speculative tipiche delle meme stock. Resta ora da capire se l’entusiasmo si tradurrà in una crescita strutturale dei ricavi o se il rally resterà un episodio guidato soprattutto dall’onda lunga dei social.
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