97 anni di dati sul Dow Jones rivelano che la seduta prima del 4 luglio è positiva nel 70% dei casi. Ma il rally arriva prima della festa, non dopo. I numeri che spiegano perché.
Ogni estate Wall Street si ferma per una delle ricorrenze più simboliche degli Stati Uniti: l’Independence Day. La Borsa chiude, i volumi si assottigliano nelle sedute vicine alla festività e il calendario crea una piccola anomalia temporale che molti operatori osservano con curiosità. Ma dietro questa ricorrenza esiste davvero un comportamento ricorrente del mercato, oppure si tratta soltanto di una suggestione stagionale?
La domanda è meno marginale di quanto sembri. Nei mercati finanziari alcune anomalie di calendario, come l’effetto fine anno, il comportamento dei lunedì o le sedute prefestive, sono state studiate a lungo perché possono rivelare abitudini operative, meccanismi di liquidità o semplici ricorrenze statistiche. Il 4 luglio, da questo punto di vista, è un caso interessante: cade nel cuore di un mese che storicamente è già favorevole per il Dow Jones.
Per separare il racconto dai numeri abbiamo analizzato la serie giornaliera del Dow Jones Industrial Average dal 1929 al 2025, costruendo finestre di Borsa intorno al 4 luglio. Non giorni di calendario, quindi, ma sedute effettive: l’ultima seduta prima della festività, la prima dopo, le finestre a 2, 3, 5, 10 e 20 sedute, e il confronto con il resto di luglio e con il comportamento medio del mercato. [...]
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