Il piano europeo contro i monumenti scomodi: la follia della cancel culture

Roberto Vivaldelli

30 Novembre 2023 - 06:34

condividi

La crociata contro i monumenti del fascismo ripercorre quella contro le statue di epoca sovietica in Ucraina. La cancel culture europea importata dagli Usa vuole riscrivere la storia.

Il piano europeo contro i monumenti scomodi: la follia della cancel culture

Sembra un paradosso e una contraddizione in termini, ma il mastodontico apparato burocratico dell’Unione europea sta virando, da tempo, verso una sorta di “autoritarismo liberale” che limita la libertà di espressione e approva la censura sistematica delle opinioni scomode in nome della democrazia e di un’unica ideologia, quella “liberale” appunto (con buona pace del principio di non contraddizione aristotelico).

Naturalmente, tale virata delle élite europee verso un modello più autoritario e dispotico non ha assolutamente nulla a che vedere coni il “liberalismo” classico, quanto più verso una forma contemporanea di capitalismo finanziario laissez-faire in campo economico e ultra-atlantismo in quella della politica estera, tanto da rimanere in silenzio dopo il sabotaggio del Nord Stream 2. Lo abbiamo visto con l’approvazione del Digital Services Act, l’arma che l’Unione europea usa per controllare l’informazione e censurare il dissenso: come ha infatti spiegato in un thread su X il giornalista Premio Pulitzer Glenn Greenwald, la mossa dell’Ue rappresenta l’ultima escalation di “un regime di censura statale sempre più dispotico” che ha messo radici non solo in Europa, ma in tutto l’Occidente.

In questo filone, s’inserisce l’isteria sul mettere in discussione l’esistenza di monumenti realizzati un secolo fa. Mentre nei Paesi dell’est prosegue la sistematica rimozione dei monumenti appartenenti all’era sovietica, fenomeno incrementato a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina, in Italia, come riporta Francesco Giubilei su Il Giornale, il 30 novembre e 1 dicembre si terrà infatti a Cesena il “primo meeting europeo sul patrimonio dissonante” in cui verrà annunciato un nuovo progetto europeo nato con l’obiettivo di “ripensare gli edifici costruiti in periodi storici difficili, portatori di valori controversi”. Con patrimonio dissonante “si fa riferimento a un oggetto patrimoniale collegato ad eventi storici più o meno conosciuti e riconosciuti, in alcuni casi legati ad un passato comune complesso e controverso, da cui possono scaturire interpretazioni conflittuali o comunque in contrasto tra loro da parte di gruppi socio-culturali diversi (es. Architetture dei totalitarismi del 900)”. Nel mirino dell’Ue, l’architettura razionalista del Ventennio. Dopo il New Yorker, dunque, un’altra crociata del politicamente corretto contro gli edifici razionalisti lautamente finanziata dall’Ue. [...]

Money

Questo articolo è riservato agli abbonati

Abbonati ora

Accedi ai contenuti riservati

Navighi con pubblicità ridotta

Ottieni sconti su prodotti e servizi

Disdici quando vuoi

Sei già iscritto? Clicca qui

​ ​

Iscriviti a Money.it