Digital Services Act: l’arma dell’UE per controllare l’informazione e censurare il dissenso

Enrica Perucchietti

4 Maggio 2023 - 08:00

Il DSA si configura come una legge per controllare l’informazione. Si prevede anche l’istituzione dei «segnalatori attendibili» che vigilino sui contenuti. Sanzioni per chi non si adegua.

Digital Services Act: l’arma dell’UE per controllare l’informazione e censurare il dissenso

Agitando lo spauracchio della disinformazione on line si è arrivati a ottenere il pretesto per censurare la rete e stringere il controllo dell’informazione tramite un super fact checker istituzionale - che potrà essere anche un’organizzazione non governativa o un ente pubblico come Europol - che vigilerà sui contenuti e a cui le piattaforme dovranno adeguarsi per non essere sanzionate.

Il DSA

Sono alcuni dei punti critici nel nuovo Digital Services Act: una serie di regole che l’Europa propaganda come “risposta alla disinformazione e all’illegalità”.

Il provvedimento UE è entrato in vigore a novembre del 2022 e diventerà vincolante dal 1° gennaio 2024. Prevede il controllo sistematico dei contenuti degli utenti da parte delle grandi piattaforme con “più di 45 milioni di utenti attivi” in UE (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft, Twitter, TikTok e simili) e impone a queste un controllo serrato, bypassando così anche la riservatezza delle conversazioni.

Le sanzioni

In caso di accertata violazione sono previste sanzioni e ammende (fino al 6% del fatturato mondiale totale annuo dell’impresa), penalità di mora (fino al 5% del fatturato medio giornaliero) e misure correttive proporzionate alla violazione commessa. Di fatto l’UE un controllo serrato su articoli on line, post e commenti social.

Il segnalatore attendibile

L’art. 19 istituisce, come anticipato, il servizio dei “segnalatori attendibili”. Le piattaforme online devono trattare e decidere tempestivamente le notifiche presentate da costoro. La qualifica di segnalatore attendibile viene riconosciuta dal coordinatore dei servizi digitali dello Stato membro in cui è stabilito il richiedente.

Si intende così introdurre un sistema semplificato di controllo: se la segnalazione proviene da un soggetto certificato, è ridotto il grado di accertamento che la piattaforma deve svolgere.

Il DSA è, in estrema sintesi, una legge per controllare l’informazione e per censurare i “contenuti illegali”, ossia qualsiasi cosa siano possa essere ritenuta scomoda dal Sistema e che diverga dalla narrazione del pensiero unico.

Una scenario orwelliano

La battaglia contro le fake news riecheggia l’operato del Miniver e del Miniamor orwelliani e sembra riproporre una nuova forma di Maccartismo 2.0: si tratta cioè di una articolata caccia alle streghe che ha come obiettivo la creazione di una informazione certificata e la repressione del dissenso.

Essa strumentalizza la questione della disinformazione per portare all’approvazione di una censura della Rete arrivando a ipotizzare l’introduzione del reato d’opinione, una forma moderna di psicoreato.

L’obiettivo del potere è infatti silenziare il pensiero divergente e cancellare qualunque forma di dissenso: i pensieri dei cittadini (compresi intellettuali, politici e giornalisti) devono allinearsi al pensiero comune, globale, globalizzato.

Lo scopo è quello di continuare a manipolare l’opinione pubblica in modo da orientare le scelte e il consenso delle masse in modo che sempre meno persone esprimano il proprio pensiero in modo libero e critico.

Perché il pensiero critico può portare a difendersi dalla manipolazione e a un risveglio collettivo, che è ciò che il potere teme di più: che le persone tornino a rivendicare la propria libertà.

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