Il piano della Germania contro la crisi. Tagli delle tasse e riforma di pensioni e lavoro

Laura Naka Antonelli

3 Luglio 2026 - 14:30

Arriva il piano della Germania di Merz incentrato su tagli alle tasse per 10 miliardi di euro. Occhio alle tasse sui ricchi, alla riforma delle pensioni e del lavoro.

Il piano della Germania contro la crisi. Tagli delle tasse e riforma di pensioni e lavoro

Tagli alle tasse e riforma di pensioni e di lavoro: si incentra soprattutto su queste tre misure la nuova ricetta della Germania per contrastare la crisi dell’economia diventata ormai strutturale.

La fumata bianca sul piano di rilancio è arrivata ieri, giovedì 2 luglio 2026: dopo ben sette ore di colloqui, la coalizione del governo di Berlino formata dall’alleanza di centro-destra CDU/CSU (Unione Cristiano-Democratica / Unione Cristiano-Sociale) e dal partito di centro-sinistra SPD (Partito Socialdemocratico ha raggiunto un accordo.

Germania, il cancelliere Merz annuncia il piano di rilancio per l’economia. “Taglieremo le tasse”

Così il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato il piano per rimettere in moto l’economia tedesca, nel corso di una conferenza stampa che è stata indetta a Berlino:

“Stiamo lavorando per aumentare la flessibilità delle nostre aziende, stiamo lavorando per tagliare la burocrazia. Stiamo lavorando per proteggere il nostro welfare, e stiamo lavorando per allentare il peso che grava sui dipendenti e sulle aziende, abbassando le tasse”.

Soddisfazione è stata espressa dal leader del partito socialdemocratico e vice cancelliere della Germania Lars Klingbeil.

I mercati hanno salutato con entusiasmo le novità arrivate da Berlino, come hanno dimostrato i solidi rialzi incassati dalle borse europee alla vigilia.

Il nuovo piano, che presenta 34 punti e che include riforme fiscali, del lavoro e delle pensioni, è stato battezzato “ Programme for Revival and Employment ”, ovvero “Programma per la Ripresa e per l’Occupazione”.

Taglio tasse in Germania per 10 miliardi di euro l’anno. Due scaglioni per le tasse sui ricchi

Tra i punti cruciali, soprattutto il taglio delle tasse, che consentirà ai cittadini tedeschi che appartengono alle fasce medie di reddito di risparmiare circa 600 euro all’anno, per un ammontare totale di sgravi fiscali che il governo Merz ha calcolato in 10 miliardi di euro l’anno.

Il tutto, grazie a una riforma fiscale che punta a colpire le fasce più alte di reddito. In che modo?

Per ora l’aliquota fiscale più alta, pari al 42%, rimarrà invariata, per poi essere applicata in futuro soltanto ai redditi che supereranno la soglia di 70.000 euro.

Riguardo alle tasse sui redditi più elevati, la coalizione ha approvato un sistema a scaglioni: a chi percepisce un reddito annuo di 250.000 euro si applicherà un’aliquota pari al 45%, mentre chi guadagnerà più di 280.000 euro sarà colpito da una tassa pari a 47%.

La coalizione di governo ha motivato la misura parlando di “una equa condivisione del peso attraverso un moderato aumento della tassazione sui più ricchi”.

Riforma pensioni in Germania. Merz adotta il modello svedese e l’età pensionabile flessibile

Per quanto riguarda la riforma delle pensioni, Merz punta ad aumentare l’età pensionabile, al momento compresa tra 65 e 67 anni, a seconda del numero degli anni lavorati e in linea con le aspettative di vita, rendendo esecutive le raccomandazioni che sono state presentate il mese scorso da una commissione di esperti e politici incaricata dal governo a varare riforme volte a stabilizzare il sistema pensionistico.

La commissione ha auspicato una riforma pensionistica prendendo come riferimento il modello svedese, ovvero creando un fondo ad hoc in cui vengano canalizzati i contributi dei dipendenti e dei lavoratori, che investa in asset finanziari.

L’obiettivo è evitare un calo dell’importo delle pensioni e scongiurare un forte aumento a lungo termine dei contributi versati dai lavoratori.

Lo schema auspicato dalla Commissione prevede che ogni contribuente al sistema pensionistico della Germania abbia un proprio conto individuale di investimento, nel quale il datore di lavoro e il dipendente versino ciascuno la metà dei contributi.

Rivolgendosi alla federazione degli industriali della Germania BDI, il cancelliere Merz aveva già sponsorizzato l’idea, affermando che “l’utilizzo dei mercati dei capitali nello schema delle pensioni è forse il fattore chiave che determinerà la sostenibilità e la stabilità di lungo termine del nostro sistema pensionistico”.

Età pensionabile collegata all’aspettativa di vita, le polemiche. Stop opzione pensione anticipata?

La Commissione ha chiesto inoltre che l’età pensionabile legale diventi flessibile, collegata all’aspettativa di vita.

Ciò significa, sulla base dei calcoli del panel, che l’età pensionabile arriverebbe in Germania a 67 anni e mezzo nel 2041 e a 70 anni entro il 2091.

L’idea ha già scatenato diverse polemiche da più parti. Philipp Türmer, leader dei Jusos, l’organizzazione giovanile del Partito socialdemocratico tedesco (SPD), si è scagliato contro la proposta, dichiarando giorni fa all’emittente pubblica DLF che sarebbe più equo collegare l’età pensionabile al numero di anni di contribuzione al sistema.

E tuttavia ieri proprio la ministra del Lavoro Bärbel Bas dello stesso partito SPD ha definito la riforma delle pensioni “un capolavoro”, mentre Merz ha promesso di passare dalle proposte della commissione ai fatti.

A opporsi all’età pensionabile collegata all’aspettativa di vita è stato anche Christiane Benner, responsabile del sindacato IG Metall union, che ha riferito che questa iniziativa, se concretizzata, ignorerebbe “completamente” le condizioni di lavoro e di vita degli operai che lavorano nei settori industriali.

Le novità non finiscono qui, in quanto nel piano presentato ieri da Merz c’è anche l’idea di affossare del tutto l’opzione al momento concessa ai contribuenti tedeschi che abbiano versano contributi per 45 anni: quella di optare per il pensionamento anticipato due anni prima dell’età pensionabile attualmente ufficiale senza subire alcuna riduzione dell’assegno. Un’opzione, secondo la commissione, che rappresenterebbeun incentivo ad andare in pensione il prima possibile, a danno del sistema pensionistico.

Assenze dal lavoro, certificati medici e visite mediche obbligatori

Tra i punti principali del piano di Merz anche le nuove regole relative ai congedi per malattia.

Merz e la coalizione di governo si sono trovati d’accordo nello stabilire che i lavoratori tedeschi non potranno più assentarsi fino a tre giorni senza una visita medica.

Stop inoltre ai certificati di malattia di una settimana senza visita medica che vengono ottenuti telefonicamente. I dipendenti dovranno chiedere espressamente al medico un certificato il primo giorno in cui non presteranno servizio.

D’altronde, il cancelliere ha criticato più volte l’elevato numero di assenze per malattia in Germania, sostenendo che danneggi la produttività.

Le nuove norme, se approvate dal Parlamento, costringeranno di conseguenza i lavoratori a presentare un certificato di incapacità lavorativa già dal primo giorno di malattia.

Con piano Merz stop nazionalizzazione società immobiliari e sostegni alle aziende

Altre novità sono rappresentate dallo stop alla nazionalizzazione delle società immobiliari, al fine di smorzare l’incertezza degli investitori nei confronti del mercato immobiliare della Germania.

Per rendere l’economia più flessibile, il governo propone anche di estendere il ricorso ai contratti a tempo determinato e consentire orari più lunghi per le aperture domenicali dei negozi.

Reuters ha reso noto inoltre che nel piano di Merz sono presenti misure di sostegno ai settori chiave come automotive, chimica e farmaceutica, tecnologie pulite, meccanica, batterie, semiconduttori e intelligenza artificiale: a tal fine Berlino ha deciso di ampliare il fondo di investimento “Deutschlandfonds”, per trasformarlo in uno strumento strategico destinato a rafforzare la resilienza economica, la sicurezza energetica e l’approvvigionamento di materie prime.

Altre misure incluse nel piano includono una stretta sugli abusi del welfare - le misure contro le frodi sui sussidi sociali saranno inasprite attraverso una maggiore condivisione dei dati tra le autorità e controlli più efficaci - e l’espansione della rete di distribuzione elettrica, che verrà accelerata per dimezzare i tempi di realizzazione dei progetti infrastrutturali.

Alle imprese saranno inoltre garantite tempistiche più chiare per l’allacciamento alla rete. Infine, tra le misure più cruciali volte a dare una spinta al commercio e dunque alle esportazioni della Germania, il rafforzamento delle misure europee anti-dumping e anti-sussidi, e norme di preferenza per le imprese UE.