Perché senza eccessi speculativi oggi non avremmo né ferrovie né intelligenza artificiale.
La psichiatra svizzera Elisabeth Kübler-Ross suggerì che ci fossero cinque fasi del lutto, ma ormai nessuno ha più la capacità di attenzione per questo. Siamo saltati invece dalla fase uno, la negazione — “non esiste una bolla dell’IA”, alla fase cinque, l’accettazione — “l’IA è una bolla e le bolle sono fantastiche”.
L’ipotesi secondo cui “le bolle sono fantastiche” è stata avanzata sia in libri divulgativi che accademici, ma è stata difficile da ignorare quando Jeff Bezos, uno degli uomini più ricchi del mondo, ha cercato di tracciare una distinzione tra bolle finanziarie (cattive) e bolle industriali (meno cattive, forse buone). Bezos, dopotutto, ha costruito una delle grandi imprese del XXI secolo, Amazon, nel bel mezzo di una bolla che trasformò contemporanei come Webvan e Pets.com in una barzelletta.
Esiste una solida teoria dietro l’idea che le manie di investimento siano positive per la società nel suo complesso: senza una mania, non si farebbe nulla per paura che le idee migliori vengano copiate. [...]
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