MES, il Governo lo chiederà a luglio?

Giravolta sul Fondo salva-Stati: adesso Conte e Gualtieri sembrano essere determinati ad utilizzarlo e richiederne l’attivazione già a luglio 2020

MES, il Governo lo chiederà a luglio?

“No al MES, anzi sì, ed entro luglio”. Giravolta del Governo Conte bis sul Fondo salva-Stati, che potrebbe essere richiesto già il mese prossimo. Secondo varie indiscrezioni di stampa, l’esecutivo italiano vuole dimostrare all’Europa di essere degno di fiducia e, quindi, sta definendo un piano di riforma che metta d’accordo tutte le forze politiche, gli Stati Generali dell’economia come punto di partenza.

Nei mesi scorsi si è acceso in Italia il dibattito sul Meccanismo Europeo di Stabilità, il famigerato MES. Forze euroscettiche da un lato, europeisti dall’altro ne evidenziano pro e contro. In mezzo c’è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il quale più volte ha detto di non volerlo utilizzare. Ma adesso sembra che il vento sia cambiato. Il motivo? La lentezza con cui arriveranno i soldi del Recovery Fund.

Il Governo potrebbe chiedere il MES a luglio

Fino al mese scorso, Giuseppe Conte manifestava cautela sul Fondo salva-Stati, definito “un prestito” da 37 miliardi che sarebbero stati poi da “restituire”: “Il MES non è il mio obiettivo anche per una questione di consistenza, al di là delle condizionalità e delle sensibilità delle politiche interne. Non è una soluzione”, aveva detto il presidente del Consiglio lo scorso 22 maggio.

Adesso il discorso sarebbe andato nella direzione opposta. Le somme consistenti del Fondo di Recupero, ormai è noto, arriveranno più in là, forse il prossimo anno, e quindi non possono rilanciare il Paese oggi.

MES, il piano di Conte e Gualtieri

Per questo Conte, insieme al ministro delle Finanze in quota PD Roberto Gualtieri, starebbe puntando a richiedere già a luglio l’attivazione del Mes. Non è noto, ancora, se i fondi saranno impiegati solo per le spese sanitarie - ovvero quelle senza condizionalità - o anche altre riforme.

La sfida, per Conte e Gualtieri, sarà convincere il Movimento 5 Stelle. Ma su alcune riforme ci sarebbe già l’ok di Luigi Di Maio, ex capo politico e attuale ministro degli Esteri. Il consenso sarebbe su riduzione delle tasse, investimenti pubblici, semplificazione e digitalizzazione. In questo quadro non ci sarebbe spazio per condono e patrimoniale.

Il deputato di Liberi e Uguali Stefano Fassina ha chiesto su Twitter a Di Maio se sia vero che ministri 5Stelle abbiano dato il via libera sul Mes, ma ancora non ha ricevuto risposta.

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