+2,5% per le borse dopo la tregua ma con petrolio a +30% e tassi oltre il 4% lo scenario resta fragile.
Il rimbalzo dei mercati dopo l’annuncio di una tregua, è un fenomeno che si ripete spesso nei momenti di tensione geopolitica. Tuttavia, per comprenderlo davvero, è necessario andare oltre le narrazioni e guardare ai dati concreti. Nel caso recente della tregua tra Stati Uniti e Iran, i numeri raccontano una storia solo apparentemente rassicurante.
Nelle ore successive all’annuncio, l’indice S&P 500 è salito del 2,5%, recuperando quasi completamente le perdite accumulate nei giorni iniziali del conflitto. In termini assoluti, si tratta di un ritorno a meno dell’1% dai livelli precedenti all’escalation militare. Questo movimento segnala che gli investitori stanno prezzando una rapida normalizzazione, nonostante gli eventi sul campo suggeriscano il contrario.
Anche il mercato obbligazionario offre indicazioni importanti. Il rendimento del titolo di Stato americano a 10 anni è tornato intorno al 4,2%, in linea con i livelli di febbraio, dopo essere sceso temporaneamente sotto il 4% durante le fasi più acute della crisi. Al contrario, il rendimento a 2 anni è rimasto stabile attorno al 4,7%, indicando che le aspettative su inflazione e politica monetaria restano elevate nel breve periodo. [...]
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