Ferie finite, vecchi problemi che si ripropongono. Il conto corrente ha assorbito il colpo dell’estate, tra viaggi, bollette arretrate e spese che tornano puntuali a settembre, e adesso si ripresenta la domanda di sempre: dove impiegare la parte di capitale che nell’immediato non serve? Soprattutto, come farlo senza doversene pentire tre mesi dopo?
La risposta dipende da tre variabili che andrebbero messe in fila prima ancora di accedere al conto titoli: quanto si cerca, in quanto tempo e inseguendo quale rischio. Sono domande banali solo all’apparenza, perché è dalla loro combinazione che discende tutto il resto. Chi ha un orizzonte di dieci anni può permettersi oscillazioni che chi ne ha due semplicemente non può sopportare, e chi punta al massimo rendimento possibile deve accettare che il controvalore del suo portafoglio balli. Il reddito fisso, da questo punto di vista, permette di scendere in campo con discreti airbag, che sul breve periodo sono ampi e profondi: più la scadenza è vicina, meno spazio hanno i prezzi per allontanarsi dalla parità.
Proviamo allora a tracciare l’identikit di quello che serve a un risparmiatore con liquidità parcheggiata sul conto e un orizzonte inferiore ai due anni. Tra i tanti sul mercato, ecco un BTP in portafoglio dopo Ferragosto per guadagnare un tranquillo 5% a breve termine.
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Alla scoperta del BTP Fx 2,65% Jun28
L’obbligazione del Tesoro in esame è lo Short Term emesso il 17 marzo 2025, matricola ISIN IT0005641029. È un prestito con un flottante di 16 mld di € scarsi che il MEF si è ripromesso di estinguere e rimborsare per il 15/06/2028. Con una spesa di mille euro si acquista un titolo grazie al prezzo di chiusura a 99,48 della scorsa ottava. Vale a dire 994,80 € per il bond e un più o meno 5 € di commissioni bancarie (tutto dipende da quanto prevede la banca di turno).
A questi corsi di mercato il rendimento effettivo a scadenza si attesta al 2,96% (2,61% netto; dati: Borsa Italiana), maggiore del tasso nominale annuo. Questo è pari al 2,65% lordo, gravato del 12,50% di trattenute fiscali. In termini cumulati, cioè da qui al suo definitivo rimborso, un guadagno del 4,7%, più del 5% lordo, ma è difficile fare così tanto di meglio su simili durate e prodotti agli attuali contesti.
Gli aspetti positivi del bond ISIN IT0005641029
Questo ex triennale in origine ha già perso più di un terzo della sua vita utile, per cui oggi più di allora si presta alle funzioni di buon parcheggio di breve termine.
I punti di forza del titolo sono facilmente individuabili a partire proprio dalla modesta durata. Tra 1,835 anni il Tesoro lo rimborserà a 100 per cui le valutazioni di mercato resteranno inchiodate sulla parità. Dovrebbero giungere eventi così rari ed estremi per vederne i prezzi allontanarsi significativamente dai corsi attuali. Scenari sulla carta possibili, ma solo sulla carta, appunto.
Tutto questo significa elevata tranquillità circa l’andamento del controvalore sul MOT. La duration modificata è dell’1,74% mentre la volatilità a 1 anno al 2,56%, per cui i prezzi non hanno modo di muoversi più di tanto. Difatti sul timeframe YTD i valori min-max sono stati, nell’ordine, 98,90 e 101,04, e i rispettivi valori storici a 98,9 (23/03/’26) e a 102,24 (22/04/’25).
Poi c’è la garanzia dello Stato sul capitale e la certezza del nominale a scadenza, salvo che la Nazione non vada in dissesto e quindi in default. A seguire abbiamo la piena libertà di entrata e uscita dal mercato a proprio piacimento. Negli ultimi 30 giorni i contratti e i controvalori daily si sono attestati tra 50 e 150 i primi, e su una media di 6-7 mln di € i secondi. Un altro pro risiede nella tassazione di favore rispetto alle aliquote standard del 26% sulla generalità dei prodotti finanziari. Infine, il sapere a priori e con certezza quale sarà il guadagno netto dell’investimento prima ancora di mettere mano al portafoglio.
Un BTP in portafoglio dopo Ferragosto per guadagnare un tranquillo 5% a breve termine
Il grande limite del titolo è nel modesto guadagno totale, tranne nei casi in cui la ricerca di un maggior rendimento in sé è già assente in partenza. Il prodotto tuttavia non nasce per questo scopo e, in base alle attuali stime, neanche per proteggere il potere d’acquisto nei prossimi 22 mesi. L’inflazione cumulata attesa è stimata tra il 5 e 5,5%, quasi pari al rendimento lordo del BTP Tf 2,65% Jun28. Al netto di trattenute, imposta di bollo e spese bancarie il ritorno reale stimato è negativo. Tuttavia, sempre è pur sempre meglio della liquidità pura che subisce per intero il peso di spese e carovita di periodo.
Alternativamente il bond si presta quale stretto sostituto del conto deposito e pure del c/c per la gestione di breve termine del capitale eccedente il cuscino di liquidità. Una soluzione che potrebbe risultare relativamente più interessante per chi ha grossi capitali da gestire a breve termine. L’importo in sé abbatterebbe il peso specifico delle spese fisse, nel mentre il capitale produrrebbe interessi in attesa del suo impiego. La grossa disponibilità, invece, si presterebbe anche ad impieghi più “plastici” del capitale, ossia di eventuali riscatti parziali in caso di necessità prima del termine.