Il 2025 sarà l’anno della crisi del grano?

Redazione Money Premium

24 Dicembre 2024 - 06:41

Il mercato globale del grano è sotto pressione: il 37% delle colture russe è in condizioni scadenti, le esportazioni ucraine da Costanza calano del 52%, minacciando il raccolto 2025.

 Il 2025 sarà l’anno della crisi del grano?

Il mercato globale del grano si trova di fronte a una serie di sfide e incertezze, nonostante il recente calo dei prezzi dei futures a Chicago sembri indicare una scarsa preoccupazione per l’offerta.

Tuttavia, gli sviluppi nella regione del Mar Nero, fulcro delle esportazioni mondiali di grano, meritano una maggiore attenzione da parte dei trader e degli osservatori internazionali.

Le colture invernali in Russia, il principale esportatore mondiale di grano, sono in condizioni peggiori che mai. Secondo i dati più recenti, il 37% delle colture invernali risulta in condizioni scadenti, rispetto al solo 4% dello scorso anno. Si tratta del peggior risultato mai registrato. Solo il 31% delle colture si trova in buone condizioni, un minimo che non si osservava da 23 anni.

Le cause di questa crisi sono legate alle condizioni meteorologiche avverse durante la semina autunnale, con un clima secco che ha compromesso la germinazione. Questo scenario fa temere per il raccolto del 2025, che potrebbe partire da una situazione di svantaggio. Nel 2024, la Russia ha raccolto circa 85 milioni di tonnellate di grano, il 20% in meno rispetto al record di 105 milioni di tonnellate del 2022. La produzione del 2025 potrebbe ulteriormente calare se le condizioni non miglioreranno.

Inoltre, i coltivatori russi stanno riducendo le superfici destinate al grano, preferendo colture più redditizie come gli oleaginosi. La superficie seminata a grano per il 2025 è stimata in calo del 5%, contribuendo a una previsione complessiva di raccolto stabile o in lieve riduzione rispetto al 2024.

L’Ucraina, un altro attore chiave nel mercato globale del grano, affronta una crisi logistica e geopolitica dovuta alla guerra con la Russia. Dall’inizio del conflitto, le infrastrutture portuali ucraine sono state bersaglio di attacchi, costringendo il Paese a cercare vie alternative per esportare i suoi prodotti agricoli. Una di queste è stata l’utilizzo del porto di Costanza in Romania, sul Mar Nero.

Tuttavia, il futuro di questa rotta potrebbe essere a rischio. Il candidato favorito al ballottaggio presidenziale rumeno ha proposto di bloccare le esportazioni ucraine attraverso Costanza, una mossa che potrebbe soddisfare gli agricoltori locali, contrari alla concorrenza dei prodotti ucraini. Anche se non è chiaro se questa misura sarà attuata, una sua eventuale implementazione potrebbe rappresentare un duro colpo per l’economia ucraina.

Nel 2023, il porto di Costanza ha movimentato 14 milioni di tonnellate di grano ucraino, pari al 30% delle esportazioni totali del Paese. Tuttavia, nei primi dieci mesi del 2024, le esportazioni ucraine da Costanza sono diminuite del 52%, passando da 10,4 milioni di tonnellate a 5 milioni di tonnellate. Questo calo è dovuto all’aumento dell’uso dei porti ucraini sul Mar Nero, che però rimangono vulnerabili agli attacchi russi. Nel 2024, le esportazioni totali di grano dell’Ucraina sono stimate in calo del 14% rispetto all’anno precedente, raggiungendo circa 15 milioni di tonnellate.

Russia e Ucraina hanno rappresentato insieme un terzo delle esportazioni globali di grano nella scorsa stagione, pari a circa 92 milioni di tonnellate su un totale mondiale di 278 milioni di tonnellate. Qualsiasi interruzione nelle loro forniture potrebbe avere conseguenze significative per la sicurezza alimentare globale, in particolare per i Paesi importatori più vulnerabili come quelli del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale.

La combinazione di un raccolto russo potenzialmente compromesso e di un’ulteriore riduzione delle esportazioni ucraine crea uno scenario incerto per il 2025. Gli osservatori internazionali continueranno a monitorare la situazione, con particolare attenzione alle immagini satellitari e ai dati meteorologici primaverili per valutare la salute delle colture russe.