Dopo aver visto che i fondi d’investimento istituzionali non stanno comprando il rialzo delle azioni, si era già acceso un campanello d’allarme. Ma sapere che persino i ricchi, anzi, i super ricchi, stanno spostando sempre più ricchezze fuori dal mercato azionario USA, beh...questo sì che fa paura.
Eppure, se c’è una legge che governa i mercati, è che niente si distrugge, tutto si trasforma. La ricchezza globale non sparisce: cambia forma, si rialloca, trova nuovi flussi.
E in effetti un recente sondaggio di BNY Wealth Management rivela proprio dove sta andando a finire il grosso di questi capitali. Spoiler: non è un settore che ti aspetti. Ma prima, capiamo cosa sta succedendo davvero.
Perché scappano dalle azioni USA?
Chi opera nel settore sa bene che le azioni statunitensi sono oggi tecnicamente sopravvalutate. Basta guardare il Shiller P/E ratio, il famoso CAPE, che oscilla da mesi su livelli superiori alla media storica di lungo periodo. Anche il forward P/E dello S&P 500 si aggira sopra quota 20x, ben al di sopra della media pre-2020.
S&P 500, 1W
Grafico a candele settimanali dell'indice S&P 500. Fonte: baha.com
E sì, il settore tech continua a crescere, e l’intelligenza artificiale rappresenta una nuova rivoluzione industriale. Ma i mercati pubblici hanno già scontato questa crescita. In altre parole: è troppo tardi per entrare senza pagare un premio eccessivo.
Quindi, dove vanno i soldi intelligenti? Verso mercati dove la crescita è reale, ma ancora non prezzata. E in particolare verso mercati dove il pubblico retail non può arrivare. È il caso del private equity.
Il private equity è una forma di investimento diretto in società non quotate. Non si parla di azioni acquistabili in borsa, ma di quote di imprese che operano nel mondo reale, spesso in fase di crescita o ristrutturazione.
I dati parlano chiaro
Secondo il sondaggio BNY condotto tra famiglie con almeno 250 milioni di dollari di patrimonio, oggi il 28% dei loro asset è già allocato nel private equity, contro appena il 15% nelle azioni pubbliche. E ancora più interessante: il 69% di queste famiglie ha dichiarato di voler aumentare l’esposizione diretta verso aziende private nei prossimi 12 mesi. Questa è una vera e propria rivoluzione nella costruzione dei portafogli ultra-high-net-worth. Ed è la conferma che, là fuori, l’alpha esiste ancora, ma è in territori meno battuti, più illiquidi, e ad alta barriera d’ingresso.
Conclusione: e tu, dove stai guardando?
Stiamo assistendo ad uno di quei momenti in cui è opportuno pensare in stile «follow the money»?. Se i veri ricchi stanno spostando i capitali fuori dal mercato azionario USA, non è un segnale da ignorare.
Certo, è anche vero che, non tutti possono investire in private equity, altrimenti che senso avrebbe parlare di mercato «privato». Ma tutti possono imparare dai movimenti dei grandi capitali. E forse, il tuo prossimo passo potrebbe essere quello di pensare che c’è altro la fuori oltre l’ennesimo ETF sull’AI...