I rischi finanziari delle separazioni e dei divorzi in Italia

Redazione Money Premium

14 Giugno 2023 - 07:51

Le separazioni e i divorzi giudiziali possono arrivare a costare oltre 8-10 mila euro e sono tra le prime 5 cause di indebitamento

I rischi finanziari delle separazioni e dei divorzi in Italia

L’impatto economico delle separazioni e dei divorzi può essere significativo, con costi e tempi molto diversi a seconda che avvengano in modo consensuale o tramite procedura giudiziale. Non a caso, sono tra le prime 5 cause di indebitamento per i privati, tanto che molte coppie si separano ma non concludono il divorzio perché non se lo possono permettere. In questo contesto, una pianificazione finanziaria accurata può essere di aiuto, anche se spesso non è possibile mantenere lo stesso tenore di vita precedente.

Secondo i dati recentemente diffusi dall’Istat, nel 2021 si sono verificate complessivamente 97.913 separazioni, registrando un aumento del 22,5% rispetto all’anno precedente e tornando ai livelli pre-pandemici. Durante gli anni di semplificazione delle normative, si sono verificati picchi nei tassi di divorzio, con un aumento del 57,5% nel 2015 e del 78,2% nel 2016. Questo incremento è da attribuire all’entrata in vigore di due importanti leggi che hanno modificato le procedure di scioglimento del matrimonio: il decreto legge 132/2014, che ha introdotto procedure consensuali extragiudiziali (tramite gli uffici di stato civile o negoziazioni assistite da avvocati, senza necessità di ricorrere ai tribunali), e soprattutto la legge 55/2015 (conosciuta come «Divorzio breve»), che ha notevolmente ridotto l’intervallo di tempo tra la separazione e il divorzio (dodici mesi per le separazioni giudiziali e sei mesi per quelle consensuali).

Tuttavia, dopo questo boom iniziale, la percentuale di divorzi consensuali è diminuita al 70,9% nel 2021, tornando vicino al valore del 2010 (72,4%). Questo calo è dovuto anche al fatto che divorziare comporta spese significative che molte famiglie non possono permettersi. In particolare, le coppie vengono messe alla prova dalla crisi economica: si separano più facilmente, ma non concludono il processo di divorzio a causa dei costi elevati, soprattutto nel caso di procedure giudiziali. Nel 2021, c’è stato un aumento consistente delle separazioni consensuali in tribunale, mentre i divorzi giudiziali, con procedimenti più lunghi, hanno mostrato un aumento più graduale nel tempo.

Per quanto riguarda i divorzi presso i tribunali nel 2022, l’andamento è in linea con i primi mesi dell’anno precedente, con una leggera crescita della componente consensuale (già in netto aumento nel 2021) e una diminuzione del 3% dei divorzi con procedura giudiziale. Nel complesso, più di una separazione consensuale su quattro e più di quattro divorzi consensuali su dieci avvengono al di fuori del tribunale. Le procedure consensuali extragiudiziali (regolate dal decreto-legge 132/2014) riguardano rispettivamente il 23,8% di tutte le separazioni e il 29,7% dei divorzi. Nei casi di accordi extragiudiziali per la separazione o il divorzio, la percentuale di negoziazioni assistite da avvocati è rispettivamente del 41,8% e del 29,4%. La maggior parte degli accordi extragiudiziali viene raggiunta direttamente presso gli uffici di stato civile. Nel 2021, sono state effettuate 13.551 separazioni e 17.469 divorzi direttamente presso il comune, con tempi e costi molto più bassi rispetto ad altre procedure. Questi numeri rappresentano rispettivamente il 13,8% di tutte le separazioni e il 21% di tutti i divorzi, con percentuali leggermente inferiori rispetto agli anni precedenti. La propensione a ricorrere a questi accordi extragiudiziali è diffusa in tutto il paese, ma soprattutto tra i residenti del Nord Italia. Tuttavia, è importante tenere presente che le separazioni consensuali e i divorzi congiunti davanti all’ufficiale dello stato civile non sono possibili se ci sono figli minori, figli maggiorenni non economicamente indipendenti o figli con disabilità.

Secondo un’analisi di Kruk Italia, azienda specializzata nella gestione dei debiti, le separazioni e i divorzi giudiziali possono arrivare a costare oltre 8-10 mila euro e sono tra le prime 5 cause di indebitamento per i privati. I costi variano notevolmente a seconda che la procedura sia consensuale o giudiziale, con differenze significative in termini di tempistiche e spese, che aumentano per coloro che non riescono a raggiungere un accordo. Va considerato che la nuova riforma Cartabia prevede tempi più stringenti e ottimizzazioni che semplificano le procedure e consentono di risparmiare sulle spese legali, grazie all’adozione di un unico rito al posto del precedente doppio rito, che prevedeva una fase davanti al presidente del tribunale e una fase successiva davanti al giudice istruttore.

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