La società aerospaziale di Elon Musk accelera verso la quotazione: scelti gli advisor finanziari dell’operazione che potrebbe diventare la più grande IPO di sempre. Ecco cosa sappiamo.
SpaceX si avvicina a uno dei passaggi più attesi e delicati della sua storia: lo sbarco a Wall Street. Secondo quanto riportato dal Financial Times, Elon Musk avrebbe scelto un primo gruppo di grandi banche internazionali per strutturare l’offerta pubblica iniziale della società aerospaziale. In prima fila figurano Bank of America, Goldman Sachs, JPMorgan Chase e Morgan Stanley, chiamate a guidare un’operazione che, per dimensioni e ambizioni, punta a riscrivere i record dei mercati finanziari.
L’IPO, attesa nel corso del 2026, sarebbe strutturata per raccogliere oltre 30 miliardi di dollari, con una valutazione potenziale compresa tra 1.000 e 1.500 miliardi. Una forchetta ambiziosa, che riflette il ruolo sempre più centrale di SpaceX nel settore dei lanci spaziali e delle comunicazioni satellitari, ma che resta oggetto di dibattito tra analisti e investitori.
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SpaceX: valutazioni e operazioni sul capitale
Sul fronte della valorizzazione, le cifre restano tutt’altro che definitive. Proprio nelle ultime settimane SpaceX ha completato una vendita di azioni riservata a investitori interni, operazione che avrebbe attribuito alla società una valutazione intorno agli 800 miliardi di dollari. Un dato inferiore rispetto alle stime più ottimistiche, ma comunque sufficiente a confermare la dimensione straordinaria del gruppo fondato da Musk.
Il percorso verso la Borsa appare però sempre più delineato. A dicembre, SpaceX avrebbe comunicato ai dipendenti l’ingresso in una fase di “quiet period”, segnale tipico delle società che si preparano a operazioni straordinarie sul mercato dei capitali. Non è escluso che, nelle prossime fasi, altri istituti finanziari vengano coinvolti per rafforzare il consorzio di collocamento.
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Ricavi stabili, concorrenza in aumento e la sfida dei multipli
Dal punto di vista industriale, l’IPO avrebbe un ruolo chiave nel rafforzare la patrimonializzazione di SpaceX e nel sostenere i piani di espansione. La società ha progressivamente conquistato una quota rilevante dei lanci commerciali e governativi statunitensi, beneficiando di rapporti consolidati con la NASA e il Dipartimento della Difesa statunitense, che garantiscono flussi di ricavi relativamente stabili.
Il contesto competitivo resta però complesso. Blue Origin si sta affermando come un concorrente sempre più credibile nel breve periodo e United Launch Alliance mantiene un ruolo di primo piano nei lanci istituzionali, seppur con una struttura di costi meno efficiente. Sul fronte delle comunicazioni satellitari, Starlink deve poi fare i conti con alternative come Amazon Kuiper e OneWeb, ancora lontane per copertura ma in rapido sviluppo.
L’attenzione degli operatori si concentra quindi ora sui multipli di valutazione. Alcuni esperti ipotizzano un rapporto EV/sales intorno a 25 volte, livelli che richiederanno una crescita sostenuta e una redditività sempre più visibile.
Come spesso accade nelle grandi IPO, sarà il mercato a stabilire se le ambizioni di SpaceX troveranno conferma nel tempo o se le aspettative dovranno essere ridimensionate.
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