I prezzi delle azioni scendono, ma non gli utili attesi. Si tratta di una «buy opportunity»?

Redazione Finance

30 Aprile 2024 - 08:36

Il prezzo dell’S&P 500 sembra aver reagito positivamente di fronte ai ribassi registrati nel mese di aprile, sostenuto dalle elevate aspettative di crescita degli utili. Ci saranno nuovi rialzi?

Mentre i prezzi delle azioni del mercato statunitense e globale perdono terreno, in particolare le azioni delle Magnifiche 7, gli analisti e il consenso di mercato si aspettano una solida crescita degli utili di queste società. Di fronte ai recenti ribassi dei prezzi, è possibile che si stia creando una nuova opportunità di acquisto? Diamo uno sguardo ai dati.

Cosa ha fatto scendere il prezzo degli indici di borsa?

Le decelerazioni di questo mese, evidenziate dal mercato azionario, prevalentemente statunitense, hanno alimentato un nuovo timore tra gli operatori di mercato: la fine del rally azionario degli ultimi due anni. Un’economia forte negli Stati Uniti sembra alimentare l’idea che la Fed si trovi costretta a rimandare ulteriormente i primi tagli dei tassi d’interesse. Questo ha generato una prima onda di prese di profitto, che ha causato una settimana di perdite per l’S&P 500 e il Nasdaq, dovute prevalentemente a un calo del prezzo delle azioni delle big cap, specialmente quelle chiamate “Magnifiche 7”.

Uno sguardo alle aspettative sugli utili di maggio

Le prossime due settimane vedranno la condivisione delle trimestrali da parte della maggior parte delle società statunitensi, rappresentando quindi una conferma o meno delle aspettative di crescita scontate dai trader sul prezzo delle azioni. Finora, la maggior parte delle società che hanno riportato utili hanno superato le aspettative, circa il 74% di quelle che hanno condiviso i risultati nell’ultima settimana. L’attenzione resta rivolta, come di consueto, ai dati condivisi dalle Magnifiche 7, con analisti che si aspettano un tasso di crescita degli utili inferiore a quello del quarto trimestre del 2023, ma comunque ampiamente positivo e superiore al 30%, quindi al di sopra della media degli ultimi anni, secondo i dati di Bloomberg. In sostanza, il mercato si trova di fronte a un momento piuttosto difficile da interpretare, con il prezzo delle maggiori 7 società a capitalizzazione degli Stati Uniti in calo, mentre gli EPS sono attesi in aumento rispetto al passato.

S&P500: è il caso di preoccuparsi?

La contrazione del prezzo dell’indice azionario statunitense S&P500 di questo mese ha generato un diffuso malcontento e l’indice Fear & Greed della CNN è sceso nuovamente a 42, entrando nel territorio della paura, un evento che non si vedeva da tempo. Gli oscillatori tecnici iniziano a scaricarsi e, sebbene su timeframe ampi come il settimanale la contrazione appaia lieve, su timeframe più brevi come il giornaliero si nota una maggiore profondità: l’indice RSI ha raggiunto i 40 punti il 19 aprile per poi tornare a salire, un evento che non si verificava dalla contrazione di novembre dello scorso anno. La scorsa settimana, l’indice ha registrato una ripartenza del 3%. e anche questa settimana è iniziata con un lieve rialzo.

S&P500, 1W S&P500, 1W Grafico a candele settimanali dell'indice S&P500. Fonte: baha.com