A luglio, Politico aveva condotto una analisi della cultura di alcune frange della Nuova Destra americana che ruotano intorno ai fondamenti del pensiero di Leo Strauss e convergono se non direttamente su Trump, sul suo vice Vance. Che universo è?
Molto difficile farne una sintesi.
Di base, potrebbero esser classificati come ultraconservatori, anti-liberali, reazionari, tradizionalisti ma anche anarco-liberalisti, con ritorno al cattolicesimo ed ai valori “di una volta”. Politicamente, sono tutti antidemocratici, non nel senso del partito politico americano (anche), nel senso proprio dell’istituto democratico quale ordinatore del politico. La “democrazia” è stata una pericolosa illusione e comunque ha fallito. Presidiano da soli la critica più feroce verso il liberalismo.
Patrick Deneen è professore di teoria politica. Acclamato nel suo primo saggio di critica radicale al liberalismo, si è poi direzionato verso un conservatorismo cattolico comunitario con “promozione di valori conservatori e religiosi piuttosto che sulla protezione dei diritti individuali. In pratica, Deneen ha sostenuto politiche economiche «pro-famiglia» e «pro-lavoratori» come tariffe e incentivi manifatturieri, nonché isolazionismo in politica estera e rigido conservatorismo sociale, compresi limiti al matrimonio gay, assistenza di genere e aborto.”
Curtis Yarvin è un ex programmatore informatico diventato blogger con vocazione filosofica in favore di un movimento «neo-reazionario» (o «NRx»). Anch’egli critico dei fallimenti della democrazia americana diventata orami una oligarchia, non si sogna minimamente di ripristinare la democrazia, ma puntare “a un leader monarchico ispirato a un CEO di una start-up, un «CEO nazionale», [o] quello che viene chiamato un dittatore«, “che può risolvere i bug dell’ordine politico americano come un programmatore di computer che risolve i bug di un codice difettoso.”. È sua l’idea citata da Vance pubblicamente di “licenziare ogni singolo burocrate di medio livello, ogni dipendente pubblico nello stato amministrativo, sostituirli con la nostra gente».
Più tortuoso il curriculum di Sohrab Ahmari “figlio di una famiglia iraniana laica, è emigrato negli Stati Uniti da adolescente, è diventato trotskista al college, poi ha sposato la causa neoconservatrice come redattore del Wall Street Journal prima di convertirsi al cattolicesimo nel 2016, lo stesso anno in cui ha votato per Hillary Clinton per il disgusto nei confronti di Trump. Da allora si è spostato verso destra, abbracciando Trump e diventando il principale sostenitore di un nuovo stile di «conservatorismo della classe operaia» che affonda le sue radici nella tradizione della socialdemocrazia cattolica”, in una versione americana di “oltre la destra e la sinistra”.
Rod Dreher “scrittore cristiano ortodosso ed ex editorialista conservatore americano è meglio conosciuto come il leader dei «crunchy cons», dei «Birkenstocked Burkeans» e degli «agricoltori biologici amanti delle armi» che abbracciano gli atteggiamenti controculturali e di ritorno alla terra tipicamente associati alla sinistra hippie ma sono loro stessi sulla destra intellettuale. Fitti in contatti in Ungheria “dove è diventato una specie di consigliere intellettuale nel governo di Viktor Orbán. Il suo ultimo libro, che ha ricevuto una pubblicità amichevole da Vance , è sottotitolato «Un manuale per i dissidenti cristiani».
Non può mancare il think tank: l’istituto Claremont in California, grande supporter teorico del trumpismo. “Gli studiosi e i soci dell’istituto hanno una serie di posizioni politiche, ma sono uniti dalla convinzione che l’America abbia perso il contatto con le sue idee fondanti da qualche parte intorno all’era progressista, spinta dalla burocratizzazione del governo, dalla perdita di fiducia pubblica nei principi della «legge naturale» e dall’ascesa del «relativismo morale» e del multiculturalismo (ciò che potrebbe essere chiamato «wokeismo», nel gergo odierno). A differenza di Yarvin o Deneen, la squadra di Claremont tende a sostenere un ritorno ai principi fondanti americani come il governo limitato e la protezione dei diritti naturali. In termini pratici, questo li ha portati ad abbracciare con entusiasmo la crociata di Trump contro lo stato amministrativo e le iniziative «woke» come DEI e la teoria critica della razza.”
René Girard, filosofo e critico letterario cattolico di origine francese, insegnò per diversi decenni alla Stanford University, dove tra i suoi discepoli figurava anche Peter Thiel. È da ritenersi intellettuale influente anche se ovviamente slegato operativamente dagli sviluppi politici di questa Nuova Destra americana.
Infine, l’inquietante Peter Thiel (Pay Pal, Palantir), libertario e conservatore, fa banda con Elon Musk ed un altro gruppetto della Nuova Destra digitale. Thiel è meglio conosciuto come l’ex capo del capitale di rischio di Vance e il principale finanziatore della sua campagna per il Senato del 2022, ma è anche un caro amico e una grande influenza intellettuale per Vance. “Il columnist del Financial Times Simon Kuper, figlio di genitori sudafricani, nota che Thiel, Sacks, Musk e il fondatore della setta satanista dei complottisti QAnon, Paul Furber, hanno un background comune: bianchi, cinquantenni, educati e cresciuti nel Sud Africa dell’apartheid, che imprigionava Nelson Mandela e permetteva loro di vivere nel benessere e nel privilegio. Kuper nota nel quartetto l’idea radicata che non sia la povertà o la segregazione a creare violenza sociale, ma “la natura”, con bianchi e neri segnati dal Fato e dal Dna, e costretti a esistere nella separazione eterna, pena “lo stupro e la sodomia delle donne bianche” di cui Musk sragiona online.”
Conosciuto anche come acquirente di grossi pezzi di terra in Nuova Zelanda dove costruire il suo “buen ritiro” una volta compiutasi l’apocalisse cui siamo destinati per varie ragioni è membro del comitato direttivo del gruppo Bilderberg.
“Thiel spiegò in un saggio del 2009 che era arrivato a «non credere più che libertà e democrazia siano compatibili», in gran parte perché i beneficiari dell’assistenza sociale e le donne in generale erano «notoriamente difficili per i libertari», e che aveva concentrato gli sforzi sulle nuove tecnologie (vale a dire il cyberspazio , la colonizzazione dello spazio e la colonizzazione dei mari ) che avrebbero potuto creare «un nuovo spazio per la libertà» al di là della politica attuale. Tale saggio è stato citato da Curtis Yarvin e Nick Land , i principali teorici del movimento neo-reazionario , nei loro scritti”.
In linea più generale, si può notare la grande effervescenza culturale della destra (negli Stati Uniti ma anche in Europa) che si è intestata il titolo di antitesi al liberalismo progressista in nome di varie direzioni che vanno dal old-conservatorism al comunitarismo, all’anarco liberalismo ovvero minimizzando quanto più è possibile il ruolo dello Stato, con ripresa dei valori del tempo che fu, puntando politicamente verso non si capisce bene che tipo di superamento della democrazia, dalle “epistocrazie” (il potere di chi sa), alle oligarchie high tech, fino al ritorno del governo dell’Uno che sia monarca o unto del Signore o “benevolo” dittatore che finalmente metterà a posto tutto questo casino.
L’attuale Ministro della cultura Giuli ha affermato di aver ricevuto una vera e propria “illuminazione” quando si è messo a studiare Gramsci ed il concetto di egemonia e non v’è dubbio che le destre, oggi più che mai “plurali” come si conviene ad una ideologia in espansione, abbiano studiato bene il concetto, da tempo. Incluso il tentativo di egemonizzare l’antiliberalismo al grido di “oltre la destra e la sinistra”. Ma come segnalava Marx a proposito della modernità capitalistica, c’è modo e modo di superare questo sistema. Per il momento, sembra esistere solo questo modo che rimbalza al tempo di una volta, quando tutto era più chiaro ed a suo modo funzionante. Incluso un ritorno, al momento "men che formale”, al pensiero religioso.
Di contro, in termini di politica estera, Trump è forse anche più vicino a Netanyahu di Harris (ha addirittura un sito nel Golan -illegale- a lui intitolato), ma sembrerebbe ben distante dalle posizioni di questa ultima su Europa, Ucraina, Russia, anche se per il momento non ha fatto poi queste chiare dichiarazioni in merito, soprattutto rispetto a Ucraina e Russia. Altresì, in favore della Harris sono scesi in campo i Neo-Con con tanto di Dick Cheney.
Insomma, «Mala tempora currunt sed peiora parantur.»