Dal rischio guerra ai rendimenti record: la resilienza sorprendente dei bond del Golfo
Quando Abu Dhabi ha collocato 1,25 miliardi di dollari di obbligazioni decennali con un rendimento del 4,27% — appena 25 punti base sopra i Treasury statunitensi — molti osservatori hanno parlato della fine di un’epoca. Non tanto per il contesto geopolitico, segnato dal rischio crescente di un conflitto con Iran e dalla possibilità di attacchi con missili e droni nella regione del Golfo, quanto per il significato finanziario dell’operazione.
Quella emissione potrebbe infatti essere ricordata come l’ultima grande vendita di bond di un membro degli Emirati Arabi Uniti classificato come mercato emergente. La banca JPMorgan è pronta infatti a includere il paese nei suoi indici dei mercati sviluppati, riconoscendo che l’economia emiratina è ormai troppo ricca e stabile per restare nel paniere emergente. Una decisione simile era stata presa l’anno precedente anche per Qatar e Kuwait.
In teoria, una guerra o anche solo la minaccia di un conflitto dovrebbe far impennare il rischio percepito dagli investitori, soprattutto per economie fortemente dipendenti da petrolio e gas. Tuttavia, i dati raccontano una storia diversa. [...]
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