3 BTP in asta a fine gennaio. Cedola fissa 2,20% e cedola fissa sul capitale rivalutato

Stefano Vozza

26 Gennaio 2026 - 07:52

Aste di fine mese diverse per durate residue, importi emessi, strutture dei rendimenti e quindi finalità di impiego di portafoglio

3 BTP in asta a fine gennaio. Cedola fissa 2,20% e cedola fissa sul capitale rivalutato

Il calendario delle emissioni sovrane di casa MEF prevede le ultime tranche di debito pubblico in offerta per fine mese. Un’occasione per mettere a frutto i risparmi sul reddito fisso ma da scegliere con cognizione di causa. Non tutti i bond (del Tesoro e non) vanno bene sempre e comunque, ma solo nella misura in cui si sposano con le proprie strategie ed obiettivi di investimento.
In particolare, i 3 BTP di fine gennaio sono a cedola fissa 2,20% e a cedola fissa sul capitale rivalutato.

Investire in titoli del Tesoro a breve termine

Delle tre obbligazioni in offerta dal Tesoro per martedì 27, il BTP Short Term Fb28 è il bond nuovo di zecca in assoluto e dalla vita fruttifera più corta delle tre. Si tratta di una nuova serie in assoluto il cui codice ISIN sarà svelato dal Ministero stesso in sede di lancio. L’importo offerto per la 1° tranche è tra i 2,5 e i 3 mld di €, e in 0,9 quello offerto agli Specialisti.

Le date di emissione e godimento coincidono (zero giorni dietimi) per venerdì 29 gennaio ’26, mentre la scadenza è fissata per il 28/02/’28, tra 25 mesi. Ancora, dei tre titoli è l’unico dalla cedola fissa e senza rivalutazione del capitale da principio alla fine. Morale, qui per calcolare il ritorno reale, oltre che netto ed effettivo, occorrerà togliere tasse, spese e inflazione di periodo. La cedola annuale è del 2,20% ma pagata su base semestrale (l’1,10% lordo ogni 6 mesi), e prevede una cedola corta il prossimo 28/02/’26. Essa sarà pari allo 0,179348% del nominale in possesso a quella data, e corrispondente ad un periodo di 30 giorni su un semestre di 184. Le cedole a venire saranno invece piene, con date di stacco il 28 agosto e il 28 febbraio di ogni anno.

3 dirette concorrenti del BTP Short Term

Al momento i bond MEF in scadenza tra 2 anni e 1 mese già sul MOT rendono sul 2,2% circa lordo a scadenza. Immaginando che il prezzo di aggiudicazione dello Short Term si attesti appunto a 100 martedì 27, il potenziale ritorno complessivo è presto detto: il 4,58% lordo.

Non è tanto se si considera l’insieme di tasse, spese e carovita di periodo, per cui la potenziale spendibilità di portafoglio dello Short Term è subito definita. Vale a dire il parcheggio remunerato della liquidità a breve termine, una sorta di BOT a 12 mesi ma dalla durata doppia. L’obiettivo, quindi, potrebbe essere quello di mantenere invariato il potere d’acquisto del capitale da qui a fine febbraio ’28.

Tra le tante, potenziali alternative dello Short Term ne citiamo 3 a nome di tutte. La prima è il c/c, di norma quella più gettonata dal risparmiatore retail per un mix di pigrizia di iniziativa e sottostima di tasse, costi e inflazione di periodo. In più c’è che il c/c è quasi sempre infruttifero mentre i bond a breve termine presentano buona liquidità e basso rischio di mercato.

Andando oltre ecco il conto deposito che nei casi più felici arriva anche in area 3-3,50% lordo annuo sui 24 mesi, assolutamente non male. Inoltre non necessitano di dossier titoli e commissioni di compravendita, per cui si evitano queste spese. Tuttavia, qui la ritenuta è al 26% e non al 12,5%, poi la garanzia sul capitale è solo fino a 100mila € e infine bisogna appurare se sono rivolti a tutti o solo ai correntisti dell’emittente. Infine c’è che questi tassi sono spesso appannaggio dei soli conti a vincolo che il più delle volte negano la liquidazione anticipata, per cui i soldi sono inamovibili prima del termine.

Infine ecco il fondo monetario, di tipo attivo come il fondo comune di investimento o passivo come l’ETF. In certo senso è una sorta di ibrido tra la liquidità infruttifera sul c/c e il conto deposito o il bond di breve termine. Il prodotto è oneroso (tasse al Fisco e spese di gestione), ma è fruttifero e liquidabile a proprio piacimento.

Obbligazioni di Stato agganciate all’inflazione europea

Gli altri due bond riguardano ulteriori tranche di due BTP€i già emessi e in circolo sul MOT, e distinti per data scadenza (2031 e 2056) e cedola annuale. Prima di svelarne i dettagli spendiamo due parole sulle potenziali finalità.

Nella sostanza si tratta di Buoni del Tesoro Poliennali al pari di tutti gli altri BTP ma indicizzati all’inflazione europea. In origine prevedono durate di medio e lungo termine, e mirano a proteggere il potere d’acquisto del capitale agganciandolo al costo della vita dell’Eurozona. Detta in parole ancora più semplici, una sorta di BTP Italia ma stavolta con l’indice HICP Eurostat (al netto del tabacco) a fare da benchmark.

Quanto al funzionamento, i BTP€i rivalutano all’inflazione dell’Eurozona di periodo sia le cedole semestrali che il capitale rimborsato a scadenza. Infatti l’emittente prevede cedole a tassi fissi annui, ma calcolate sul capitale via via rivalutato nel tempo. Infine, nei casi estremi di deflazione il nominale sottoscritto è garantito e non scende mai sotto la pari.

I 3 BTP di fine gennaio sono a cedola fissa 2,20% e a cedola fissa sul capitale rivalutato

Vediamo allora quali sono i titoli del Tesoro in asta la prossima settimana.
In ordine di durata residua, per il BTP€i con ISIN IT0005657348 è in arrivo la 9° tranche per un importo compreso tra 0,750 e 1 mld di €, e di 0,150 agli Specialisti. Si tratta della stessa e identica forchetta di bond offerti anche per il BTP€i che seguirà.

Il BTP€i con ISIN IT0005657348 ha data emissione 27/06/’25 (giorni dietimi: 167) e scadenza al 15/08/’31, con date stacco cedola al 15/02 e 15/08. La cedola annuale lorda è dell’1,10% mentre il flottante già emesso al momento quota 100,55 sul MOT ed effettivo a scadenza del 2,99% (dati: Borsa Italiana).
A seguire ecco il BTP€i con identificativo IT0005647273 (2° tranche) emesso il 15/11/’24 (giorni dietimi: 75) e in scadenza il 15/05/’56, tra 30 anni abbondanti. In questo caso il tasso cedolare annuo è del 2,55% mentre sul MOT passa di mano 103,13 per un rendimento effettivo a scadenza del 4,35%.

Quanto al calendario delle operazioni di sottoscrizione, lunedì 26 scadono i termini di prenotazione da parte del pubblico retail. Invece il giorno dopo ci saranno le aste ordinarie vere e proprie (il 28 quelle supplementari) e regolamento il 29/01/’26 per tutti.

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